Giovani al lavoro per la Toscana: a San Rossore si scrive il futuro con il presidente Mattarella

Per i 10 anni di Giovanisì, 80 giovani a "SietePresente" lavorano per le politiche culturali pubbliche 2030. Ospite d'eccezione il presidente Mattarella, dopo l'inaugurazione dell'anno accademico all'Università di Pisa


(foto da facebook)

Oggi Pisa è stata la protagonista in Toscana, per l'avvio di due importanti eventi alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La giornata è iniziata questa mattina con l'inaugurazione dell'anno accademico 2021/2022 dell'Università di Pisa, il 678esimo dalla fondazione. A dare il via all'anno di studi in ateneo il Presidente Mattarella (Qui la notizia).

In città i riflettori hanno illuminato soprattutto i giovani. Infatti la visita del presidente a Pisa è proseguita alla villa del Gombo, nel Parco di San Rossore, dove oggi si è tenuto "SietePresente", l'iniziativa organizzata per i dieci anni del progetto Giovanisì della Regione Toscana. Per tutto il giorno 80 giovani, tra i 18 e i 40 anni e selezionati su 230 candidati, si sono confrontati nel primo evento partecipativo della legislatura per elaborare e suggerire insieme le politiche culturali regionali del prossimo futuro, da finanziare con risorse pubbliche. Con loro per circa un'ora, tra mezzogiorno e l'una, il presidente della Repubblica Mattarella. E' in corso, durante il pomeriggio, l'evento annuale dedicato ai fondi europei Fesr e Fse.

(Il racconto della giornata - con articoli, podcast audio, gallerie fotografiche, servizi video e diretta streaming - sulla pagina speciale di Toscana Notizie).

"SietePresente", 80 giovani al lavoro per il futuro della Toscana

I lavori di "SietePresente" hanno preso il via questa mattina alle 9.30. Secondo il "future method" gli 80 giovani provenienti da tutte le province toscane, sono stati chiamati a costruire le politiche culturali pubbliche per il 2030. Dopo la riunione plenaria gli 80 giovani sono stati divisi in 8 gruppi per altrettanti argomenti: Attrazione, Ambiente, Bellezza, Cambiamenti, Competenze, Impresa, Partecipazione, Tecnologia. Il lavoro dei gruppi è stato suddiviso in cinque fasi:

- la fase Open: i ragazzi saranno invitati a aprire la mente. Una sorta di brain storming per predisporsi nel modo più libero e creativo al lavoro di immaginazione;
- la fase Analysis: si analizzano tutti i futuri possibili che si sono immaginati e ricercati;
- la fase Explore: si esplorano quei futuri partendo dall'assunto che tutto ciò che non appare irragionevole è inutile;
- la fase Strategy: si rientra nel presente per individuare le condizioni attuali e costruire le strategie per disegnare i futuri immaginati;
- la fase Action: è l'ultimo atto. Di nuovo riuniti tutti in plenaria, ciascuno degli otto gruppi di giovani esporrà ai colleghi ciò che ha pensato e costruito.

Ne uscirà un report collettivo che sarà inviato a tutti i partecipanti che provvederanno quindi a validarlo nei prossimi giorni. Dopo l'ok, l'amministrazione regionale avrà a disposizione una proposta concreta per pensare la Toscana della cultura nel 2030.

Chi sono i giovani di "SietePresente"

(foto da facebook)

Tessa è una giovane mamma di una figlia diversamente abile e ha portato ai tavoli il suo punto di vista. Tania arriva da Massa. Ha quasi quaranta anni e si occupa di partecipazione. Vorrebbe che l’ascolto dei giovani diventasse la regola: una questione di metodo, prima ancora che di merito. Matteo è un ricercatore di genetica del Sant’Anna di Pisa, milanese. Studia le piante ed è convinto che il futuro debba necessariamente passare da una sintesi tra nuove tecnologie e tradizioni. Anche questo è cultura.

Giovani carichi quelle stamani a San Rossore: con il fuoco dentro, ma anche emozionati. “Finalmente siamo posti al centro dell’attenzione – dicono -. Speriamo che eventi come questi siano sempre meno isolati”. “I giovani non sono il futuro – le fa eco Gianmaria da Prato – Dobbiamo essere il futuro”. Un invito ad assumersi dunque responsabilità: l’esempio di Greta Tumberg riecheggia più volte. “Perché se c’è una speranza di cambiare qualcosa – aggiunge Gianmaria – quella passa da qui e da noi”.

