Si riunisce il consiglio regionale: approvato il rendiconto. Al centro anche economia circolare e Lago Bilancino

Si è riunito oggi il consiglio regionale della Toscana. Ecco gli argomenti trattati:

Approvato il rendiconto 2017

Via libera a maggioranza al rendiconto del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2017. L’atto è stato approvato dall’aula con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e con l’astensione di quelli di opposizione.

A illustrare l’atto è stato il presidente della commissione Controllo Jacopo Alberti (Lega). Alberti ha ricordato che il costo del Consiglio regionale ammonta a 26 milioni e 328 mila euro. “Nel  2017 – ha spiegato il consigliere - è stato registrato un avanzo di amministrazione di 1milione e 747 mila euro,  al netto delle quote accantonate, vincolate e destinate agli investimenti”.

In particolare, il Consiglio regionale sta continuando ad accantonare quote in attesa del pronunciamento del Tribunale di Firenze su un ricorso presentato alla legge sul divieto di cumulo di vitalizi. I ricorrenti hanno sollevato in via incidentale il dubbio di costituzionalità e se alla fine la Regione dovesse perdere, dovrebbe rifondere entro sessanta giorni tutti i soldi trattenuti. Per questo  in presenza di un avanzo si è ritenuto utile accantonare annualmente i fondi eventualmente necessari.

Rimane l’avanzo di 1 milione e 747 mila euro, il cui utilizzo sarà deciso entro luglio dal Consiglio regionale, tramite una legge che stabilirà la destinazione dei fondi a determinate tipologie di interventi, rivolti alla collettività. Negli anni passati, ad esempio, parte dei fondi è stata destinata alla valorizzazione delle città murate della Toscana. “L’avanzo – ha detto ancora Alberti – è dovuto in buona parte a risparmi decisi dall’amministrazione, come quelli sui vitalizi e sulle spese di rappresentanza, ed è quindi da considerarsi un fatto positivo”. Il bilancio del Consiglio regionale incide in maniera marginale sul bilancio della Regione Toscana, che sfiora i 16 miliardi: per l’esattezza, incide per lo 0,13 per cento.

Alberti si è soffermato, infine, sulla rapidità dei tempi di pagamento: il Consiglio infatti riesce a pagare i fornitori in un tempo medio di 14,5 giorni.

“Siamo davanti a un esempio di gestione virtuosa – è stato il commento di Gabriele Bianchi (M5S) – e di trasparenza che rappresenta un esempio”. Secondo Bianchi è certo possibile ottimizzare ancora i costi, ed è necessario impegnarsi per utilizzare pienamente l’avanzo registrato.

Positivo anche il giudizio di Paolo Bambagioni (Pd), secondo il quale “siamo in presenza di risparmi che derivano da scelte positive come quelle sui vitalizi, c’è disponibilità di cassa, sono state fatte scelte oculate”.

“Un rendiconto tecnicamente molto ben costruito e intellegibile – è stato il commento di Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra) – il che, data la difficoltà della materia, è tutt’altro che scontato”. Per Fattori la questione dell’avanzo andrà affrontato mostrando una maggiore capacità di programmazione.

Valutazione positiva anche da parte di Monica Pecori (Gruppo misto-Tpt), la quale ha espresso tuttavia perplessità sull’utilizzo dell’avanzo per come impiegato fin qui. “Sarebbe utile – ha detto – usarlo per leggi di iniziativa consiliare che abbiano una ricaduta sul sociale”.

Economia circolare e sviluppo sostenibile, ok a modifica Statuto Regione Toscana

Sviluppo sostenibile ed economia circolare, via libera in aula alla proposta di legge che modifica, sul tema dell’economia circolare, lo Statuto della Regione Toscana. La norma è stata approvata, su 37 votanti, con 28 voti a favore e 9 astenuti. Si sono astenuti i consiglieri di Lega, Fi e Fdi, e il consigliere Paolo Bambagioni del Pd.

L’atto, che vede come prima firmataria la consigliera Monia Monni (Pd), è stato illustrato in Consiglio dal presidente della commissione Affari istituzionali Giacomo Bugliani (Pd). Bugliani ha spiegato che “con questa legge si vuol modificare lo Statuto e porre a livello statutario il principio dell’economia circolare come atto fondamentale”.

Per far sì che le politiche regionali attuino la transizione verso un modello economico circolare fondato sul principio di sviluppo sostenibile - ha detto -, nello Statuto regionale si introducono tra i principi generali la promozione delle “condizioni per uno sviluppo sostenibile per la soddisfazione dei bisogni della generazione presente e la salvaguardia della vita delle generazione future” e “la promozione dell’economia circolare, quale modello economico idoneo a rigenerarsi da solo, attraverso la valorizzazione degli  scarti di consumo, l’estensione del ciclo vita dei prodotti, la condivisione delle risorse, l’impiego di materie prime seconde e l’uso di energia da fonti rinnovabili”.

“Come votare contro a una proposta di legge che dice una cosa giusta, ma che nulla aggiunge e nulla toglie?” si è chiesto Giacomo Giannarelli (M5S), che ha annunciato voto favorevole “a un atto che è completamente inutile”. “Una modifica allo Statuto non serve a niente – ha aggiunto; dobbiamo invece agire tramite quelle norme che hanno conseguenze concrete, a partire dal piano di gestione di rifiuti”.

Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra) ha spiegato di “trovare il concetto di sviluppo sostenibile abusato, mentre quello di economia circolare è preciso e fondato”. “Per questo – ha detto – trovo la modifica dello Statuto utile, è un positivo recepimento di un cambiamento culturale in corso. Mi auguro che si lavori seriamente in questa direzione con le norme ordinarie e non solo con quelle statutarie”.

Secondo Marco Casucci (Lega) l’atto “è solo un gesto di comunicazione politica, del tutto inconsistente dal punto di vista dei contenuti”. “Certamente non toglierà e non aggiungerà nulla alla vita dei toscani – ha commentato – ma è solo una dimostrazione che il Pd si è messo a rincorrere ultimamente altre forze politiche”.

