
L'intervento da 11 milioni di euro, finanziato tra PNRR e Regione, prevede 20 posti letto per cure intermedie e il completamento dei lavori entro fine mese
La sanità di prossimità in Valdelsa cambia passo. Con il completamento dei principali interventi strutturali e il consolidamento dei servizi territoriali, Castelfiorentino si conferma un modello assistenziale che punta ad accorciare le distanze tra istituzioni e cittadini.
La recente visita dell’assessora regionale per il Diritto alla salute Monia Monni, accompagnata dal direttore generale dell’Ausl Toscana centro, Valerio Mari, - avvenuta oggi dopo quella all’ospedale di Empoli –
ha permesso di fare il punto su una delle realtà fondamentali per l’Empolese Valdelsa: l’ospedale di comunità di Castelfiorentino. Ad accompagnare la delegazione sono stati il dottor Franco Doni, direttore della Società della salute Empoli Valdelsa, il dottor Paolo Amico, direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della zona, e l’ingegner Luca Tani, responsabile dell’Area manutenzione e gestione investimenti. Quindi a Castelfiorentino, la sindaca Francesca Giannì , che è anche presidente della Società della salute Empolese Valdarno Valdelsa, e il vicesindaco Gianluca D'Alessio. All’incontro hanno partecipato anche i componenti della Cot di Empoli, dottor Raffaele Caldararo coordinatore medico, Addolorata Filannino coordinatrice infermieristica e le assistenti sociali Eletta Antonini e Raffaella Esposito, quindi Barbara Nesi responsabile delle Attività di riabilitazione funzionale della zona Empolese Valdelsa.
«Con questi investimenti diamo forma a una sanità che accoglie le cittadine e i cittadini direttamente sul territorio – ha sottolineato il direttore generale Valerio Mari –. Castelfiorentino è uno de i pilastri di una rete vicina alle persone, capace di integrare assistenza e prevenzione con standard di sicurezza elevati».
A Castelfiorentino, il fulcro del sopralluogo è stato quindi il presidio di via dei Mille 1. Qui, l’ospedale di comunità - i cui lavori secondo cronoprogramma termineranno questo mese - metterà a disposizione 20 posti letto per le cure intermedie, suddivisi su due piani. Si tratta di una struttura vitale per la gestione del post-acuto, inserita in un piano di riorganizzazione che ha visto il completamento dell'adeguamento sismico del blocco "D" già a febbraio 2024.
«Il Santa Verdiana – ha detto l’assessora Monia Monni – sta ritrovando una funzione sempre più integrata con i bisogni del territorio, a partire dall’ospedale di comunità, e poi ancora con il centro trasfusionale e i servizi radiologici. Accanto a questo ci sono tutti gli interventi legati all’adeguamento antisismico, che rappresentano un passaggio centrale nel nuovo assetto sanitario su cui sarà necessario continuare a investire e lavorare».
«Il nostro impegno è rivolto a garantire una continuità assistenziale che non lasci mai solo il paziente nel delicato passaggio dall’ospedale al proprio domicilio – ha dichiarato il dottor Franco Doni –. Questi 20 posti letto rappresentano un presidio strategico per l’intera Valdelsa, permettendoci di offrire risposte concrete e di prossimità senza alcuna riduzione dell'offerta sanitaria sul territorio».
Per il complesso di Castelfiorentino l’investimento complessivo è di circa 11 milioni di euro: quasi 7 milioni provengono dai fondi PNRR, mentre altri 4 milioni arrivano da risorse regionali. Un intervento ormai in dirittura d’arrivo, che ha interessato circa 3.500 metri quadrati e ha portato alla demolizione e ricostruzione dei blocchi “A” (il nuovo ospedale di comunità) ed “F” (destinato alle cure dei disturbi del comportamento alimentare).
«Dal punto di vista progettuale e realizzativo è stato un intervento articolato, perché ha tenuto insieme due obiettivi centrali: garantire il massimo livello di sicurezza sismica e rendere gli spazi più funzionali - ha spiegato l’ingegner Luca Tani -. Sono stati ricostruiti volumi per oltre 3.500 metri quadrati complessivi, inclusi i nuovi corpi scala e l'ingresso, con l'obiettivo di consegnare alla cittadinanza una struttura moderna, sicura e funzionale entro questa prima metà dell'anno».
«I 20 nuovi posti letto e il rilancio del Santa Verdiana richiedono una regia organizzativa precisa – ha detto Paolo Amico, direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della zona –. Il nostro obiettivo è integrare i servizi per evitare che il paziente si perda nel sistema, offrendo risposte rapide e una presa in carico territoriale finalmente coordinata».
Per Castelfiorentino, infine, è previsto un finanziamento statale (legge 145 del 30 dicembre 2018) di 13 milioni di euro che sarà erogato in più anni, dal 2026 al 2033, e che consentirà l’adeguamento sismico del blocco B, la sua riqualificazione funzionale e il completamento delle finiture interne.
«Oltre alla realizzazione dei padiglioni per il nuovo Ospedale di Comunità – ha sottolineato la sindaca Francesca Giannì – la novità è rappresentata dall’aver ottenuto un nuovo finanziamento di ben 13 milioni di euro, che sarà destinato all’adeguamento sismico e alla riqualificazione del vecchio ospedale Santa Verdiana, di origine ottocentesca. Questo nuovo intervento, che si affiancherà a quelli in già corso, consentirà di poter disporre di una infrastruttura sanitaria realizzata con criteri moderni, per offrire risposte adeguate alle esigenze dei cittadini. Con questo nuovo finanziamento, ammontano a 24 milioni di euro le risorse ottenute per restituire alla popolazione di Castelfiorentino (e non solo) un nuovo Polo Ospedaliero multifunzionale, in grado di combinare le necessità di cura con alcuni reparti di alta specializzazione».
Fonte: Azienda USL Toscana Centro - Ufficio stampa
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