E tra gli ottanta selezionati qualcuno è partito anche da molto lontano. Come Matteo dell’Acqua, ingegnere del Sant’Anna che lavora in Mozambico. Come l’artista Ravindu Diwanka Perera Ranatunga. Come Chantal Balestri, italo svizzera di Massa Carrara, insegnante di musica e concertista nella città della grande mela, una delle più giovani docenti della New York Academy. “C’è un approccio diverso all’estero rispetto all’Italia – stigmatizza - Negli Stati Uniti a chiunque abbia buone idee viene offerta la possibilità di farsi avanti: non importa l’età”. “Mi auguro – dice - che per il futuro della Toscana ci siano più bambini in grado di poter sognare in grande e adulti che possano realizzare le loro aspirazioni”.

Prima dell'inizio dei lavori questa mattina il consigliere per l’innovazione e le politiche giovanili del presidente Giani, Bernard Dika, si è rivolto ai giovani presenti: “Non è mai facile – ha detto – innovare i processi interni. Ma dipende anche da noi”.

Damiano, Rebecca, Tommaso e Ambra: i giovani che si sono raccontati a Mattarella

Un medico, un’infermiera di famiglia, un chimico che si occupa del riciclo della plastica e un’atleta medaglia d’oro alla parolimpiadi di Tokyo 2021. Quattro modelli positivi di cittadinanza attiva. Quattro giovani che oggi si sono raccontati al presidente della Repubblica Mattarella.

Damiano Bracchitta, 34 anni, è un urologo dell’Asl Nord Ovest, che dopo diciotto mesi in Francia è tornato in Italia per mettere a frutto l’esperienza acquisita nella chirurgia robotica,non più oramai il futuro ma il presente della medicina. Lavora a Livorno. “Non scappate all’estero – lancia un appello – Rimanete qui a prendervi cura della vostra terra e di chi l’abita e l’abiterà”.

Rebecca Donato, 26 anni, è uno dei volti che rappresentano quello che dovrà essere la sanità dopo la pandemia: un sanità decentrata, più vicina ai bisogni dei cittadini. L’infermiere di famiglia fa parte di questa rivoluzione: un operatore sanitario che assiste i pazienti a casa, sempre lo stesso, in modo da costruire anche un rapporto e una confidenza più stretta. Un progetto guidato da giovani infermieri: un modo di innovare anche questo, un lascito positivo dell’emergenza sanitaria. “Non è più sufficiente la sola prestazione di cura della malattia, ma la cura della persona con la sua malattia” dice. “Con la pandemia abbiamo sentito forte e chiaro il bisogno di un cambio di metodo” aggiunge. Oggi Rebecca e i colleghi della sua zona si prendono cura già di settecento persone, una media di trenta a testa.

Tommaso Ceccanti, 25 anni, chimico, si occupa a Revet, partecipata a prevalente capitale pubblico, del riciclo della plastica. Oggi fa parte di una squadra che gestisce un impianto complesso e di nuova generazione che alimenta l’economia circolare e che della plastica riciclata fa oggetti d’arredamento e prodotti per il florovivaismo, l’edilizia e l’automotive, ma anche attrezzature per impianti sportivi e perfino gioielli . E’ emozionato, perché Giovanisì è il progetto che, anni fa, gli ha spalancato le porte sul mondo del lavoro. Aveva 24 anni e dopo il tirocinio è stato assunto da Revet. “Voglio che il mio Paese sia un modello di economia circolare nel mondo – sottolinea – perché dobbiamo lasciare un mondo migliore di come l’abbiamo trovato”.