Per Monica Pecori (Gruppo Misto-Tpt) la modifica statutaria “rappresenta un piccolo tassello, un impegno a cui certo devono seguire fatti concreti, soprattutto la modifica del piano di gestione dei rifiuti”.

Paolo Bambagioni (Pd) si è detto perplesso “per una discussione importante, ma che mi mette a disagio”. Un disagio che nasce, ha spiegato il consigliere, dal fatto di dover procedere alla modifica dello Statuto per un tema singolo, in modo scoordinato. Bambagioni ha avanzato piuttosto la proposta di “una seduta monotematica del Consiglio sulla questione di come è gestito l’ambiente in Toscana” e uno sforzo “per sbloccare quei provvedimenti che sono fermi a causa della burocrazia”. Per questo il consigliere ha annunciato di non voler votare il provvedimento.

Anche Serena Spinelli (Art. 1-Mdp) ha ribadito che “lo Statuto esprime concetti fondamentali e definisce quello che in Toscana vogliamo essere. Non è un atto concreto, ma esprime valori che poi guidano tutte le altre leggi che facciamo”.

Infine, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, rispondendo a Paolo Bambagioni, ha detto  che, dopo l’approvazione di questa modifica comunque condivisibile, è “bene aprire un confronto per stabilire un percorso coerente, che non porti a modifiche in maniera scoordinata e relativa a singoli temi”.

“Si tratta di una modifica dello Statuto della Regione Toscana volta a mettere nero su bianco, sulla base del principio dello sviluppo sostenibile, la necessità di un passaggio sempre più marcato da un economia di tipo lineare a una di tipo circolare, promuovendo l’uso di energia da fonti rinnovabili. – ha spiegato Bugliani - Nello specifico viene inserito un articolo 3bis nell’articolo 3 che inserisce tra i principi generali la promozione delle “condizioni per uno sviluppo sostenibile per la soddisfazione dei bisogni della generazione presente e la salvaguardia della vita delle generazioni future” e una lettera n bis) nel comma 1 dell’articolo 4 dello Statuto, che include tra le finalità principali “la promozione dell’economia circolare, quale modello economico idoneo a rigenerarsi da solo, attraverso la valorizzazione degli scarti di consumo, l’estensione del ciclo vita dei prodotti, la condivisione delle risorse, l’impiego di materie prime seconde e l’uso di energia da fonti rinnovabili”. Un atto che sancisce una netta svolta culturale, ormai improrogabile, nell’approccio a queste tematiche, andando a modificare l’apparato normativo che contiene i criteri ispiratori dell’azione di governo del territorio toscano; si stabilisce, così, a livello statutario, il principio dell’economia circolare come fondamentale”.

“È importante introdurre oggi  all’interno del nostro Statuto questo concetto di sviluppo che va così a rientrare nell’ambito delle caratteristiche che identificano la toscanità. – ha dichiarato Marras - Sta mutando il modo di consumare e produrre, le nostre imprese in questo campo sono già consapevoli e si stanno muovendo con buon senso: sta a noi ora lavorare in questa direzione, seguendo con forza questi principi guida. Lo Statuto rappresenta l’ossatura del nostro agire, lì dentro troviamo le politiche che caratterizzano la nostra regione, le linee guida che ci rendono capaci di tenere insieme sviluppo, qualità della vita, tutela dell’ambiente. Ora siamo in grado di fare un passo avanti rispetto al resto del paese, giocando un ruolo fondamentale nella promozione di questo pensiero innovativo da un punto di vista economico e ambientale”.

"Oggi abbiamo messo il primo mattone per la svolta verde in Toscana. Il modo migliore, seppur con un giorno di ritardo, per celebrare e festeggiare la Giornata Mondiale dell'Ambiente". Lo ha detto la vice capogruppo del Pd in Consiglio regionale Monia Monni soddisfatta del voto del Consiglio, che stamani ha dato il via libera alla proposta di legge di cui è prima firmataria. “ La nuova legge – spiega Monia Monni- introduce lo sviluppo sostenibile e l'economia circolare nello Statuto della Regione Toscana, rispettivamente tra i principi generali e le finalità principali. Registro come anche oggi Movimento 5Stelle e Lega Nord abbiano votato in modo difforme, favorevoli i primi e astenuti i secondi. Segno di una diversità profonda che continua a palesarsi ad ogni voto espresso in aula. Su un punto però hanno concordato: l'incapacità di comprendere l'importanza di una modifica statutaria.

Modificare lo Statuto-  aggiunge la vice capogruppo- significa intervenire sulla legge fondamentale di una Istituzione, dando un indirizzo chiaro ed inequivocabile alle politiche regionali. Per natura sono una persona positiva e spero che il nuovo Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella sua veste di professore, possa dargli qualche ripetizione di diritto."

Sul voto di astensione del collega di partito Paolo Bambagioni, Monni sorride: "Mi piace la politica che non subisce i cambiamenti- conclude Monni- , ma li anticipa e li governa. Paolo ha una visione diversa dalla mia, la ritengo un po' polverosa e attaccata a vecchi schemi della politica, ma rispetto il suo voto"

"Il principio dell’economia circolare entra a pieno titolo nello Statuto della Regione Toscana". Così Stefano Scaramelli, consigliere regionale (Pd), sull'approvazione nella seduta d'Aula di oggi della proposta di legge Disposizioni in materia di sviluppo sostenibile ed economia circolare; modifiche agli articoli 3 e 4 dello Statuto.

