Rifiuti, commissione a Scapigliato: "Toscana ha bisogno di impianti innovativi, occorre logica di sistema"


Rea impianti a Rosignano Marittimo, gestore della discarica e degli impianti di trattamento di Scapigliato, è stata la seconda tappa del sopralluogo di oggi, lunedì 11 febbraio, della commissione presieduta da Giacomo Giannarelli (M5S). Una visita “obbligata”, visto che la mattina i commissari sono stati alla Lonzi Metalli e alla Ra.Ri, le aziende coinvolte nell’operazione ‘Dangerous Trash’ per presunto traffico illecito di rifiuti. Su questo punto l’amministratore unico Alessandro Giari ha riferito che la vicenda “ha interessato la discarica”, visto che le due aziende conferivano a Scapigliato creando, peraltro, “un danno economico a Rea Impianti per circa 13milioni”. Soldi che risalgono anche ad anni pre-sequestro.

Secondo il presidente Giannarelli i passi avanti fatti dalla Regione ci sono e Scapigliato è un esempio di sistema virtuoso. “La questione rimane però ingessata. Senza un piano regionale sono fermi anche gli investimenti. Occorre comunque lavorare in un’ottica di economia circolare con tecnologia innovativa e rispettosa dell’ambiente". A questo proposito, Giannarelli ha mostrato apprezzamento per la possibilità di costruzione del biodigestore anaerobico, ma ha manifestato perplessità per il pirogassificatore per il trattamento del sopravvaglio. D’accordo si è dichiarato anche il vicepresidente Francesco Gazzetti (Pd), secondo il quale Scapigliato è la dimostrazione del buon lavoro fatto dalla Regione. “È una struttura che merita credibilità e sostenibilità”. Insieme a presidente e vicepresidente erano presenti anche i consiglieri Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) e Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia).

Quella di Scapigliato è la più grande discarica della Toscana, una delle “più evolute in termini di assetto gestionale. A livello nazionale rappresenta un elemento strategico per la gestione dei rifiuti sul territorio regionale”, come l’amministratore. Il quantitativo autorizzato di conferimento annuo è di circa 460mila tonnellate di rifiuti, per circa il 20 per cento di derivazione urbana e per il rimanente speciali non pericolosi, che a loro volta sono provenienti per circa l’80 per cento dal territorio toscano. “Una ripartizione che rispecchia in gran parte la produzione di rifiuti in Toscana, fatta per 2,25 milioni di tonnellate/anno di rifiuti urbani e per quasi 10 milioni di tonnellate/anno di rifiuti speciali di derivazione industriale”.La discarica è nata negli anni Ottanta come impianto per il territorio locale, successivamente si è evoluta e nel tempo sono stati ‘abbancati’ o messi a dimora oltre 5milioni di tonnellate di rifiuti. Accanto alla discarica è nata una impiantistica particolare per il trattamento dei rifiuti urbani tal quali, ossia gli indifferenziati. È inoltre presente un impianto per il trattamento del percolato, attualmente fermo per ristrutturazione (“deve essere ammodernato”, ha spiegato l’amministratore), ci sono più impianti di cogenerazione per la produzione di energia elettrica da biogas e un impianto di trattamento dei rifiuti verdi. Si produce anche compost, peraltro attraverso una campagna di educazione che ha riscosso un discreto successo. Ai cittadini che conferivano il verde in maniera corretta, l’azienda ha regalato del compost di qualità.

Scapigliato è in attesa di una nuova autorizzazione da parte della Regione per il raddoppio della discarica (costruita su un banco di argilla, la cui profondità indagata è di oltre 100 metri) così da passare da 80 a 150 ettari, e per la costruzione di un biodigestore anaerobico da 90mila tonnellate di organico l’anno. Il tutto porterà ad una produzione di 31milioni e 500mila metri cubi di metano l’anno. Dal punto di vista finanziario la società va ‘molto bene’, fattura circa 40milioni l’anno (30 da attività di discarica, il resto da produzione di energia e trattamento dei rifiuti) ha detto l’amministratore. “Il volume degli investimenti, data la dimensione del sito e la sua diversificazione, è oggettivamente corposo. La Nostra intenzione – ha aggiunto – sarebbe quella di intervenire sul recupero della materia derivante dal conferimento degli speciali per arrivare alla materia più grezza possibile”. E sui tempi di realizzazione del “nuovo Scapigliato”, l’amministratore ha parlato di 20/24 mesi. “L’impiantistica e complessa, ci vuole un progetto industriale vero e sarebbe auspicabile una pianificazione regionale in cui si preveda anche il governo dei flussi dei rifiuti speciali”.

Sul conferimento di materiale dei distretti produttivi, punto sollevato dal presidente Giannarelli, l’amministratore ha dichiarato che sono in corso degli approfondimenti anche attraverso accordi specifici. L’idea è quella di evitare che scarti conciari, ad esempio, “restino in giro per i cassonetti”. Il tutto, però, deve portare alla chiusura del ciclo, ha continuato l’amministratore. La Regione ha fatto grandi passi avanti ma il tema è di livello nazionale. Oltre a questo, Giari ha dichiarato che il sistema si governerebbe meglio se la frammentazione fosse superata. La logica dei tanti piccoli operatori non è l’ideale, perché il sistema risulta debole, facilmente attaccabile. Occorre fare un piano industriale solido con le aziende pubbliche a fare da grimaldello vero, ha continuato. Non è quindi una questione di Ato (unico o a tre), per l’amministratore il tema deve essere rovesciato per arrivare ad un sistema di gestione integrata. In tema di Ato, Giari ha affermato che l’ipotesi di dividere spiazzamento e gestione, come venuta fuori più volte a livello locale, è da prendere in considerazione.

Anche a Scapigliato, come già verificato nella mattina a Lonzi e Ra.Ri, i commissari hanno registrato delle ‘discrasie’ tra quanto riportato nella relazione della commissione parlamentare e quanto riferito dai gestori. In particolare per la discarica, l’amministratore ha spiegato ai consiglieri che l’incendio del 2017 si è registrato in un capannone di stoccaggio dei rifiuti. Lo stoccaggio rientra nella fase di controllo che normalmente viene adottata. Nella relazione, il rogo viene imputato solo ad una mala gestione se non come un modo da parte del gestore di sottrarsi ai controlli. Su questo punto il vicepresidente Gazzetti, come già annunciato nella mattina, ha intenzione di operare approfondimenti. “Facciamo bene a prenderla come riferimento, ma non prendiamo tutto come oro colato”.

Tutte le notizie di Toscana

<< Indietro
torna a inizio pagina