Bonifiche: Fratoni in commissione riferisce sullo stato degli interventi

Federica Fratoni
Federica Fratoni

Lo stato degli interventi di bonifica sui siti Sin e Sir, rispettivamente siti di interesse nazionale e regionale, al centro dei lavori della commissione Ambiente, guidata da Stefano Baccelli. A riferire sulle azioni, anche in attuazione della mozione presentata dal vicepresidente della commissione, Giacomo Giannarelli (M5S) votata dal Consiglio regionale a giungo del 2017, l’assessore regionale Federica Fratoni che ha illustrato quanto in corso e quanto fatto nei siti delle aree industriali di Massa Carrara, di Livorno, di Piombino e dell’ex area industriale Sitoco/Orbetello. “La Regione – ha spiegato – per regolare l’attività di accertamento e bonifica ha emanato specifici atti organizzativi. In tutti i siti sono stati avviati nuovi procedimenti, riavviati quelli che erano in gestione al ministero di competenza (Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ndr), molti sono stati conclusi, altri sono ancora in corso”. “I procedimenti – ha continuato – puntano ad accertare lo stato di contaminazione di suolo e acque sotterranee, ma anche al riutilizzo, se possibile, rimuovendone i vincoli. Nel caso in cui emergano evidenze di contaminazione, si procede con la bonifica”, ha spiegato l’assessore.

Entrando nel merito di ciascun sito, Fratoni ha chiarito che gli interventi di bonifica dell’area di Massa Carrara (compresa tra il torrente Frigido e il torrente Carrione per un’estensione di oltre 17 chilometri quadrati), erano inizialmente regolati da due accordi di programma (maggio 2007 e maggio 2011) con risorse disponibili pari a 8milioni e 300mila euro (6milioni e 300  statali e 2milioni regionali). “A seguito della riperimetrazione del 2013 le parti rimaste siti di interesse nazionale di competenza statale, circa 116 ettari, sono quelle di Syndial, Solvay Bario, ex Farmoplant ed ex Ferroleghe”, ha detto l’assessore ricordando che nel settembre 2016 è stato siglato un nuovo accordo, “attualmente in corso”, per proseguire nelle bonifiche “utilizzando le risorse del precedente accordo del 2011 ancora non utilizzate e pari a poco più di 3milioni”.

Più recentemente, nel maggio 2018, potendo avvalersi delle risorse messe a disposizione dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) attraverso il piano operativo del ministero dell'Ambiente, “è stato siglato un ultimo accordo finalizzato all’intervento finale di bonifica unitaria della falda per complessivi 22milioni e 500mila euro, di cui 1,5 di nuove risorse regionali”.

Sullo stato degli interventi, Fratoni ha informato i commissari che a dicembre scorso si è conclusa la fase di “studio ambientale e di caratterizzazione della falda, necessaria all'acquisizione dei parametri geochimici, fisici e di contaminazione. Le analisi chimico ambientali sono attualmente in corso”, ha detto l’assessore.

Per quanto riguarda Livorno, perimetrato nel 2003, inizialmente comprendeva l’area industriale, l’area portuale e quella a mare antistante. Nel 2014 il sito è stato ridefinito lasciando al ministero la competenza dell’area della raffineria Eni, l’area della centrale Enel e un’ampia area a mare. “Il decreto – ha spiegato Fratoni – stabiliva il subentro della Regione al ministero nella titolarità delle procedure di bonifica per tutte le aree a terra prima ricomprese nella perimetrazione del sito originario, incluse le vasche di colmata a mare, le aree dei canali industriali e le aree portuali all’interno delle dighe foranee”. Su Livorno “non si registrano accordi di programma ma – ha chiarito l’assessore – è nostra intenzione lavorare ad una prima definizione in tempi brevi anche per utilizzare le risorse residue del programma nazionale bonifiche e di altre risorse statali che potrebbero rendersi disponibili”.

Sulla contaminazione della componente idrica di sottosuolo (ossia delle acque sotterranee), “non trattandosi di una falda di interesse regionale e non essendo una vera e propria falda”, la Regione si è mossa coinvolgendo le aziende del territorio “attraverso interventi di messa in sicurezza localizzati con barrieramento idraulico”. È invece in corso, ha spiegato Fratoni, la “definizione delle indagini per la caratterizzazione dell’area marina residuale del Sin interessata dallo sviluppo del porto. Un progetto per circa 1milione e 300mila euro è stato inviato al ministero e le risorse individuate sono quelle del programma nazionale bonifiche”.