"Il Consiglio regionale ha dato il via libera - commenta Scaramelli - alla proposta di legge sulle Disposizioni in materia di sviluppo sostenibile ed economia circolare. Siamo intervenuti su una legge fondamentale, ovvero lo Statuto della Toscana, per inserire concetti che faranno da linee guida del nostro agire normativo come sviluppo, qualità della vita e tutela dell’ambiente. Una svolta culturale improntata alla soddisfazione dei bisogni della generazione presente e alla salvaguardia della vita delle future generazioni. Abbiamo scelto di puntare sulla promozione dell’economia circolare quale modello economico idoneo a rigenerarsi da solo, attraverso la valorizzazione degli scarti di consumo, l’estensione del ciclo vita dei prodotti, la condivisione delle risorse, l’impiego di materie prime seconde e l’uso di energia da fonti rinnovabili".

Bilancino: la comunicazione sull’accordo per la gestione

L’assessore Marco Remaschi ha illustrato lo schema, approvato dalla Giunta lo scorso 26 marzo, che disciplina la governance dell’invaso e durerà fino al 30 giugno 2047. Sarà sottoscritto da Regione, Comune di Barberino, Publiacqua e Autorità idrica toscana

Arriva in Consiglio regionale così come stabilito dalla legge 14/2014, articolo 4 comma 4

lo schema di accordo per la gestione dell’invaso di Bilancino, il più grande lago artificiale della Toscana,che merita ricordare ha una profondità massima di 31 metri e una superficie di 5 kmq, permette di aumentare l’approvvigionamento idrico di Firenze, Prato, Pistoia e parte del Valdarno; garantisce la riduzione del rischio di esondazione dell’Arno contenendo la portata dell’affluente Sieve; migliora la qualità delle acque dell’Arno integrandone le portate estive.

Illustrato stamani, mercoledì 6 giugno, dall’assessore regionale Marco Remaschi, lo schema mette nero su bianco chi fa cosa e durerà fino al 30 giugno 2047.

Alla Regione arriva la proprietà delle sponde che ancora oggi appartengono ai 14 Comuni a suo tempo firmatari del consorzio che eseguì l’opera (Firenze, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Fiesole, Impruneta, Lastra a Signa, Montemurlo, Prato, Scandicci, Sesto Fiorentino, Vaiano, Vernio).

Il Comune di Barberino avrà la competenza della valorizzazione turistico-ambientale, nel rispetto della disciplina del Piano di indirizzo territoriale (Pit), e potrà esercitare questa funzione sia direttamente che tramite soggetto gestore. Al Comune viene inoltre affidata la concessione delle sponde sopra la quota di massimo invaso, ossia le aree più importanti, quelle che non possono essere mai inondate, e solo successivamente, cioè una volta completata la sistemazione catastale, ne avrà la piena proprietà. Fino a quel momento Regione e Publiacqua finanzieranno il Comune che si dovrà occupare della manutenzione ordinaria e straordinaria.

 A Publiacqua andrà la gestione della risorsa idrica. Nell’accordo tutte le parti sono consapevoli che qualsiasi utilizzo dell'invaso e delle sponde deve essere compatibile con le funzioni primarie (approvvigionamento idropotabile; laminazione delle piene; miglioramento della qualità delle acque del fiume Arno). L’eventuale utilizzo delle acque deve essere compatibile con le due concessioni di derivazione in essere e rilasciate a Publiacqua in qualità di gestore del servizio idrico. È vietata l’installazione fissa o mobile sugli argini degli emissari e delle sistemazioni di sponda delle colmate artificiali. La navigazione è vietata a ogni tipo di imbarcazione con motore a combustione interna mentre è consentita, ai sensi del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, ai natanti da diporto a remi e che non determinano rischio di inquinamento. Sono esclusi dal divieto i veicoli e le imbarcazioni delle Forze dell'Ordine, del Pronto Soccorso, dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile.

Le risorse finanziarie scritte nell’accordo prevedono a carico della Regione, in via straordinaria e per il triennio 2018-2020, la destinazione di 315mila euro così ripartiti: 130mila da erogare a Publiacqua per interventi sulle infrastrutture; 185mila da erogare al Comune di Barberino per la manutenzione straordinaria cui concorrerà anche Publiacqua per 185mila euro. Sempre per il triennio 2018-2020 la Regione è impegnata ad erogare al Comune 240mila euro per concorso alle spese di manutenzione ordinaria in carico all’amministrazione

Nell’accordo si prende atto che le opere relative all’invaso già affidate dall’Autorità idrica toscana (Ait) a Publiacqua rimangono in capo al gestore del servizio idrico e la Regione viene sollevate da ogni responsabilità sulla loro gestione.

“I contenuti dello schema – ha rilevato Remaschi in chiusura – sono stati approfonditi nel dettaglio per trovare le soluzioni adatte a disciplinare l’invaso. L’attivazione di questo percorso è propedeutica a una gestione complessiva delle aree adiacenti che possono offrire caratteristiche turistico ambientali molto importanti per il territorio, ma anche a livello nazionale e internazionale”.

