Toscana Energia, appello di 16 sindaci contro il controllo privato

Da sinistra: Dario Carmassi, Marco Gherardini, Lucia Ciampi, Mirko Terreni, Arianna Cecchini e Alessio Lari
Da sinistra: Dario Carmassi, Marco Gherardini, Lucia Ciampi, Mirko Terreni, Arianna Cecchini e Alessio Lari

Oggi si terrà  la assemblea straordinaria di Toscana Energia convocata per discutere e deliberare circa la modifica statutaria che prevede, tra l'altro l’eliminazione del vincolo della maggioranza pubblica del capitale sociale e il venir meno del controllo congiunto su importanti materie atraverso il superamento del.quorum qualificato richiesto.  È un cambiamento sostanziale in questa società che ha un bilancio sano ed economicamente stabile ed ogni anno produce utili significativi oltre al fatto che opera in un settore importante come la gestione delle reti del gas. Il sistema di governance pubblico -privato rappresenta un modello virtuoso seguito in tutta la regione per il sistema delle utilities.

Tale sistema in Toscana Energia ha dato risultati particolarmente positivi in termini di qualità del servizio e in ambito reddituale con la corresponsione di dividendi a favore dei Comuni da utilizzare nei bilanci dei nostri enti. Fino ad oggi la maggioranza del capitale sociale risulta saldamente in mano dei soggetti pubblici. Se viene approvata la modifica proposta non sarà più così.

Pertanto esprimiamo, come sindaci di comuni soci, la nostra contrarietà alla modifica sostanziale della natura societaria. Nonchè l’abbandono pressoché definitiva della governance a controllo congiunto, fra pubblico e privato, a favore di un controllo che nei fatti spetterebbe sostanzialmente solo al privato.

Ancora più forte è la critica formale al percorso che ha visto giungere a questo passaggio.

Ad oggi, e per la prima volta nella storia di questa società, non esiste più un patto parasociale tra i soci pubblici che comporti un’azione congiunta e coordinata di tutto il sistema degli enti locali. È  di tutta evidenza che tale elemento avrebbe consentito un ruolo ed un peso maggiore nell'ambito della individuazione delle scelte aziendali. Appare inconcepibile il rinvio ad una fase successiva di un patto parasociale fra soci pubblici. È sconcertante che taluni comuni (peraltro proprio quelli più rappresentativi) abbiano privilegiato, nei fatti, un rapporto con il soggetto privato, anziché stabilire una convergenza tra i soci di parte pubblica. Questo atteggiamento determina uno svilimento della rappresentanza dei nostri territori e una resa alle aspettative di un soggetto privato anziché stabilire un rapporto forte e strategico tra enti locali.

Confidiamo in un ripensamento della modifica statutaria all'ordine del giorno per una sua completa ri-discussione.

Sappiamo molto bene e comprendiamo che alcuni Enti  vogliono dimettere le proprie quote, come nel caso della provincia di Pisa, stante il venir meno, proprio per la mutata natura di questo ente della motivazione che aveva determinato una partecipazione seppur ben ridotta al capitale sociale. Ma questa non è di per se una condizione sufficiente per rinunciare a governare un’azione come Toscana Energia né rende ineludibile l’approvazione delle modifiche statutarie proposte, alle quali come già detto siamo fermamente contrari.

Mirco Terreni Casciana Terme Lari
Simone Millozzi  Pontedera
Dario Carmassi Bientina
Giulia Deidda Santa Croce
Gabriele Toti Castelfranco di Sotto
Vittorio Gabbanini San Miniato
Francesca Brogi Ponsacco
Renzo Macelloni Peccioli
Lucia Ciampi Calcinaia
Marco Gherardini Palaia
Sarà D'Ambrosio Altopascio
Juri Taglioli Vicopisano
Massimiliano Ghimenti Calci
Massimiliano Angori Vecchiano
Arianna Cecchini Capannoli
Alessio Lari Buti

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