Boxe, la cintura italiana Super Welter va all'aretino Fiordigiglio

(foto di Angela Bartoletti)

Una sfida sportiva, ma che è diventato un evento per tanti appassionati e non solo. Al Pala Kobilica di Maliseti è stata una serata davvero incredibile con più di mille spettatori che hanno applaudito i pugili che si sono sfidati sul ring. Prima i dilettanti e poi tre match di professionisti che hanno anticipato la sfida per il titolo italiano superwelter tra Marco Papasidero e Orlando Fiordigiglio.

Dopo due anni è tornato sul ring Alex Ferramosca (Pugilistica Pratese) e con la sua velocità e i colpi sempre puntuali ha superato ai punti con verdetto unanime il bulgaro Trayan Slavev. Poi è salito sul quadrato per i pesi medi Alessandro Ruggiero (I' Mercenario) anche lui dal 2018 che non combatteva per vari motivi e l'atleta della Pugilistica Pratese è riuscito a ritornare subito in gara con un pareggio contro un pugile non facile da incontrare come il lombardo Claudio Bonaparte. Nel terzo incontro Mohammed Obbadi allenato da Bundu vince per ko contro Patrik Bartos della Repubblica Ceca ed ora il pugile fiorentino-marocchino punta sicuramente al mondiale.

Alle 23 il palazzetto inizia a sentire il momento importante e sale il tricolore poi viene chiamato Francesco Di Fiore già vincitore di due titoli italiani insieme al sindaco di Prato Matteo Biffoni e ognuno con la propria musica entrano i due pugili. Prima l'angolo blu con lo sfidante Orlando Fiordigiglio detto Dino e poi Marco Papasidero, The Boogeyman, il detentore del titolo. Il momento più bello è quando tutti si alzano e cantano l'inno di Mameli: la tensione è alle stelle e l'adrenalina al massimo.

Inizia il match, 10 riprese davvero spettacolari, con i due pugili incitati dalle rispettive curve (ben 200 da Arezzo per il pugile aretino mentre i supporter del Prato a incitare il pratese). Fiordigiglio è bravo a colpire Papasidero con il suo gancio sinistro e una combinazione con il diretto. Velocita di gambe, mobilità sul busto, la guardia sempre alta. Papasidero risponde con la sua potenza e agilità nel busto e grandissima velocità nella combinazione dei colpi. Alla fine i giudici danno ragione allo sfidante e a sette anni di distanza dalla vittoria con Domenico Salvemini, il pugile aretino riporta a casa quella cintura che lo aveva lanciato nel mondo della boxe che conta.

"Sono state dieci riprese tiratissime - spiega Fiordigiglio - un ritmo intenso dalla prima all'ultima. Alla fine il verdetto è stato unanime e sono davvero contento perchè ho scelto io di ripartire dal titolo italiano. Bravo anche Marco che ha fatto un match di spinta ma ero troppo concentrato. Ero venuto qui solo per divertirmi. Mi sono divertito e ora vado in ferie per una settimana", Fiordigiglio è tornato sul tetto d'Italia dei super welter dove già era stato e da dove aveva spiccato il volo per la cintura dell'Unione Europea e per le due sfide per il titolo Ebu, perse per un soffio soprattutto la prima nel 2015 contro Cedric Vitu. Trentasette anni, sposato, due figli e un lavoro all'Enel. Delusione nell'angolo della Pugilistica Pratese soprattutto per le decisioni dei giudici "Ci aspettavamo un incontro complicato perchè Fiordigiglio sapevamo che era un pugile tosto - spiega il maestro della Pratese Fausto Talia - ma il match non è stato così scontato come sembra dal verdetto. E' stata una serata davvero bella con tanta gente e adrenalina al massimo nel palazzetto. Peccato per il risultato di Papasidero. Ci riproveremo"

Fonte: Ufficio Stampa



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