Il dibattito sull’Accordo per la gestione. Paolo Marcheschi (FdI) ha espresso dubbi sull’iter seguito per la comunicazione al Consiglio dello schema di accordo per la gestione dell’invaso di Bilancino. “Discutiamo su una decisione già presa mentre il Consiglio deve essere informato prima della stipula dell’accordo” ha detto citando l’articolo 4 comma 4 della legge 14/2014 già ricordato dall’assessore Remaschi nella comunicazione resa all’aula. “Ricordo bene – ha continuato – la discussione fatta nel 2014 ed è evidente che oggi stiamo discutendo di una delibera di Giunta già presa. Il ruolo del Consiglio è assolutamente ininfluente. Potevamo proporre un indirizzo o un commento politico”. Parlando di invaso come risorsa importante per il territorio, Marcheschi ha ricordato il dibattito sulle “gestioni passate” e su “procedimenti penali” arrivati “ancor prima della sua costruzione”.  Sulla proprietà della Regione che “deve essere saputa gestire”,  il capogruppo ha lamentato l’assenza di una cabina di regia necessaria a gestire le funzioni prioritarie dell’invaso, ma anche lo sviluppo turistico. E sul quadro economico, sulla tenuta dei costi, Marcheschi si è augurato un “approfondimento anche a posteriori”. “La mia richiesta di rinviare la comunicazione in commissione – ha detto anticipando i contenuti della proposta di risoluzione presentata e approvata a maggioranza dal Consiglio – era per procedere a un esame più accurato”. Una proposta che ha incassato il favore di Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, che ha annunciato infatti il voto favorevole alla proposta di risoluzione di Marcheschi, come pure, per altro, il voto favorevole alla proposta di risoluzione presentata dal M5S “perché qui si tratta concessione al gestore del servizio idrico integrato che sperabilmente, dopo il 2021, potrebbe essere un soggetto di diritto pubblico e non la società per azioni mista”, ha spiegato Fattori. Un punto anche al centro dell’intervento di Giacomo Giannarelli, che ha così contestualmente illustrato la propria proposta di risoluzione di M5S: “L’accordo dovrà essere sottoscritto da Regione Toscana, ente pubblico, Comune di Barberino, ente pubblico, Autorità Idrica Toscana, ente pubblico e  da un concessionario servizio idrico regionale, pubblico e privato (Publiacqua, ndr): quest’ultimo è un soggetto in scadenza”. “Come possiamo scrivere un accordo prevedendo tempistiche e scadenze diverse dalla concessione del soggetto che lo sigla?” si è chiesto il consigliere. La perplessità, ha spiegato all’aula, nasce dall’ articolo 3 dell’Accordo, laddove si parla di “concessione che ha durata pari a quella della concessione idropotabile, con termine al 30 giugno 2047”. Di qui la richiesta di emendamento all’Accordo per stabilire che la durata sia “uguale alla concessione idropotabile”.

Fiammetta Capirossi (Pd) ha ringraziando la Giunta per un accordo che “va nella direzione delle istanze portate avanti da tutto il territorio per anni”. Richiamati i passaggi anche amministrativi più significativi, Capirossi ha ripercorso le tappe del lavoro portato avanti sin dal 2014 e ricordato la mobilitazione per “perseguire un sogno: la prospettiva della valorizzazione dell’invaso, con ritorno economico, turistico e ambientale per tutto il territorio”.  Concorde sulla richiesta di un approfondimento in commissione, la consigliera ha annunciato il voto favorevole alla proposta di risoluzione di Marcheschi subordinandolo ad un emendamento poi accolto e votato dall’aula: la previsione dell’audizione del sindaco di Barberino e anche dell’Università di Firenze, Dipartimento di architettura, che ha predisposto su indicazione comune  un master plan con alcune idee su quello che può  essere lo sviluppo successivo dell’invaso. “Seguirà un procedimento di informativa e partecipazione con la cittadinanza e tutti gli attori che  vorranno intervenire” ha informato la consigliera. Riguardo alla proposta di risoluzione del M5S ha osservato che la concessione idropotabile è in mano ad Autorità Idrica Toscana, “quindi va bene così”.

Anche Monica  Pecori (gruppo Misto) ha condiviso “le perplessità manifestate da chi richiedeva un preliminare approfondimento in Commissione”, e ha perciò definito indispensabile approvare la risoluzione di Marcheschi e opportuno approvare la risoluzione di M5S, posto che “non è molto chiaro che la gestione fino al 2047 interessa Autorità Idrica Toscana e non il gestore Publiacqua”. La consigliera ha comunque ricordato che “Publiacqua avrà dei soldi pubblici e ha profitti intorno a 30 milioni annui: potrebbe operare nella gestione con soldi propri”.

Anche Serena Spinelli (Mdp-Art.1) ha ringraziato giunta e assessore per un accordo che “parla con il territorio” dove “il tema della configurazione più stringente della governance su Bilancino è sentito”. “Benissimo anche gli approfondimenti in commissione”, ricordando comunque che, rispetto agli enti locali del Mugello, quello in discussione “è un accordo su cui si è lavorato molto e sul quale sono state spese tante energie”. “E’ quasi incomprensibile che questo territorio non abbia lo sviluppo turistico che si merita, non si capisce nemmeno più che questo è un invaso non naturale”. Spinelli si è poi detta “Non convinta” rispetto alla risoluzione M5S: “Come si può stringere un accordo che ha competenze economiche, un master plan, e finalità molto più ampie, al tema di ripubblicizzazione dell’acqua?” ha detto rivolgendosi ai banchi pentastellati:  “I soggetti che gestiranno l’acqua ci saranno comunque”.

Approvate due risoluzioni a firma Pd/Art.1- Mdp e FdI. La risoluzione di maggioranza, collegata alla comunicazione della Giunta, illustrata nel corso del dibattito da Fiammetta Capirossi (Pd) e Serena Spinelli (Art.1 - Mdp),  prende le mosse dalla comunicazione svolta in aula da Marco Remaschi, condividendone il contenuto “con particolare riferimento all’accordo e alla disciplina” riportati. La risoluzione impegna la Giunta a proseguire il percorso intrapreso “di coordinamento e indirizzo” con riferimento alla valorizzazione dell’invaso di Bilancino, in considerazione dell’alta valenza ambientale  turistica del sito. All’esecutivo regionale quindi il compito di realizzare “nell’ambito delle sue funzioni una supervisione sullo sviluppo e sull’esercizio delle attività che saranno svolte”, nel rispetto delle funzioni strategiche del’infrastruttura, delle condizioni stabilite dalle leggi regionali e con il Piano di indirizzo territoriale.

Approvata anche la proposta di risoluzione di Paolo Marcheschi (FdI),  con l’astensione di M5S,  che impegna la giunta a “illustrare i dettagli dello sviluppo dell’accordo per la gestione dell’invaso, nella commissione competente”. Un’esigenza che il consigliere ha manifestato all’aula – indicando anche l’opportunità di un approfondimento preliminare alla comunicazione in aula –  e che ha riscontrato diffuso apprezzamento nel corso del dibattito. La risoluzione ha avuto anche i voti di maggioranza: Marcheschi ha, infatti, accettato l’emendamento proposto da Fiammetta Capirossi per prevedere nell’impegnativa l’invito al  sindaco di Barberino e all’Università di Firenze, Dipartimento di architettura.

