Per Elisa Amato e tutte le vittime di femminicidio, intitolata piazza a San Miniato

Strappata alla vita da quello che non era amore. Elena Amato, sorella di Elisa: "Educare bambini e ragazzi, futuri uomini, in modo che un giorno non accada più niente di simile"


(foto gonews.it)

Il cielo è grigio sopra San Miniato, come i ricordi legati a quel maledetto 26 maggio di tre anni fa quando Elisa Amato fu uccisa per mano dell'ex fidanzato, che poi si tolse la vita.

Oggi, nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, San Miniato ha intitolato una piazza per Elisa e per tutte le donne scomparse a causa di mariti, compagni, uomini che non le amavano. Il parcheggio in via Fornace vecchia dove nel 2018 fu trovato il corpo della ragazza, che oggi avrebbe avuto 33 anni, da oggi si chiamerà piazza Vittime di femminicidio.

Sulla panchina rossa, i fiori bagnati dalla pioggia. Sui volti dei presenti, lacrime sotto alle mascherine, in quella che è stata una cerimonia commossa a cui ha preso parte anche la famiglia, tornata sul luogo nonostante il dolore per combattere ancora la cultura della violenza. Dopo la scopertura del cartello, la mattinata è proseguita al Conservatorio Santa Chiara.

Presenti le autorità, forze dell'ordine e centri antiviolenza sanminiatesi e pratesi, paese di origine di Elisa Amato. Le due città, unite, sono tornate oggi a rileggere una pagina dolorosa, che ha segnato profondamente la comunità. Hanno partecipato oltre al sindaco Simone Giglioli e all'assessora per le pari opportunità Elisa Montanelli anche la sorella di Elisa, Elena Amato, insieme ai genitori, l'assessora regionale per le pari opportunità Alessandra Nardini, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, l'assessora alle pari opportunità del Comune di Prato Ilaria Santi, la presidente della Commissione per le pari opportunità di San Miniato Elise Bianchi, la presidente del Cav Frida di San Miniato Elisa Forfori e la presidente del Cav di Prato Francesca Ranaldi. Erano presenti anche il tenente colonnello del comando dei carabinieri di San Miniato Gennaro Riccardi, il luogotenente Giovanni Alfieri, il colonnello del comando dei carabinieri di Prato Francesco Zamponi, la tenente della Guardia di Finanza di San Miniato Rosangela Di Lecce e la classe 3BA dell'indirizzo amministrazione e marketing dell'IT "Cattaneo".

"Sia io che i miei genitori non avevamo più messo piede in questo paese - racconta Elena Amato, sorella di Elisa - mi faceva male anche solo passare dalla Fi-Pi-Li e vedere il cartello. Ma lo stesso paese che mi faceva paura e che scaturiva un ricordo brutto, oggi sta dedicando a mia sorella un bel momento". Da tre anni, la giornata internazionale e l'anniversario della scomparsa, sono due date difficili per la famiglia di Elisa Amato. Ma il 25 novembre, "è una giornata che deve essere celebrata - dice con forza Elena Amato - per ricordare non solo mia sorella ma le tante, troppe vittime di questo brutto male che sono i femminicidi".

Elena Amato (foto gonews.it)

Elisa Amato, strappata alla vita a soli 29 anni, era "una persona piena di vita, di una solarità impressionante" racconta ancora la sorella, che si batte poi il pugno sul petto, sopra alla giacca rossa, vicino al cuore esclamando: "Ci manca tanto, tutti i giorni. È sempre qua con noi". Infine, per Elena Amato testimone insieme a tutta la famiglia di cosa significa veramente femminicidio, cita il bisogno fondamentale di educare, "bambini e ragazzi, che sono i nostri futuri uomini, in modo che un domani si spera, non possa più accadere niente di simile".

San Miniato torna con la memoria e col cuore spezzato a quel giorno. Ha la voce interrotta dall'emozione la vicesindaco Elisa Montanelli, mentre il sindaco Simone Giglioli ricorda il 26 maggio 2018: "La nostra comunità è rimasta molto scossa, poiché il territorio non è abituato fortunatamente a fatti di sangue". La piazza per tutte le vittime di femminicidio, nel posto dove è scomparsa Elisa Amato, sarà da oggi anche "un luogo di educazione e riflessione per le nuove generazioni e per tutti gli uomini" afferma ancora Giglioli. Un momento che "vuole essere anche un gesto di riparazione e conforto alla famiglia, che non era mai stata nel luogo dove è stato ritrovato il corpo senza vita".

Una piaga la violenza contro le donne e i femminicidi che continua ad esistere e che ogni anno, fornisce numeri preoccupanti. Da gennaio a oggi in Italia sono state 109 le donne uccise, di cui 93 in ambito familiare e affettivo e di queste 63 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner (Dati al 21 novembre 2021 'Servizio Analisi Criminale' del Ministero dell'Interno).

"Sono fatti che avvengono costantemente - conclude il sindaco di Prato, Matteo Biffoni - e noi abbiamo il dovere civico, politico morale di continuare a ricordare, fare informazione e cultura alle nuove generazioni, per far sì che il 25 novembre sia tutti i giorni. Il Comune di San Miniato ha fatto una scelta molto significativa, di grande impatto, intitolando alle vittime di femminicidio questo spazio".

Margherita Cecchin



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