Noi Rubbaorsi: a Ponsacco un libro unisce tradizione e solidarietà

L'intero ricavato del libro sarà devoluto per l'acquisto di giochi per bambini nel parco "Paola Bani"


(foto gonews.it)

Mantenere vive le tradizioni e contribuire a rendere più bello e funzionale il proprio territorio. È la doppia finalità del libro "Noi Rubbaorsi", presentato questa mattina in municipio a Ponsacco, che racconta la storia dell'Associazione Culturale "La Compagnia dei Rubbaorsi" e non solo.

Presenti alla presentazione del libro, edito da ArtEventBook Edizioni, la sindaca di Ponsacco Francesca Brogi, l'assessore alla cultura Stefania Macchi, Paola Gori e Rudi Circelli rispettivamente presidente e vice de La Compagnia dei Rubbaorsi e Claudia Batoni, titolare della casa editrice.

L'intero ricavato della vendita del libro sarà devoluto per l'acquisto di giochi che saranno installati nel parco "Paola Bani" di Ponsacco. Al momento sono 150 le copie prodotte dalla casa editrice, e i costi sono stati già abbattuti dall'amministrazione comunale, che ha patrocinato il volume, con la partecipazione anche di Farmavaldera e Banca di Pisa e Fornacette.

Tutti i guadagni di "Noi Rubbaorsi" saranno dunque dati in beneficenza, per arricchire il parco con attrezzature per bambini, "la finalità della Compagnia e della casa editrice va a beneficio di tutta la comunità" ha sottolineato l'assessore Macchi. "Ringrazio per questa importante raccolta, all'insegna della tutela della memoria e della tradizione di Ponsacco, il cui ricavato è destinato a una causa solidale" ha detto la sindaca Brogi. Un volume da avere nella propria libreria "sia per il patrimonio di conoscenze che racchiude al proprio interno sia per la causa a cui i fondi saranno devoluti. Una causa importante per tutelare e cimentare un'identità locale, aperta sicuramente ai cambiamenti e alle trasformazioni ma che non vuole certamente dimenticare il passato".

(foto gonews.it)

Il libro e la storia del termine

Aneddoti, soprannomi ricercati minuziosamente tramite le testimonianze dei più anziani, la storia dell'Associazione Culturale nata nel 2015 e gli eventi trascorsi in questi ultimi anni, compreso il Ponsacchiotto d'Oro, premio dedicato a ponsacchini e ponsacchine che si danno da fare per il bene della comunità.

Per acquistare il libro, conoscere le tradizioni e sostenere l'obiettivo solidale che porterà divertimento all'aria aperta per i più piccoli, basterà contattare "La Compagnia dei Rubbaorsi" o la casa editrice ArtEventBook edizioni, per conoscere i punti vendita in città o poter acquistare direttamente il libro.

"Noi Rubbaorsi" dedica un capitolo anche "a tutte le associazioni che hanno collaborato con noi", spiega la presidente Gori, oltre che ad un'altra divertente parte in cui sono riportati i modi di dire, raccolti in un piccolo vocabolario Posacchino-Italiano. "La Compagnia dei Rubbaorsi" unisce teatro, folclore e volontariato, tramandando le tradizioni in sinergia con le altre realtà del territorio. Come spiega ancora Gori, il libro termina con il Covid, che nell'ultimo anno e mezzo ha purtroppo interrotto ogni attività, nella speranza che presto possano riprendere in piazza e a teatro.

(foto gonews.it)

Perché Rubbaorsi?

"Lo volevi il maiale rubbà c'era l'orso e t'ha fatto scappà"

Varie sono le versioni raccontate, che poco discostano l'una dall'altra. Si racconta che nelle campagne di Ponsacco ci fosse un contadino che aveva un maiale. Una sera, durante una bufera, il contadino ospitò un circo che era di passaggio e che non poteva continuare il percorso a causa del maltempo. Poco tempo prima l'uomo di campagna aveva ucciso il maiale e così sistemò l'orso che viaggiava con il circo nella stalla, al posto del maiale. La sera precedente però, un gruppo di ponsacchini pianificò il furto del maiale, ignari che l'animale non ci fosse più e fosse stato sostituito da un grosso orso. Arrivati alla stalla, si ritrovarono davanti l'animale del circo. Il gruppo di ponsacchini scappò a gambe levate ma per giorni non si fecero vedere in giro: l'orso gli aveva provocato diverse ferite. Dalla storia il soprannome degli abitanti di Ponsacco, che continua ad essere usato in maniera scherzosa ancora oggi.

Margherita Cecchin



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