Il sito di Piombino, perimetrato con decreto ministeriale del 2000 e del 2006, comprende l’area industriale, la falda idrica e l’area portuale e marina prospiciente. Qui sono stati sottoscritti accordi di programma nel 2007, 2008, 2013, 2014 e 2015, tutti mirati alla “prioritaria bonifica ambientale del sito, per i suoli e per le acque di falda, ma anche per promuovere uno sviluppo portuale ed industriale. “Sono già in corso di attuazione, o progettazione, diversi interventi di bonifica e nel 2014 è stato siglato un accordo che prevede un progetto integrato di messa in sicurezza e di reindustrializzazione delle aree situate nel Comune, di proprietà e in attuale concessione demaniale alla Lucchini spa”. Nel progetto, ha spiegato l’assessore, sono individuati “interventi necessari a garantire la fruizione e l’utilizzo in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale delle aree, tra cui la messa in sicurezza operativa della falda”. Fratoni ha inoltre ricordato quanto previsto nell’accordo di programma del 2015 relativo al progetto integrato di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area dei complessi aziendali di Piombino ceduti dalla Lucchini alla Aferpi spa, e in particolare al fatto che quest’ultima società si impegnava a “realizzare interventi, opere e attività di prevenzione e messa in sicurezza”. Sullo stato degli interventi da attuarsi con risorse pubbliche per circa 50milioni di euro, Fratoni ha riferito che è stato avviato un percorso per individuare i soggetti responsabili dell’inquinamento nel sito. L’assessore ha concluso la sua analisi sul sito riferendo sugli ultimi sviluppi registrati a dicembre 2018. In particolare dopo il passaggio di titolarità dal gruppo “Cevital” al gruppo “JSW steel” e dopo la sottoscrizione del nuovo accordo di programma per la messa in sicurezza e la riconversione industriale dei complessi aziendali ceduti dalla Lucchini, secondo il quale JSW dovrà presentare al ministero un nuovo progetto operativo.

Per quanto attiene il sito di Orbetello, area ex Sitoco, perimetrato la prima volta nel 2003 perché inizialmente costituito dalla sola area relativa allo stabilimento Sitoco (ex fabbrica di concimi chimici, nata nel 1906 e chiusa nel 1991) e successivamente ampliato fino a tutto lo specchio lagunare, Fratoni ha riferito sulle aree di competenza pubblica  e privata. Per le prime la gestione delle attività di bonifica è stata affidata in via straordinaria, dal 2002 al 2012, al commissario delegato al risanamento ambientale della Laguna. “Nel 2007 il commissario ha sottoscritto un primo accordo di programma per la definizione delle attività di caratterizzazione e progettazione degli interventi”. Finito il regime commissariale di emergenza ambientale della Laguna, la Regione, in accordo con il ministero “ha previsto la sottoscrizione di un nuovo accordo che ridefinisse attività e progetti di bonifica” e “finalizzato a garantire governance più efficace maggiore tempestività su monitoraggio e interventi” anche attraverso la costituzione di una specifica cabina di regia.

Per quanto attiene le aree private, la bonifica è sempre stata in capo alla società Laguna Azzurra. Considerato che gli interventi nelle aree, sia pubbliche che private, sono in “stretta connessione”, sono stati svolti confronti per individuare azioni“ambientalmente efficaci, economicamente sostenibili e compatibili con l’intervento pubblico. Un ulteriore incontro – ha detto Fratoni – è previsto per fine gennaio 2019”.

Bonifiche siti,  Gazzetti(Pd): “Anche Livorno deve avere un accordo di programma. Il tema sta a cuore ai cittadini, ai lavoratori e alle imprese ”

Il consigliere, soddisfatto della comunicazione dell’assessore Fratoni in commissione Ambiente,  presenterà un atto per sostenere la Regione nel percorso e sollecitare Governo.

"Anche Livorno deve avere un accordo di programma sulle bonifiche e dunque ritengo di grande importanza i contenuti della comunicazione svolta stamani in commissione Ambiente dall'assessore Fratoni". A dichiararlo è il consigliere regionale del Pd in Regione Francesco Gazzetti al termine della seduta che si è svolta  a Palazzo del Pegaso. "Le parole dell'assessore regionale sono state chiarespiega Gazzetti . Da alcuni mesi la Regione sta chiedendo al Ministero all'Ambiente un incontro per poi poter avviare, definitivamente, il percorso per dotare anche Livorno di un accordo di programma sulle bonifiche sui siti SIN/SIR. Un tema che sta molto a cuore sia ai cittadini che al mondo del lavoro e delle imprese e che vede atti analoghi già presenti in realtà come Piombino e Massa-Carrara. Ecco perché – conclude Gazzetti - d'intesa con il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli presenterò un atto per sostenere il percorso annunciato dalla Regione e per sollecitare il Ministero e dunque il Governo affinché si possa passare al più presto, anche in questo ambito, dalle parole ai fatti".

Fonte: Consiglio Regionale della Toscana - Ufficio Stampa

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