Giorgio Iervasi riconfermato direttore dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr.

Giorgio Iervasi

Giorgio Iervasi, nato a Livorno 65 anni fa, è stato confermato per un secondo mandato, come direttore dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr (Ifc-Cnr), l’istituto fondato 50 anni fa dal Prof. Luigi Donato. Iervasi ha compiuto i suoi studi universitari e il suo percorso scientifico e professionale interamente a Pisa. Il suo curriculum lo vede già negli anni ‘80 come uno dei pionieri della endocrinologia cardiovascolare italiana ed internazionale. Da un punto di vista sperimentale e modellistico, il contributo di maggior rilievo ed innovazione è rappresentato dalla messa a punto di una metodica tracciante per lo studio dell’ormone cardiaco atriale natriuretico. Tale metodica è ancora oggi, l’unica tecnica riportata in letteratura per lo studio del metabolismo.

Nel 2003, per il suo contributo sulla rivista “Circulation” dal titolo “Sindrome da bassa T3: un forte predittore prognostico di mortalità nelle malattie cardiache”, gli viene riconosciuto il premio come miglior contributo del mese di tutta la letteratura scientifica cardiologica dalla società internazionale “Association for the Eradication of Heart Attack”. Per gli studi effettuati e i risultati conseguiti nel campo del trattamento con ormoni tiroidei in corso di malattie critiche, in particolare cardiovascolari, Iervasi è riconosciuto fra i maggiori esperti a livello internazionale delle interazioni cuore/tiroide.

“Il contesto culturale, scientifico e sanitario in cui operiamo – dice Iervasi -, è storicamente straordinario; occorre sempre più fare sistema e creare reti di collaborazione. È per questo che in questo secondo mandato intendo stringere in maniera ancor più salda e produttiva i nostri rapporti con le aziende ospedaliere e  con chi, come noi, per missione fa ricerca, a cominciare dalle realtà locali, nazionali e internazionali”. Concludendo, Iervasi dichiara: “A ciò si aggiunga un ampliamento della prospettiva scientifica collaborando mediante il nostro expertise tecnologico e metodologico, anche con chi fa ricerca oltre i confini della biomedicina, rendendo Ifc-Cnr un nodo nevralgico anche nella conoscenza scientifica e umanistica”.

Fonte: Cnr Pisa - Ufficio Stampa

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