Davanti a Mattarella, seduto in una platea dove giovani e autorità si mischiano, per più di venti file e duecento posti sotto la tensostruttura dell’Arena allestita di fianco alla villa del Gombo, interviene anche Ambra Sabatini, l’atleta paralimpica di Porto Ercole, 19 anni medaglia d’oro sui cento metri alle olimpiadi paraolimpiche in un podio tutto azzurro. Due anni fa Ambra perse la gamba sinistra dopo un incidente in scooter. L’atletica era già la sua passione: quel giorno le cambiò la vita, ma a continuato a credere. Un esempio di determinazione e coraggio. “Io sono un atleta a tutti gli effetti e come tale vorrei essere riconosciuta – rivendica – Il mio obiettivo è far sì che lo sport paralimpico ottenga la giusta visibilità, attenzione ed importanza”. “Per realizzare i propri sogni è fondamentale sapersi rialzare ogni volta che si cade – conclude – Non è semplice, ma nemmeno impossibile”. Un insegnamento che non vale solo per lo sport.

Accoglienza, cucina e ristoro nelle mani di 120 ragazzi dell’alberghiero di Colle Val d'Elsa

Sono 120 ragazzi dai 14 ai 16 anni, sono quelli dell’Istituto professionale per l’enogastronomia e ospitalità alberghiera di Colle Val d’Elsa "Bettino Ricasoli". Sono loro che fanno servizio di accoglienza e cucina alla Villa del Gombo, nel cuore del parco di San Rossore, in occasione dell’evento SietePresente organizzato dala Regione Toscana in occasione dei dieci anni del progetto Giovanisì. Sono loro che ti vengono a prendere e ti accompagnano, quelli che preparano per tutti il cestino da pic nic con le lasagne e le arance. Gli assembramenti sono vietati, quindi niente tavolate, niente ristoranti o coffee break. Ma ci sono loro che non fanno mancare l’accoglienza, che accompagnano gli ospiti verso nelle stanze della Villa. Lì, vicino al loro gazebo, allestito a pochi metri dalla Villa, in mezzo agli alberi secolari del Parco, trovi ristoro: acqua, frutta e caffè. Sono emozionati: c’è Mattarella. E sono orgogliosi di dare una mano. A raccontarci tutto è Simona, una di loro che è indaffarata; sta preparando i sacchetti per la cena di stasera, più leggera: panini, frutta e acqua.

Alla villa del Gombo l’evento annuale Fse-Fser

Nella tensostruttura di fianco alla villa Del Gombo a San Rossore, la Toscana fa il bilancio di sette anni alle spalle di programmazione europea di fondi Fesr e Fse e getta lo sguardo sui prossimi, quello che la porteranno fino al 2027. La Toscana storicamente è tra le Regioni di testa in Italia per l’utilizzo dei fondi europei assegnati: in passato ha speso anche le risorse avanzate ad altri e che sono state rimesse in circolo.

Il Fondo sociale europeo (Fse) tradizionalmente si rivolge alle persone: aiuta a sostenere formazione, occupazione e inclusione. Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) si rivolge maggiormente alle imprese, per sostenerne crescita, innovazione e competitività. Su 746 milioni di Fondo sociale dei passati sette anni, il 47 per cento è stato speso in misure rivolte ai giovani. Più trasversali le azioni del Fondo europeo di sviluppo regionale: ma dei 57,96 milioni di microcredito destinato ad esempio alla creazione di nuove aziende, il 66,4 per cento è stato destinato a imprese giovanili

Sul palco dell’Arena si racconta l’andamento nel dettaglio della gestione dei due fondi. Il Fesr, a fronte di una dotazione iniziale di 779 milioni, ha visto impegni per 839, pagamenti per 515,6 e una spesa pubblica certificata di 456,9 milioni. Il target fissato dall’Unione europea per il 31 dicembre 2021 è 376,7 milioni, dunque già superato. Il Fse, su 746 milioni di euro messi a disposizione all’inizio della programmazione, conta impegni per 689,4 milioni e una spesa di 524,5 milioni. Numeri destinati ulteriormente a crescere. Finora sono stati finanziati 47.238 progetto per oltre 1 milione e 475 mila beneficiari: le donne che ne hanno usufruito sono il 54 per cento. Leggi anche: I fondi Fesr e Fse


Giovani e Mattarella a San Rossore - I commenti

(foto da facebook)

Giani accoglie Mattarella al Gombo: "Benvenuto a casa, presidente"

Ad aspettare il presidente della Repubblica Mattarella alla villa del Gombo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Pisa Michele Conti e il presidente della Provincia di Pisa, Massimiliano Angori.

