Giornata contro il bullismo: all'Ic don Milani 'Muro, la storia di Lisa' per la

Fruttuosa, la parola più aderente e che rispecchia in pieno quello che ha dimostrato l’occasione presentatasi a Tavarnelle il 6 febbraio scorso nell’Istituto Comprensivo Don Milani.

In occasione della giornata nazionale contro il bullismo, davanti a 250 e più allievi per la maggior parte facenti parte di classi di 5° elementare e 1°/2° media, è andato in scena per due volte(alle ore 10.00 e alle 12.00) lo spettacolo “Muro, la storia di Lisa”, uno spettacolo tratto da una storia vera, autobiografia della stessa attrice Isabella Vezzosi ( l’attrice Empolese) che con forza sale ogni volta sul palco per raccontare la sua storia, la sua esperienza come vittima di bullismo.

Lo spettacolo è la storia di Lisa, una bimba che ci racconta la sua storia scolastica e le sue relative sofferenze fino alla 4° elementare, dove finalmente trova la forza di parlare e dichiarare le prepotenze subite da un gruppo di bulli. Una forza che scaturisce proprio dopo un culmine di violenza fisica che non permette più incertezze.

Lisa, un nome che ricorda molto da vicino quello di Isabella, pur restando un nome fittizio, un nome comune dove si possa identificare chiunque sia all’ascolto.

Insieme a lei sul palco Silvia Rabiti, regista dello spettacolo, che all’interno dello stesso ci presenta un breve ma intenso spaccato di uno dei tanti giorni di “ordinaria sofferenza” che Isabella, come purtroppo molti dei nostri ragazzi anche oggi, doveva sopportare.

Ed il messaggio è arrivato, forte e chiaro; è stato subito evidente che i ragazzi presenti erano presenti davvero, sia fisicamente che emotivamente, e che l’attenzione era stata molto alta. Al termine di ciascuna delle due rappresentazioni andate in scena si è aperto il dibattito per parlare a caldo dell’argomento appena narrato, soprattutto attraverso le eventuali domande che i ragazzi avrebbero voluto fare. Domande che sono esplose quasi immediatamente. Prima una mano alzata , un ragazzino con la sua prima, timorosa domanda, poi il coraggio che si allarga e tante piccole mani alzate che richiamavano l’attenzione, e che non cedevano nonostante l’attesa di dover aspettare il proprio turno.

Isabella ha risposto a numerose domande rivoltele proprio dai giovani spettatori, in alcuni casi increduli, in altri casi coinvolti più in profondità, dimostrando che l’argomento non solo è attuale, ma anche che il desiderio di conoscere, sapere, comprendere, denunciare sgorga proprio dai nostri giovani.

“In giorni come questo sono pienamente convinta” dice la stessa Isabella “di avere fatto la scelta giusta portando la mia vita su un palco. Rispondendo proprio a tutte quelle domande, tutti quei ragazzini che mi chiedevano perché mi era successo tutto questo, perché non avevo parlato prima, perché la maestra non vedeva quello che mi facevano, perché quei bambini si erano così accaniti contro di me, e tante, moltissime altre domande tutte intelligenti e con la voglia di scoprire, di capire perché e come si arriva a tutta quella cattiveria. Proprio oggi mi sono resa conto che il cammino che ho intrapreso, portare la mia storia su quel palco donandola agli altri rendendoli partecipi di quello che mi è accaduto da piccola era giusto, sano e estremamente proficuo. Non è facile entrare nei cuori dei ragazzini e se “Muro la storia di Lisa” c'è riuscita è giusto seguire questo cammino per riflettere tutti insieme sull'argomento bullismo”.

Fonte: Associazione Culturale Punti di Vista



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