Respinta, invece, la proposta di risoluzione di M5S, votata con voto elettronico: 6 voti a favore e 27 contrari, su 33 votanti. L’atto, illustrato da Giacomo Giannarelli,  chiedeva di modificare lo schema di Accordo all’articolo 3, laddove si prevede la concessione al Comune dell’invaso “fino al 30 giugno 2047”, sostituendo la previsione di durata dell’Accordo “uguale alla concessione idropotabile”(art.9).  Un’osservazione fondata sulla scadenza, prevista nel 2021, della concessione a Publiacqua, sottoscrittore dell’Accordo in quanto soggetto gestore del servizio idrico integrato.

Lago di Bilancino, approvata proposta di risoluzione PD. Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di risoluzione presentata dal Pd e collegata alla comunicazione della giunta regionale sull’Approvazione dello schema d'accordo che rende operativa la legge regionale (la 14 del 2014) che disciplina la governance dell'invaso, firmato da Regione, Comune di Barberino di Mugello, AIT e Publiacqua.

“Questo accordo – spiega Fiammetta Capirossi, prima firmataria della risoluzione – rende operativa la gestione delle sponde, oggi proprietà della Regione e che prima appartenevano ai 14 Comuni che formarono il consorzio che realizzò l'opera. Il Comune avrà la competenza della valorizzazione turistico-ambientale, il gestore del servizio idrico avrà la gestione della risorsa idrica, ognuno dunque con competenze specifiche nero su bianco.

Ringrazio dunque l’assessore, la giunta e gli uffici, perché con il loro lavoro siamo finalmente arrivati all’accordo, un punto molto atteso da tutto un territorio, quello del Mugello.

Ero studentessa quando  nacque questo invaso, ne ricordo i timori e le perplessità tra la popolazione, sembrava dovesse diventare un’opera devastante. Nasceva invece un vero lago, con l’intento che diventasse un’opportunità di lavoro e sviluppo con un ritorno per tutta la zona. Questo, come dicevo è un passaggio che il mugello aspettava da anni, l’amministrazione comunale di Barberino si è già mossa insieme all’Università di Firenze per sviluppare un masterplan che possa coinvolgere tutti gli attori del territorio. Auspico per questo – conclude la consigliera Pd -  che tutti i consiglieri sappiano che questo invaso, una delle opere più importanti della toscana degli ultimi vent’anni, è anche una importante attrazione ambientale, sportiva e turistica. Per questo, con la nostra risoluzione chiediamo di proseguire in questo percorso, che già vede un ingente investimento da parte della giunta regionale toscana, perché siamo certi rappresenti una grande occasione di sviluppo per tutto il territorio”.

Approvata PDL Antimafia: esulta il M5S

“Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la nostra proposta di legge che inserisce uno strumento di valutazione nell’Osservatorio regionale della legalità. Sarà così possibile monitorare il processo di attuazione, i risultati raggiunti e le eventuali criticità dell’Osservatorio istituito in Regione nel 2015. Previsto anche l’invio al Consiglio regionale, da parte del Comitato d’indirizzo dell’Osservatorio, di una relazione circa l’attività svolta in materia di raccolta delle informazioni sulla presenza di organizzazioni mafiose in Toscana e di condivisione dei risultati con gli altri soggetti pubblici e privati interessati al tema della legalità” così Gabriele Bianchi, consigliere regionale M5s primo firmatario della proposta approvata, nel post www.movimento5stelletoscana.it/altro-tassello-nella-lotta-alla-criminalita-organizzata/

“Si tratta di un altro tassello nella lotta alla criminalità organizzata in Toscana. Attività di contrasto che si rende ogni giorno più importante a causa della presenza consolidata in Toscana di organizzazioni di stampo mafioso che si inseriscono con decisione nel tessuto sociale ed economico regionale. Siamo pertanto contenti che la nostra iniziativa abbia trovato l’approvazione dell’Aula e vada così a rafforzare l’Osservatorio regionale sulla legalità” prosegue Bianchi.

“L’approvazione di questa proposta di legge avviene in concomitanza con la nascita del nuovo Governo nazionale il quale ha già avuto modo di annunciare la necessità del massimo impegno e della più alta vigilanza in materia di lotta alla criminalità organizzata. A conferma di ciò non può che trovare estrema gioia e soddisfazione la notizia di un probabile incarico del neoministro alla Giustizia Alfonso Bonafede al pm antimafia di Palermo Antonino Di Matteo, il magistrato siciliano protagonista del processo alla trattativa Stato-Mafia” conclude il vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali e Bilancio.

Bilancino: approvate due risoluzioni, una di Pd e Art.1- Mdp e una di FdI, respinto atto M5S

La Giunta impegnata a proseguire il percorso intrapreso “di coordinamento e indirizzo” con riferimento alla valorizzazione dell’invaso di Bilancino. Previsti approfondimenti in commissione per  illustrare i dettagli dello sviluppo dell’accordo sulla gestione dell’invaso

Legalità: sì alla clausola valutativa dell’Osservatorio

E’ stata approvata con voto favorevole all’unanimità dal Consiglio regionale una proposta di legge che modifica la disciplina dell’Osservatorio regionale della legalità, introducendo una clausola valutativa. L’atto è stato illustrato in aula dal presidente della commissione Affari istituzionali Giacomo Bugliani (Pd), che ha spiegato come la proposta di legge è volta ad inserire nella legge regionale 42/2015 “Istituzione dell’osservatorio regionale della legalità” un adeguato strumento di valutazione dell’osservatorio.