"Grazie, presidente, di essere qui, San Rossore è casa sua, e da qui possono partire le idee dei giovani. “SietePresente”, l’iniziativa in occasione dei dieci anni del progetto regionale Giovanisì, rappresenta una grande sfida e la possiamo affrontare andando avanti senza lasciare nessuno indietro, rendendo protagoniste le nuove generazioni" ha detto Giani.
"I giovani – ha proseguito - sono il nostro futuro ma devono avere anche un luogo nel presente e questo luogo non poteva che essere la villa del Gombo, un luogo simbolico per tutta la Toscana recentemente ristrutturato". Giani ha anche fatto un passaggio sul Covid e sulle vaccinazioni ringraziando Mattarella per l’incisività con cui il capo dello Stato ha stimolato il percorso vaccinale nella popolazione: "Ho fatto mie le sue parole, presidente, che sono state la mia guida: la vaccinazione come dovere morale e civico. E dopo l'emergenza sanitaria- ha concluso - abbiamo la sfida di ricostruire un clima positivo nel paese e qui i giovani diventano protagonisti. Tocca anche a loro".

Sindaco Conti: "Capitale umano e innovazione, la chiave del nostro futuro"

"Con grande piacere porto il saluto della città di Pisa al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ci onora oggi della sua presenza. Dopo il tormentato 2020 in cui siamo stati costretti a misurarci con la distanza, finalmente possiamo festeggiare un nuovo inizio. Pisa è pronta a ripartire e ad accogliere in piena sicurezza studenti, docenti, ricercatori e giovani da tutto il mondo. In seguito a questa esperienza, abbiamo avuto la conferma che a fare la differenza, nel tempo ordinario e soprattutto nel tempo delle difficoltà, è sempre il capitale umano".

"Viviamo in un’epoca complessa, che richiede l’intelligenza di sapersi adattare rapidamente ai cambiamenti, alle evoluzioni tecnologiche, alle emergenze globali, in campo ambientale, economico, medico, sociale. E servono luoghi dove formare queste intelligenze, ovvero i nostri giovani, i protagonisti dell’oggi e del domani. Risorse strategiche per costruire il futuro. Pisa, la città dell’Università e delle Scuole di Eccellenza, la città di Leonardo Fibonacci, Galileo Galilei e Antonio Pacinotti, la città da cui è partito il primo segnale internet del nostro Paese nel 1986, ha sempre avuto un legame antico e speciale con l’innovazione. Sarà pronta a dare il proprio contributo anche nei prossimi anni".

"Di questo periodo che vogliamo lasciarci alle spalle, una cosa è stata di insegnamento: che al centro di ogni nostro sforzo deve sempre essere l’Uomo e il suo benessere, sia che agiamo in modo individuale o collettivo, come istituzioni o come cittadini. Un insegnamento che il Presidente Sergio Mattarella in questo anno difficile non ha mai cessato di ricordare. E anche per questo lo ringraziamo".

Mazzeo: "Investire sui giovani significa far grande presente e futuro della Toscana"

"Grazie al Presidente Sergio Mattarella per il grande lavoro che sta facendo a servizio del Paese, delle cittadine e dei cittadini. Qui si raccoglie l’eccellenza della nostra Regione, la speranza e le idee migliori. Investire sui giovani significa far grande il presente e il futuro della Toscana". Così il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, al decennale di GiovaniSì in corso a villa del Gombo nella tenuta di San Rossore a Pisa. Nel ringraziare il consigliere per le politiche giovanili Bernard Dika e soprattutto il presidente Eugenio Giani che "ha subito creduto nella capacità delle nuove generazioni", Mazzeo ha rilevato come il decennale "rappresenti il Pegaso che vola verso il futuro. Noi siamo le zampe ben piantate a terra per dare alle ragazze e ai ragazzi toscani forza e occasioni. Nei giovani, nelle loro idee ed intuizioni c’è la Toscana del futuro. Loro sono i protagonisti, la nostra scommessa e la nostra voglia di continuare a costruire quella terra di accoglienza e genialità celebrata da tutti".

