Arturo Checchi riscoperto, una mostra di 100 opere alla Fondazione CRSM

(foto gonews.it)

Un artista complesso da definire ma con una portata espressiva importantissima torna sul territorio. La Fondazione CRSM ha inaugurato ieri una mostra dedicata al fucecchiese Arturo Checchi, artista a cavallo tra Ottocento e Novecento che ha attraversato i movimenti artistici dei post Macchiaioli, del Modernismo e delle avanguardie storiche, per approdare in uno stile unico e inconfondibile.

Alla presentazione della mostra sono intervenuti i professori Stefano Renzoni e Marco Fagioli, rispettivamente autore del libro strenna e curatore della mostra, a fianco degli interventi del presidente Eugenio Giani e del vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca.

La fondazione guidata da Antonio Salini Guicciardini ha aquisito 98 dipinti, una scultura e svariati disegni da privati e da istituzioni del territorio, diventandone quella con più opere possedute assieme a Comune di Fucecchio, Museo Civico e Fodnazione Montanelli Bassi.

La mostra, che si accompagna al libro strenna della Fondazione per le feste natalizie, vuole rilanciare la conoscenza del maestro Checchi, che nonostante sia stato esposto alle Biennali di Venezia e in varie occasioni a Firenze, non ha avuto la conoscenza che merita dal grande pubblico e dai suoi concittadini del Valdarno Inferiore. La Fondazione CRSM prosegue nella valorizzazione delle opere dei grandi artisti locali dopo la mostra del 2021 dedicata a Quinto Martini.

Le opere in mostra raccontano il lato duro della toscanità, fatto di persone dedite al lavoro e profondamente sole, già raccontate in letteratura da Tozzi. Nell'ampia gallery a seguire, le opere in mostra dal 5 al 27 novembre a Palazzo Grifoni. La mostra sarà aperta e accessibile gratuitamente dalle alle 12 e dalle 15 alle 19 di venerdì, sabato e domenica.



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