Acque scure nel torrente Pesciola: si pensa a reflui di frangitura

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I tecnici del Dipartimento ARPAT del Circondario Empolese sono intervenuti a seguito di segnalazione per sversamento liquami di frantoio nel Torrente Pesciola, in località Betto-Fiano a Certaldo.

Nel tratto perlustrato durante il sopralluogo, partendo da località le Fonti e risalendo l’alveo del fiume oltre la confluenza con il Borro delle Ripe, l’acqua del Pesciola si presentava di colore scuro ed era evidente che lo sversamento di acque di vegetazione era avvenuto a monte, dove si trovano almeno due frantoi.

Sono in corso le indagini per accertare la responsabilità dello sversamento probabilmente dovuto ad una gestione scorretta delle acque di vegetazione di un frantoio che sono irregolarmente confluite nel Pesciola, anziché essere state adeguatamente raccolte e contenute e quindi impiegate come fertilizzanti o in subordine smaltite come rifiuti.

L’utilizzazione agronomica dei reflui dei frantoi oleari è ritenuta una pratica utile a reintegrare la perdita di sostanza organica dei suoli coltivati purché effettuata secondo criteri finalizzati all’arricchimento dei terreni e con modalità volte ad evitare pericoli o effetti negativi sull’ambiente, sulle risorse viventi e sugli ecosistemi acquatici.

Risulta quindi importante che l’utilizzo in agricoltura degli effluenti agroalimentari venga effettuato con criteri finalizzati ad ottenere dal loro reimpiego il maggior vantaggio agronomico ed il minor rischio possibile di alterazione dell’agroecosistema.

La fertirrigazione sui terreni deve quindi essere effettuata secondo le vigenti disposizioni in materia, linee guida e Codice di Buona Pratica Agricola approvato con DM 19 aprile 1999 anche con la predisposizione di un Piano di Fertilizzazione.

Lo spandimento deve essere preventivamente comunicato almeno 30 gg prima dell’inizio dell’attività allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune e, nei casi previsti dalla normativa, accompagnato dal Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA).

La comunicazione deve contenere le informazioni tecniche sulle aree interessate, sul rispetto dei vincoli, sulle fasi di stoccaggio e trasporto, sui tempi e modalità di spandimento delle acque di vegetazione.

ARPAT, in base alla propria programmazione annuale, effettua controlli sulle comunicazioni ricevute e controlli sul campo presso i terreni interessati dalla fertirrigazione anche con analisi dei suoli ai fini del monitoraggio dello stato ambientale delle acque sotterranee e superficiali.

Viene sanzionato qualunque uso diverso delle possibilità contemplate dalla normativa in materia.

Richiamiamo la notizia sui controlli effettuati da ARPAT.

Fonte: Arpat

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