Elisa Amato, al via la petizione: "No a una fondazione col nome di Federico Zini"

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Sono passati poco più di due mesi dall'omicidio-suicidio di Gargozzi e i nomi di Federico Zini e di Elisa Amato tornano alla ribalta. Nel mirino c'è una fondazione anti-violenza sulle donne, intitolata proprio a Federico Zini. Il centro è nato per volontà dei genitori e degli amici dell'ex attaccante del Tuttocuoio, ma è scoppiata subito la polemica: "Una fondazione non può portare il nome di un assassino".

Lo scorso 26 maggio Zini seguì la sua ex compagna a Prato, la picchiò in strada e sparò un colpo. La portò esanime a San Miniato nel parcheggio di Gargozzi e le sparò, prima di togliersi la vita. La vicenda ebbe risalto nazionale e venne etichettato come un caso di femminicidio. Da allora della vicenda si è sentito parlare in maniera più sporadica, anche se sono state molte le iniziative per ricordare i due giovani, basti pensare alla fiaccolata a San Miniato in memoria di Amato e delle vittime di violenza.

La Fondazione Federico Zini fa dunque storcere il naso sia all'Associazione Frida sia a molti utenti del web. Online, sul sito buonacausa.org, è partita una petizione che ha già i primi firmatari - nomi importanti dell'associazionismo e della politica locale, tra gli altri - e che si propone di togliere il nome di Zini dal centro. L'obiettivo è di arrivare a diecimila firme in poco più di un mese, ma già in poche ore si è sorpassato il migliaio di iscritti. Va detto che nei giorni scorsi il padre di Zini ha cercato di spiegare le ragioni della nascita dell'associazione e su Facebook ha risposto a molte persone, tra cui alcuni ex membri di amministrazioni comunali tra la Zona del Cuoio e il Pratese.

"Questo è un primo passo per contrastare una situazione alquanto sgradevole e soprattutto poco educativa nei confronti di ognuno di noi, come persone, come cittadini, come madri, padri, figli, nonni", è quanto si legge nella descrizione, "Una fondazione del genere non può portare il nome di uno dei carnefici che ha stroncato la vita ad una ragazza che l'aveva ancora tutta davanti. Portandosela via senza alcun motivo, e distruggendo una famiglia dal dolore, assieme a tutte le persone che l'amavano". L'appello si chiude così: "Firmiamo tutti e uniamo le nostre forze per far sì che questa oscenità non vada avanti".

La petizione non sarà solamente sul web, ci saranno appositi punti dove poter firmare. A Prato Centro, Mezzana, Agliana, Montemurlo, Vaiano, Campi Bisenzio, Montopoli in Val d'Arno, Pistoia e Sesto Fiorentino sono presenti dei moduli in apposite strutture, l'elenco si trova online.

 

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