Malattie intestinali, concluso a Firenze congresso nazionale

Prof. Scaringi

Nella malattia di Crohn il 25% dei casi riporta un ritardo diagnostico anche superiore ai 5 anni. Si tratta, indubbiamente, di un problema importante, che riguarda non solo la Toscana, ma tutta l'Italia. "Abbiamo dei farmaci sempre più importanti, rilevanti, anche costosi, ma che possono agire solo quando la malattia è nelle prime fasi - spiega il Dr. Francesco Costa, Responsabile IBD-Unit dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, Pisa - Noi specialisti di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali riscontriamo due tipi di ritardi: il primo fa riferimento a quell'arco temporale tra l'insorgenza dei primi sintomi e la prima visita medica, quindi dipendente soprattutto dal paziente; il secondo, invece, è prevalentemente a carico del medico, che non riconosce prontamente la malattia. In entrambi i casi si provocano lunghe attese, conseguenze scoraggianti e aggravanti per lo stesso paziente, diagnosi tardive".

IL CONGRESSO - Si conclude oggi a Firenze, presso il Convitto della Calza, il IX Congresso Nazionale IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease, ossia Gruppo Italiano per lo studio delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali), organizzato dalla società scientifica IG-IBD. Oltre cinquecento gli specialisti partecipanti, provenienti da tutta Italia. Le principali tematiche del programma scientifico del Congresso comprendono i nuovi dati di epidemiologia e decorso clinico delle IBD in Europa e nel mondo, il trattamento delle IBD tra passato, presente e futuro, le controversie nelle diverse strategie di trattamento.

NASCE UN NUOVO NETWORK - E' stata firmata presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, in questi giorni, una delibera che prevede l'istituzione di una unità speciale che si propone un'integrazione medico-chirurgica sui pazienti affetti da MICI in un ambito multidisciplinare. "Si tratta di una delle prime esperienze a livello nazionale di condivisione, su queste malattie, tra chirurgo, medico e altre figure professionali - prosegue il Dr. Costa - Abbiamo organizzato questo gruppo già da tempo, ma solo in questi giorni è stato ratificato e ufficializzato con un atto aziendale. Per noi è una grande soddisfazione: questo gruppo fa afferire specialisti provenienti anche da altre città dell'Area Vasta, che condivideranno con il team multidisciplinare i casi più complessi in modo da scegliere l'iter diagnostico e l'opzione terapeutica più appropriata".

I DATI IN TOSCANA - L'incidenza delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) in Toscana varia tra i 3 e i 6 casi ogni 100mila abitanti all'anno per la malattia di Crohn e 8-10 casi ogni 100mila abitanti per la rettocolite ulcerosa. Si nota, inoltre, un aumento dell'incidenza soprattutto nell'età pediatrica, ciò probabilmente a causa del rapido cambiamento dei fattori scatenanti sia ambientali che dietetici ed in particolare la composizione dei pasti con un passaggio dal consumo di cibo fatto in casa a quello di alimenti elaborati e raffinati, ma anche l’esposizione ad antibiotici e i viaggi, con il relativo contatto con popolazioni "microbiche diverse” in grado di alterare quella originale e scatenare una reazione infiammatoria avversa. Nel 20% circa della popolazione toscana le malattie infiammatorie croniche intestinali esordiscono tra gli sotto i 20 anni. Negli ultimi anni, inoltre, si è riscontrato un rapido e progressivo aumento dei casi a esordio in età pediatrica, con alcuni molto precoci, quelli definiti "very early onset", che possiamo vedere dai 2 di età anni in su.

ECCELLENZA TOSCANA - "In Toscana non esiste formalmente una rete regionale, bensì un network professionale e di collaborazione, che funziona per tradizione da circa 30 anni. Stiamo lavorando ad un percorso ancora più strutturato - spiega il Dott. Stefano Scaringi, Responsabile della IBD-Unit dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi - Fiore all'occhiello della nostra regione in fatto di MICI, l'Ospedale Careggi è uno dei primi in Italia, assieme al Sant'Orsola di Bologna e al Sacco di Milano, per volume di attività nelle malattie infiammatorie. L'obiettivo è quello di realizzare un percorso ancora più efficiente soprattutto nella tempestività diagnostica, facendo gli esami giusti al momento giusto ed evitando così estenuanti attese ed esami inutili. Ciò si ottiene con una rete regionale ben organizzata per volumi e complessità. Infatti, queste malattie hanno caratteristiche molto variabili da individuo a individuo, di conseguenza vi sono casi curabili con terapie mediche (più o meno impegnative), fino ad arrivare ad interventi chirurgici anche molto complessi. In questo contesto è determinante agire subito nella maniera corretta. La scelta di Firenze come sede del congresso nazionale IG-IBD è senza dubbio un riconoscimento della comunità scientifica nazionale alla nostra regione".

Fonte: Ufficio Stampa

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