“Al fine di monitorare il processo di attuazione, in particolare nella fase iniziale – ha spiegato Bugliani -, si prevede l’inserimento di una clausola valutativa all’interno del testo di legge che faccia monitoraggio al processo di costituzione e alle eventuali criticità emerse in fase di prima attuazione”.  Si prevede, inoltre, sempre in un’ottica di monitoraggio e valutazione, l’invio da parte del Comitato di indirizzo di una relazione, con cadenza triennale, le cui informazioni “siano utili a valutare i risultati raggiunti e le eventuali criticità che dovessero emergere durante l’attuazione degli interventi previsti dalla legge”.

Gabriele Bianchi (M5S) ha spiegato di aver sollecitato la clausola valutativa “perché riteniamo che avere sempre un occhio attento sulla questione della legalità sia una questione fondamentale”.

Marco Casucci (Lega) ha detto di “condividere lo spirito della proposta perché la legalità è un valore assoluto e deve essere monitorata” e ha annunciato voto favorevole.

Massimo Baldi (Pd) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo “perché il problema della legalità riguarda anche la Toscana e lo strumento proposto è ragionevole”.

Secondo Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra) “la modifica proposta è razionale e condivisibile”.

Monica Pecori (Gruppo Misto-Tpt) ha definito la proposta “una modifica piccola, ma importante”.

Sport: gare remiere, a Livorno sabato 16 la Coppa Barontini

Tra ponti, strettoie e scalandroni lungo i fossi medicei, dalle 22.15 la gara dei gozzi a dieci remi. Eugenio Giani: “Biglietto da visita di identità della Toscana”; Francesco Gazzetti: “La manifestazione  gode di ottima forma agonistica”

Sport, storia e tradizioni con la gara dei gozzi a 10 remi. Sabato 16 giugno dalle ore 22.15, torna la Coppa Barontini, un vero slalom sull’acqua che si disputa tra ponti, strettoie e scalandroni lungo i fossi medicei del centro storico di Livorno. La manifestazione sportiva è stata presentata questa mattina, mercoledì 6 giugno, a palazzo del Pegaso.

“E’ una delle manifestazioni storiche e culturali di rievocazione, ma anche di attualizzazione dello spirito livornese - ha detto il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani –; rappresenta un biglietto da visita di identità della Toscana, come il Palio a Siena, il Calcio storico a Firenze, il Gioco del Ponte a Pisa o la Giostra del Saracino ad Arezzo”.

Diversamente da tutte le altre gare remiere livornesi, la Coppa Barontini si disputa a cronometro. Le imbarcazioni dei rioni cittadini (gozzi a 10 remi e gozzette a 4 remi che gareggiano in prove distinte) partono una dietro l’altra, a intervalli stabiliti, dallo slargo degli Scali delle Cantine, di fronte al pratone della Fortezza Nuova, e devono completare nel minor tempo possibile un circuito di 3mila200 metri che si dipana lungo i canali livornesi per concludersi al punto di partenza. Il tracciato segue l’antico percorso delle merci che dal vecchio porto mediceo raggiungevano le cantine dei mercanti livornesi attraverso i fossi che delimitano il Pentagono del Buontalenti.

”Gli ideali legati a Barontini - ha commentato il presidente Claudio Ritorni – sono i nostri elementi di labronicità e sono uniti alla nostra storia e ai valori di democrazia, antifascismo e libertà”. Il presidente uscente Massimiliano Talini membro del direttivo dell'associazione Barontini l’ha descritta come “la più bella manifestazione di popolo che registra dalle 20 alle 30 mila presenze” tra sostenitori, tifosi e turisti.

A chiudere la conferenza stampa l’intervento del consigliere regionale Francesco Gazzetti che ha parlato di una “manifestazione che gode di ottima forma agonistica e che dimostra come, quando la città di Livorno si offre con le sue potenzialità e bellezze, risulti vincente e affascinante”.

In occasione della competizione sarà possibile degustare il cacciucco e partecipare alla ‘notte blu’.

Diritto allo studio universitario: quali investimenti?

L’attivo di circa 8 milioni di euro, con cui l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Ardsu) ha chiuso il bilancio 2017, ha portato i consiglieri del gruppo Sì Toscana a sinistra a presentare un’interrogazione alla Giunta, per sapere come si intendano investire tali risorse e per conoscere i meccanismi di partecipazione degli studenti in tema di strategie di spesa e priorità.

Monica Barni, vicepresidente della Giunta e assessore alla Cultura, Università e Ricerca, è stata chiara: l’attivo sarà utilizzato per manutenzione e investimenti in Ardsu, su proposte già condivise con gli studenti. In tema di borse di studio: “saranno garantite a tutti gli idonei, ogni altro scenario è fuori discussione”.

“Soddisfatto per la risposta” si è dichiarato Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra): “è giusto che l’utile sia riassegnato al Diritto allo studio e siano garantite al cento per cento le borse di studio”, ha affermato, invitando il Consiglio a sostenere l’operato dell’assessore Barni.

Crisi Mercatone Uno: azioni a tutela occupazione, Consiglio unanime su tre mozioni

La crisi aziendale della Mercatone Uno, il destino degli stabilimenti e dei lavoratori occupati nei quattro punti vendita in Toscana sono al centro di tre mozioni approvate con voto unanime in Consiglio regionale: la prima, a firma del capogruppo di Forza Italia, Maurizio Marchetti, sulle “ricadute occupazionali sul territorio toscano a seguito della cessione punti vendita”, una a firma dei consiglieri del Partito democratico, primo firmatario Simone Bezzini, sulla “crisi aziendale ed occupazionale dell'azienda Mercatone Uno” nel territorio toscano e una terza presentata dal Movimento 5 stelle, primo firmatario Gabriele Bianchi, e sottoscritta anche dai consiglieri del gruppo Lega Jacopo Alberti ed Elisa Montemagni sulla “tutela occupazionale” nell’azienda in Toscana.

