Aquarius, presidio in piazza della Vittoria al grido "Aprite i porti!"

Le cronache di questi giorni ci mostrano una nave dallo scafo arancione immobile nel mare tra l'Italia e Malta, carica di 629 persone tratte in salvo, ma costrette dalla volontà del  governo italiano a non entrare nei nostri porti per ricevere una adeguata assistenza medica , acqua e cibo: un'umanità già oltraggiata da guerre e miseria, composta da donne, bambini (tra cui molti minori non accompagnati) e uomini esausti. E' l'Aquarius e questo caso è destinata tristemente a segnare un precedente vergognoso nella storia del nostro Paese, l'esempio di come si siano superati i limiti e  di come la politica dimentichi l'umanità in cambio di una prova di forza che non lascia vincitori sul campo, ma solo un senso di enorme sgomento per la vita umana.  Salvini non ha vinto, la Spagna sì, dimostrando di avere cari i valori della solidarietà e dell'accoglienza. Eppure dovremo ricordare che la cultura dell'accoglienza ha sempre contraddistinto le nostre coste, che hanno sempre accolto chi approdava in cerca di un futuro dignitoso. Per fortuna il nostro paese alza la testa e dice no a questa barbarie: già città come Napoli e Palermo attendono di ricevere l'Aquarius e chiedono, andando contro alle decisioni barbare del governo, di essere orgogliosamente riconosciute come disobbedienti, ma umane.

La chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius , annunciata dal ministro degli Interni Salvini, è infatti una soluzione inaccettabile.
La Convenzione di Amburgo del 1979 e le altre norme internazionali sul soccorso marittimo, oltre che i fondamentali principi di solidarietà, impongono che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate nel primo “porto sicuro” sia per vicinanza  geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani.

L’Italia non può voltare le spalle, ogni migrante, tra cui tante donne e bambini indifesi, è prima di tutto una persona costretta a lasciare la propria terra, a causa di guerre, fame, siccità e disastri ambientali, per cercare la sopravvivenza altrove chiedendo accoglienza e asilo.

L'Arci Empolese Valdelsa, insieme ad una lunga lista di associazioni e organizzazioni sotto riportate,  organizza un presidio che si terrà mercoledì 13 giugno, alle 18,00 in piazza della Vittoria a Empoli invitando cittadini,  partiti e la società civile a partecipare e aderire  per chiedere che vengano aperti i porti e che il nostro paese recuperi il senso della civiltà e dell'apertura, contro chiusure che generano solo inutili e assurde paure.

 

ANPI Empoli

Settembre Rosso

Cgil Empoli

Spi Empoli

Condotta Slow Food Empolese

Emergency Empoli

Amici di Padre Roberto Maestrelli onlus

Lilliput Empoli

Associazione 46° Parallelo

GAS Millepiedi – Cerreto Guidi

Ass. ANNA FIRENZE

OXFAM Italia

 


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