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Festa del Teatro: Settanta volte sette, La metafisica della bellezza e Vergine Madre gli attesi spettacoli del Dramma

(foto gonews.it)

Dalla Torre di Federico si vede Dante Alighieri. Non è un sogno, anche se può sembrarlo: è il Dramma Popolare, che tornerà a far vivere la bellezza della drammaturgia a San Miniato. La settantancinquesima edizione della Festa del Teatro arriva in un momento di ripartenza, non facile ma si guarda al futuro con ottimismo.

In piazza Duomo a San Miniato andrà in scena un ricco cartellone di spettacoli che la Fondazione Istituto del Dramma Popolare, guidata da Marzio Gabbanini, ha scelto per completare il suo cammino alla riscoperta di Dante nel settimo centenario della morte dell'Alighieri.

Dopo l'avvio del 24 giugno, si copre tutto il mese di luglio: un mese con appuntamenti da non perdere in uno degli scorci più sognanti della Toscana. Tutti gli spettacoli andranno in scena in piazza del Duomo alle 21,30.

Anche quest'anno è stata la mano di Masolino D'Amico a muovere il Dramma Popolare: il direttore artistico ha tessuto una trama di spettacoli con la commedia di Dante come filo conduttore.

Marzio Gabbanini, presidente Fondazione Istituto Dramma Popolare (Foto gonews.it)

Lo spettacolo centrale, uno tra quelli più attesi, vede sulla scena un artista poliedrico e appassionato, Simone Cristicchi dal 23 al 28 luglio. Il cantautore e commediografo porterà in scena 'PARADISO - Dalle tenebre alla luce', una performance ispirata dalla Divina Commedia e che lo vedrà protagonista assieme a Valter Sivilotti e l'Orchestra OIDA di Arezzo. Nello scenario suggestivo del cuore di San Miniato, il cantante e scrittore ripercorrerà a modo suo il cammino dall'Inferno al Paradiso di Dante.

Sarà una prima assoluta, per San Miniato e tutta Italia.

Il cartellone d'eventi è ricchissimo. Così come Dante, anche San Miniato intraprende un viaggio; un "viaggio nei drammi contemporanei" come lo ha chiamato il presidente della Fondazione Dramma Popolare Marzio Gabbanini.

Il sipario si è alzato il 24 giugno con "Foco mettesti dentro in la mia mente".

L'8 luglio sarà la volta di "Settanta volte sette" nel quale la narrazione della vita di alcune famiglie servirà a mettere a fuoco il tema del perdono e della sua possibilità nelle relazioni umane.

Lo spettacolo racconta la vita di due famiglie i cui destini s’incrociano in una sera. Racconta del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi, del tempo che sembra scorrere invano. Eppure racconta anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito parlino una lingua comune, che l’empatia non sia solo un’iperbole astratta e che l’essere umano, che conosce il contagio del riso e del pianto, dietro la colpa possa ancora riconoscere l’uomo. Con "Settanta volte sette". la compagnia Controcanto Collettivo, affronta il tema del perdono e della sua possibilità nelle relazioni umane. Uno spettacolo che ci ricorda che dentro la ferita, dentro la memoria del male subito e al di là di ogni convenienza, esiste la possibilità di un incontro.

In scena Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca. Regia di Clara Sancricca.

"La metafisica della bellezza" sarà sul palco il 12 luglio, per evocare il dramma delle prostitute e il risveglio delle società civile che con una legge mise fine all'esperienza della "case chiuse".

Il progetto di e con Elena Arvigo vede la collaborazione con Il teatro delle Donne e il Centro nazionale di Drammaturgia. Nello spettacolo si parte da una data, il 20 settembre 1958, data della chiusura delle case di tolleranza per opera di Lina Merlin, prima donna a essere eletta in Senato, firmataria della proposta di legge per eliminare lo sfruttamento della prostituzione. Le lettere a Merlin sono per lo più di madri, piene di speranza, stupore e gratitudine. Merlin ha immaginato concretamente un futuro migliore per loro, da donne perdute e sfruttate a persone degne di una nuova esistenza.

Il 15 luglio andrà in scena "Vergine Madre" con Lucilla Giagnoni, sulla straordinaria bellezza del canto che si fa preghiera e che nella Divina Commedia trova la sua espressione più alta.

Lo spettacolo è in collaborazione con la Fondazione Teatro Piemonte Europa e con il Centro Teatrale Bresciano. Il sottotitolo dello spettacolo riporta canti, commenti e racconti di un'anima in cerca di salvezza dalla divina commedia di Dante Alighieri.

Le parole del poeta diventano taumaturgiche, ripetute in eterno come le preghiere. Ma i canti spiegano quello che ci sta accadendo, nascono storie. Emergono il lato oscuro dell'uomo come la prigione della donna, il padre dall'aspetto terribile e la madre che ci indica l'unica strada possibile. La conciliazione degli opposti e l'armonia dei contrari. Giagnoni canta e racconta storie perché sono le donne spesso a pronunciare parole di pace.

Infine il Dramma si chiude in bellezza con Cristicchi per la rappresentazione principale.

La Festa del Teatro di San Miniato è sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, da Crédit Agricole Italia e Tecnoambiente gruppo Ecoeridania.

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