Aborto, Libere Tutte: "Nessun passo avanti sull'interruzione con farmaci"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ed al Presidente della Terza Commissione Salute Enrico Sostegni relativa alle richieste migliorative che le associazioni in calce, da mesi, stanno sottoponendo alla Regione Toscana, senza esito, relative al diritto delle donne di abortire.


Gentile Presidente,
Le scriviamo in quanto rappresentanti di associazioni che da tempo si occupano di diritti riproduttivi, sempre più messi in discussione dalla difficile situazione sanitaria legata alla pandemia da SARS CoV-2; in particolare, l’accesso all’aborto volontario è ostacolato dalla mancata applicazione dell'aggiornamento delle Linee di indirizzo sull'interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico, emanate il 12 agosto 2020 dal Ministero della Salute.

Come lei sa, nel documento del Ministero è prevista la possibilità di effettuare l'aborto farmacologico anche presso i consultori familiari, che sono le strutture più idonee a garantire un corretto percorso IVG. E’ proprio il principio istitutivo del consultorio, infatti, con la sua organizzazione territoriale, la sua equipe multidisciplinare, e la modalità di organizzare il lavoro in una integrazione socio-sanitaria, a definirlo come la struttura più idonea e la più adatta ad affrontare la complessità della richiesta di interruzione volontaria di gravidanza, in particolare con la metodica farmacologica.

Sebbene, come lei certamente ricorda, già nella precedente legislatura, siano state approvate mozioni in Consiglio Regionale riguardanti proprio l’avvio di tale procedura, e sebbene le nostre associazioni abbiano più volte avanzato richieste in questo senso, non è stato fatto un solo passo per permettere realmente alle donne toscane di scegliere il regime “at home” con l'assunzione delle prostaglandine a domicilio, regime già adottato nella Regione Lazio.

Ad oggi, le nostre reiterate richieste di potenziamento della rete dei consultori, indispensabile per rendere veramente esigibile il diritto di libera scelta delle donne, garantendone al contempo la salute e la sicurezza risultano ancora senza effettivi riscontri, mentre il diritto di scelta e le libertà individuali rischiano di essere calpestate dall’ingresso nei consultori, come già successo in altre regioni, di associazioni antiabortiste. Ci riferiamo, come lei ben sa, alla delibera n. 1186 del 30.10.2017 che prevedeva l’erogazione di ben 195.000 euro al Forum Toscano delle associazioni per i diritti della Famiglia, e che allo stato attuale risulta soltanto sospesa.

Chiediamo, pertanto, che la Regione Toscana provveda urgentemente alla convocazione di un tavolo tecnico che definisca i nuovi protocolli applicativi, al fine di consentire l’avvio delle procedure "at home” per l'aborto farmacologico.

Libere Tutte - Firenze
Coordinamento Donne CGIL Toscana
Coordinamento 194 Toscana
Laboratorio per la Laicità – Firenze
Associazione Fiesolana 2 b – Biblioteca Femminista
FP CGIL Medici Toscana
Associazione Luca Coscioni
AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto)
Forum per il Diritto alla Salute
Giardino dei Ciliegi - Firenze
Società della Cura – Firenze
Gruppo Femm della Società della Cura
Non Una Di Meno – Firenze
Forum Permanente delle Donne di Certaldo
UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) - Firenze
Circolo ARCI “Fra i lavoratori di Porta al Prato”- Firenze
Coro del Circolo ARCI “Fra i lavoratori di Porta al Prato “Ribelli in cor”
Coordinamento Donne Spi Cgil Firenze Quartiere 1
Circolo ARCI Isolotto "P. Pampaloni"
Pro-choice Rete italiana contraccezione aborto
Casa della donna Casadipinta Pisa



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