Vaccinare in Sicurezza, convegno dell'Ordine Nazionale dei Biologi

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A circa un anno di distanza da un primo evento, l’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) promuove il Convegno “Vaccinare in Sicurezza”. L’evento, che si propone come un’opportunità per l’informazione consapevole, appare in realtà come un reiterato tentativo di seminare scetticismo e allarmismo nei confronti della pratica vaccinale. Le argomentazioni portate in presentazione del Convegno insinuano, infatti, dubbi sostanziali, presentando la “vaccine hesitancy” quale pratica che dovrebbe essere adottata su larga scala per difendere la popolazione da eventuali effetti nefasti, e per dare voce ad una parte di ricercatori che, supposte vittime di una informazione medica unilaterale, non riuscirebbe a comunicare i propri dubbi sulla pratica vaccinale. A rinforzare questa impostazione, tra gli oratori invitati al convegno spiccano alcune personalità che si sono distinte in passato per approcci molto critici, ma non accettabili dal punto di vista puramente “scientifico”, nei confronti dei vaccini (ad es. la D.ssa Theresa Deisher, Sound Choice Pharmaceutical Institute, Seattle – US)https://sciencebasedmedicine.org/aborted-fetal-tissue-and-vaccines-combining-pseudoscience-and-religion-to-demonize-vaccines-2/ ).

La Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare (SIB), a fronte di questa iniziativa dell’ONB, ribadisce con la massima fermezza, a nome della comunità scientifica che essa rappresenta, che:

-          la vaccinazione costituisce l’approccio farmacologico caratterizzato dal principale effetto salva-vita nella storia dell’umanità;

-          i vaccini sono prodotti e somministrati in condizioni di vigilanza e sicurezza garantite dalle frontiere della ricerca farmacologica e medica moderne, tenendo anche e ovviamente conto di particolari situazioni personali particolari prima della loro somministrazione;

-          i vaccini salvano ogni anno la vita di milioni di persone e hanno un impatto sociale importantissimo in tutto il mondo, e non solo nei paesi meno avanzati;

-          l’efficacia dei vaccini nel contenimento delle epidemie dipende non solo dalla qualità del prodotto (come per qualsiasi farmaco certificato), ma anche dalle forme di somministrazione alla popolazione. E’ noto, infatti, che una efficace protezione globale contro un dato patogeno si ottiene solo raggiungendo una copertura vaccinale prossima al 95% degli individui, per raggiungere la cosiddetta ‘immunità di gregge’;

-          l’adesione alle campagne vaccinali è pertanto un dovere sociale, soprattutto nei confronti di quelle minoranze della popolazione (neonati, immuno-depressi etc.) che, per motivi diversi, sono a maggior rischio di infezioni;

-          in un’epoca in cui i picchi epidemici viaggiano velocemente attraverso l’economia globale, lasciare la popolazione “impreparata” dal punto di vista immunitario è un’enorme responsabilità di chi amministra un Paese e, di conseguenza, sostenere anche indirettamente teorie anti-vaccinali non suffragate da evidenze scientifiche significa condividere pesantemente  questa responsabilità.

La SIB invita, pertanto, i propri iscritti a prendere posizione, in qualsiasi sede, affinchè notizie non verificabili e ogni altra forma di informazione parziale sulla “questione vaccini” vengano messe in risalto e commentate pubblicamente utilizzando adeguate competenze e capacità critiche tipiche dell’approccio scientifco. La SIB invita inoltrei Biochimici ed i Biologi Molecolari iscritti all’ONB a farsi parte attiva nel promuovere nell’Ordine che li rappresenta il pieno rispetto delle regole alla base del dibattito scientifico.

Fonte: Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare

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