Sollecitato da numerose domande di giornalisti e parafrasando i diversi interventi di ricercatori che si sono susseguiti sul palco, il presidente ha parlato di intelligenza artificiale e nuove occasioni: "Oggi è possibile leggere emozioni e sentimenti attraverso la rete. Siamo in grado di ricostruire e riscoprire le radici della nostra cultura per renderle più attuali. Lo abbiamo fatto con l’Avatar ‘Divina’ per le celebrazioni dantesche e grazie al prezioso supporto dell’Università di Pisa. Proprio da qui, da questa città che tiene insieme bellezza, storia, tradizione e futuro. La Toscana 2050 è vicina, e noi vogliamo che sia la capitale dell’innovazione tecnologica e digitale".

Nardini: "Con Mattarella un giorno che sa di futuro e speranza"

"Questo è un giorno che sa di futuro e di speranza, reso ancora più tale dal nostro presidente, un punto di riferimento e un faro per tutte e tutti noi". Così Alessandra Nardini, assessora a Università e ricerca, che questa mattina ha partecipato ai due eventi in programma nel territorio pisano alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nardini si è soffermata sul discorso che il presidente Mattarella ha tenuto durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università di Pisa, il 678° dalla fondazione dell’ateneo. "Per Pisa è stato un onore. Era palpabile una grande emozione nell'avere con noi il capo dello Stato, che con il suo intervento ha trasmesso un forte segnale di fiducia per la ripartenza dell'Università e di grande investimento nel sapere e nella ricerca, la cui importanza è stata resa ancora più evidente dalla pandemia".

"Questo – ha concluso l’assessora - non è un anno qualunque, è l'anno della ripresa dopo i duri mesi dell'emergenza sanitaria, del ritorno di studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori nelle aule, nei laboratori, in città. Sono lieta che negli interventi sia stata sottolineata l'importanza di contrastare la deriva antiscientifica, di adottare misure per ridurre le disuguaglianze di accesso all'Università e garantire il diritto allo studio, di mettere in campo politiche per contrastare il gender gap che ancora oggi esiste, anche negli ambiti di studio e di ricerca, mentre donne e uomini devono avere, ovviamente, gli stessi diritti e le stesse opportunità".


"SietePresente" si conclude: i giovani consegnano le idee sulle politiche culturali future

Le idee sulla lunga maratona partecipativa, organizzata con i giovani dalla Regione Toscana per raccogliere spunti e costruire poi un progetto concreto sulle politiche culturali pubbliche del prossimo futuro, alla setta di sera sono raccolte su un grande nuvola di parole. In primo piano c’è l'"inclusione sociale", perché la cultura è di tutti e aiuta a crescere diventare cittadini partecipi e consapevoli. C’è la “socializzazione digitale”, perché le nuove tecnologie sono sicuramente di aiuto nella diffusione di contenuti ed opportunità. Si parla, tra le altre cose, di “integrazione fisico-digitale”, “nuovo valore da affidare ai vecchi patrimoni”, e poi ancora di “ricerca di esperienze” e “distribuzione capillare delle imprese”.

Per tutto il giorno gli ottanta giovani tra 18 e 40 anni protagonisti a San Rossore si sono confrontati, ciascuno con i propri punti di vista e sensibilità, su come creare attrattività con la cultura, sviluppare competenze ma anche prendersi cura della bellezza, favorire la partecipazione attiva, fare impresa nella e per la cultura. Hanno ragionato di connessioni da costruire e transizione digitale sostenibile, hanno parlato anche di cultura ambientale. Il tutto con un metodo capace di esplorare scenari futuri alternativi analizzando tendenze, fenomeni emergenti ma anche punti di debolezza del presente da superare o elementi oggi al di fuori di qualsiasi radar. Era la prima volta in Italia che una pubblica amministrazione utilizzava una metodologia di questo genere, guidata dall’associazione Forwardto.

Di fatto i giovani hanno aperto una finestra sul futuro ed immaginato la cultura in Toscana nel 2030. Gli spunti emersi saranno adesso oggetto di un’attenta analisi, per capire come e dove riconfigurare strategie e programmi futuri. Il lavoro infatti proseguirà, per disegnare strategie nel presente da applicare al domani. Un report collettivo in evoluzione, per iniziare a costruire nei prossimi giorni una vera politica culturale per i giovani con il sostegno del fondo sociale europeo.



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