La mozione di Forza Italia impegna la Giunta regionale ad attivarsi “presso tutte le sedi” al fine di “accertare a quali eventuali ricadute andranno incontro i punti vendita toscani di Mercatone Uno e i loro dipendenti”; ad adoperarsi “per assicurare la piena tenuta occupazionale dei dipendenti” operanti in Toscana. “Sono stato questa mattina al punto vendita di Altopascio – ha dichiarato Marchetti –, ieri c’è stato il caos per la svendita, è stato esposto un cartello con la scritta ‘Mercatone chiuso definitivamente’ e tra i lavoratori c’è paura che non si parta neppure con la nuova proprietà”.

La mozione del Partito democratico impegna la Giunta ad attivare “quanto prima un tavolo di crisi aziendale a livello regionale, con tutti i soggetti interessati alla cessione di rami d’azienda di Mercatone Uno, a partire dai commissari straordinari, le rappresentanze dei lavoratori e le istituzioni interessate”, al fine di “comprendere quale sia il reale impatto della vendita dell’azienda per la Toscana e mettere in atto ogni azione utile per tutelare i livelli occupazionali coinvolti e il mantenimento della presenza dei punti vendita di Altopascio, Lucca, Calenzano e Colle Val d’Elsa”.

La terza mozione, presentata dal Movimento 5 Stelle, impegna la Giunta “ad adoperarsi con decisione” per fare in modo che, “anche attraverso tavoli istituzionali che coinvolgano tutti gli attori interessati, si giunga il più presto possibile a una positiva soluzione, garantendo la piena tenuta occupazionale dei dipendenti del gruppo Mercatone Uno e la presenza dei punti vendita in Toscana”.

Soddisfazione per il voto unanime a tutte le mozioni a sostegno della vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori del Mercatone in Toscana. A dirlo sono i consiglieri del Pd in Regione Simone Bezzini e Stefano Scaramelli preoccupati per l’aggravarsi della situazione. “Siamo di fronte – dicono i due esponenti del Pd in Consiglio regionale- ad una situazione che rischia di precipitare irrimediabilmente con la perdita di decine di posti di lavoro nella nostra Regione. Serve un’iniziativa forte ed immediata di tutte le istituzioni per cercare di tutelare quanto più possibile i livelli occupazionali chiedendo alla nuova proprietà di sviluppare ulteriori approfondimenti per trovare gli spazi che consentano di recuperare i posti di lavoro”Scaramelli e Bezzini esprimono poi apprezzamento per la decisione della giunta regionale di convocare un tavolo con i sindacati  e le istituzioni il 14 giugno . “E’ indispensabile – aggiungono Bezzini e Scaramelli- che venga riaperto il tavolo presso il Mise essendo la vertenza di livello nazionale e per questo chiediamo al neo ministro del lavoro Luigi Di Maio di assumere quanto prima e con urgenza un’iniziativa per rispondere alle preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Simone Bezzini parteciperà al presidio che si svolgerà nel tardo pomeriggio di oggi a Colle val d’Elsa

Garante Detenuti: sì dell’aula ad una proposta di risoluzione e ad un ordine del giorno

E’ stata approvata a maggioranza una proposta di risoluzione che impegna l’assemblea regionale ad assicurare, attraverso il garante dei detenuti Franco Corleone, la finalità rieducativa della pena e il reinserimento sociale dei condannati. Nell’atto si chiede, inoltre, che venga sostenuta e rafforzata l’efficienza dell’ufficio del garante regionale nel compimento delle funzioni assegnategli dalla legge 69/2009 “Norme per l’istituzione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”, anche con un incremento di personale. Approvato anche un ordine del giorno, presentato dal Partito democratico, per sollecitare l’istituzione di Garanti dei detenuti in tutti quei comuni dove sono presenti strutture carcerarie. Su 28 presenti in aula 21 hanno votato a favore e 7 contro.

Il presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani, ha illustrato in aula la relazione annuale svolta nel 2017 e fornito alcuni numeri: nell’anno passato si registra una tendenza all’aumento dei detenuti a livello nazionale mentre in Toscana c’è stabilità nell’ordine delle 3mila 300unità, ma nonostante non ci siano punte di sovraffollamento, la condizione di vita quotidiana nelle carceri non è migliorata in maniera significativa. Tra le carenze più evidenti spicca quella di Arezzo dove la casa circondariale è ancora semichiusa, Pisa dove il Don Bosco presenta una situazione intollerabile e Livorno dove Le Sughere sono ancora in fase di ristrutturazione.

Tra gli aspetti positivi, è stato ricordato che nel 2018-2019 saranno realizzati alcuni lavori negli istituti toscani per il ripristino degli impianti e l’installazione di pannelli fotovoltaici per la generazione di energia e per la realizzazione del nuovo spazio trattamentale nel carcere di Lucca. Nella geografia penitenziaria toscana si sono consolidati i cambiamenti avvenuti nel 2016: la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Volterra è ormai a pieno regime, mentre stanno prendendo avvio i lavori per realizzare la seconda Rems provvisoria nella struttura che ospitava il carcere femminile di Empoli.

Ancora numeri sulla composizione della popolazione detenuta: resta bassa la presenza di detenute femminili al 3,7 per cento, inferiore alla media nazionale del 4,2 per cento. Alla fine di marzo 2018 le donne detenute erano in tutto 124, di cui 92 a Firenze Sollicciano e 32 a Pisa. Molto alta, invece, la percentuale di popolazione detenuta straniera in Toscana, il 49,5 per cento rispetto ad una media nazionale del 34 per cento. Nel 2017 sono diminuiti i suicidi in carcere, da 6 ad 1, e anche i tentati suicidi, da 125 a 104, e gli atti di autolesionismo da 1103 a 854.

