Consumo di suolo, a Firenze la presentazione del disegno di legge promossa da TES

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In Italia il consumo di suolo raggiunge il valore del 7,7 per cento del territorio nazionale. Questo emerge dall’ultimo Rapporto Ispra – Snpa che fotografa una Toscana la cui superficie regionale “consumata” è pari al 7,1 per cento del totale, posizionandola all’undicesimo posto tra le venti regioni del nostro Paese in questa speciale classifica, in testa la Lombardia con un consumo che sfiora il 13 per cento. Altri dati che riguardano il territorio toscano: la provincia di Prato è quello che ha fatto registrare l’incremento di consumo di suolo più alto in un anno a livello percentuale (0,2 per cento), Firenze è allo 0,15 per cento mentre Lucca e Massa Carrara annoverano le percentuali più basse, pari allo 0,04 per cento; i Comuni nei cui territori c’è più “suolo consumato” rispetto al totale sono Forte dei Marmi, Firenze e Viareggio (47,5 – 42 – 41,8 per cento).

Questi dati diventano lo spunto per ragionare su un nuovo modello di uso del territorio che è al centro dell’iniziativa “ZEROISMORE”, il ciclo di presentazione e implementazione del disegno di legge nazionale su consumo di suolo e rigenerazione urbana, elaborato con il contributo dell’Associazione Transizione Ecologica Solidale (TES), presieduta dal deputato, già ministro dell’Ambiente e della Giustizia, Andrea Orlando. ZEROISMORE farà tappa a Firenze venerdì 17 maggio, dalle ore 15, presso l’Auditorium del Consiglio Regionale, in via Cavour 4.

Con “consumo di suolo” si intende l’incremento della copertura artificiale dello stesso, a seguito di operazioni che ne alterano irrimediabilmente la composizione e le funzionalità, quale ad esempio l’impermeabilizzazione. Come già sottolineato dalla Commissione europea nel 2012, il consumo di suolo e ciò che ne deriva comporta un rischio accresciuto di inondazioni, contribuisce ai cambiamenti climatici, implica la perdita di terreni agricoli fertili e aree naturali e seminaturali, minaccia la biodiversità oltre che l’integrità dei paesaggi. Il disegno di legge che verrà presentato venerdì a Firenze è tra i frutti del primo anno di lavoro dell’associazione TES. L’evento di Firenze, il secondo del ciclo di Zeroismore, fa seguito a quello che si è tenuto a Bari il mese scorso: obiettivo del ciclo di eventi è “portare” il disegno di legge sui territori, per raccogliere suggerimenti, esigenze, proposte da stakeholder e rappresentanti territoriali. Si tratta di un formato del tutto innovativo volto a promuovere il dibattito e il coinvolgimento diretto in ottica sperimentale, di molteplici personalità, esperti, ricercatori, rappresentanti di enti nazionali e centri di ricerca, decisori politici e amministratori locali. Le prossime tappe saranno quelle di Roma, il 13 giugno e di Treviso, prevista per il 15 giugno.

All’evento di venerdì interverranno tra gli altri la presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica Silvia Viviani (l’Inu patrocina l’evento assieme al Comune e alla Regione Toscana), il vicepresidente di Ance Filippo Delle Piane, l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, il presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi, il vicedirettore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze Giuseppe De Luca, Egidio Raimondi dell’Ordine degli architetti di Firenze, oltre al presidente di TES Andrea Orlando e a numerosi rappresentanti di ordini professionali, associazioni, organizzazioni sindacali. Ludovica Marinaro, responsabile per TES della programmazione del ciclo, spiega: “Abbiamo scelto il coinvolgimento per lavorare su più scale territoriali, evitando decisioni e modelli imposti dall'alto, innescando delle riflessioni che partissero dai contesti locali, condotte da coloro che vi abitano e operano la trasformazione dei luoghi, poiché il loro bagaglio di conoscenza ed ogni istanza venga adeguatamente considerata e rappresentata”.  Il disegno di legge di rango nazionale su consumo di suolo e rigenerazione urbana è indispensabile per conseguire l’obiettivo fissato dalla Commissione Europea di un saldo netto pari a zero al 2050.

Fonte: Ufficio Stampa

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