Per quanto riguarda la posizione giuridica dei detenuti, la Toscana presenta un quadro migliore di quello nazionale: la percentuale dei detenuti condannati in via definitiva è del 72,5 per cento a livello regionale, mentre è del 64,8 per cento a livello nazionale. Alta la percentuale di detenuti tossicodipendenti, il 30 per cento al 31 dicembre 2017, con 988 presenze e quella dei detenuti condannati per violazione dell’art. 73 della Legge sulle droghe il 35 per cento del totale.

Per gli interventi di esecuzione penale esterna al 31 marzo 2018 si avevano 7mila414 soggetti in carico agli Uffici di esecuzione penale esterna con un incremento notevole rispetto all’anno precedente (6.420 in carico al UEPE nel 2016); complessivamente nel 2017 si sono avuti 1.824 affidati in prova al servizio sociale, 1.445 detenuti domiciliari, 227 semiliberi, oltre a 2.388 messi alla prova e 1.576 lavori di pubblica utilità.

Tra gli impegni programmatici per il 2018, anche il rinnovo del patto siglato due anni fa con l’Amministrazione penitenziaria, per collaborare al miglioramento delle condizioni di detenzione negli istituti toscani e la diffusione della conoscenza sui rimpatri assistiti. Riguardo alla salute, il livello di attenzione deve rimanere alto sulle problematiche psichiche e sui trattamenti sanitari obbligatori.

“Con questo ordine del giorno abbiamo voluto ribadire – spiega Valentina Vadi prima firmataria – l’importanza di questa figura e di questo organo per assicurare la finalità rieducativa della pena ed il reinserimento sociale dei condannati oltre ad assicurare ai detenuti l’effettivo godimento dei diritti civili e sociali nonché la rimozione degli ostacoli al godimento di questi diritti all’interno delle strutture restrittive della libertà personale. Tra i dati che riporta la relazione è importante che siano diminuititi i sucidi e i tentativi di suicidio ma il garante ha sottolineato come il carcere rimane luogo della marginalità sociale, questo fa si che la necessità di pene alternative deve essere una riflessione importante e rilevante. In una parte specifica della Relazione si parla dei colloqui del garante con i detenuti: le richieste e le segnalazioni sono di varia natura e puntuali e si verificano in maniera massiccia dove è assente la figura garante comunale. Da qui nasce il nostro ordine del giorno: vogliamo sollecitare gli enti locali sedi di istituti penitenziari a istituire la figura del garante comunale, laddove non risultano presenti, per per fornire un supporto sia ai detenuti, che al garante regionale.

La qualità della vita nel carcere – conclude Vadi - è migliore anche se è presente una figura di prossimità alla quale i detenuti possono rivolgersi per vedere garantiti i propri diritti".

Autorità portuale: via libera a Piano di attività e Bilancio

Via libera al Piano delle attività 2018 al bilancio preventivo economico annuale 2018 e pluriennale 2018-2020 dell’Autorità portuale regionale. Il Consiglio regionale si è espresso oggi, mercoledì 6 giugno, a maggioranza.

Secondo quanto illustrato dal presidente della commissione Ambiente, Stefano Baccelli (Pd), il bilancio economico di previsione 2018 è in equilibrio. Il valore della produzione è previsto pari a 3milioni 269mila 416,33, in aumento del 9,64 per cento rispetto al preventivo 2017. I costi della produzione risultano pari a 3milioni 242mila 592,33 in aumento di  circa il 9,5 per cento rispetto alla previsione 2017.

La previsione di costo del personale per il 2018 è pari a € 447mila 087 (+29 per cento circa). L’aumento è dato dal processo di completamento della dotazione organica come stabilita dalla delibera di Giunta 34/2016.

Per quanto attiene il Piano degli investimenti 2018-2020, con delibera di Giunta 162/2018 oltre alla definizione dei finanziamenti per la gestione corrente delle aree portuali, sono stati stanziati fondi per lo sviluppo infrastrutturale dei quattro porti.

Quelli più significativi per Viareggio comprendono: 1milione 200mila per l’intervento di escavo dell’imboccatura; 1milione 524mila per la realizzazione della banchina commerciale; 760mila per le opere di completamento della banchina commerciale.

Sul porto dell’Isola del Giglio: 200mila euro per lavori di riqualificazione e pavimentazione banchine portuali; 70mila per interventi di manutenzione di impianti e opere portuali.

Per il porto di Marina di Campo: 1milione 650mila per la realizzazione del  muro paraonde e di adeguamento della Diga foranea; 20mila per la videosorveglianza portuale; 80mila per l’intervento di sostituzione di corpi morti e la realizzazione catenaria.

Per il porto Santo Stefano: 180mila per il progetto di fattibilità tecnico – economica per l’attuazione del Piano regolatore portuale; 545mila per lavori di riqualificazione del Molo Garibaldi; 133mila per lavori di manutenzione straordinaria.

Ricordato anche l’intervento per il Canale dei Navicelli a Livorno: 500mila per lavori di dragaggio sedimenti e la movimentazione delle porte vinciane.

Come far crescere le produzioni Dop e Igp: domani seminario a Firenze

Come migliorare, promuovere e valorizzare le produzioni agroalimentari di qualità? E' questo uno degli interrogativi al centro della giornata di lavoro in programma per domani, giovedì 7 giugno, a Firenze, presso la presidenza della giunta regionale, Piazza Duomo 10 (Sala Pegaso).

I lavori sono finalizzati a favorire una riflessione concreta su un importante strumento di sviluppo dei territori quali sono i prodotti a Indicazione Geografica come Dop e Igp (solo in Toscana ne esistono 89, di cui 31 per l'area cosiddetta "Food" e 58 per e quella denominata "Wine").

Il seminario sulle indicazioni geografiche e il loro rapporto col territorio sarà aperto alle ore 10.15 dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi e si svilupperà per l'intera giornata con interventi di tecnici, docenti universitari, responsabili di Consorzi Dop e Igp.

Il workshop è organizzato nell'ambito della Rete Rurale Nazionale dall'Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare).

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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