
Da qualche giorno le cronache dei giornali sono inondate da comunicati di Sindaci e Amministratori Regionali – ovviamente tutti in quota PD – che lanciano sonori proclami contro il Governo perché si attivi ad affrontare la situazione di crisi che sta attraversando il comparto della moda e più specificatamente quello della pelle.
L’attenzione di questi Amministratori regionali e comunali in pieno periodo ferragostano sarebbe encomiabile se i medesimi avessero le carte in regola sull’argomento. Costoro – oggi fieri fustigatori del Governo nazionale - cosa hanno fatto per fronteggiare questa situazione di difficoltà che non è di oggi ma è latente da anni? I tavoli regionali di monitoraggio, i corsi formativi settoriali, l’incitamento rivolto al Governo nazionale, sono elementi sufficienti per potersi sentire indenni da responsabilità? Cosa è stato fatto a livello regionale e comunale di sostanziale e positivo per il settore pelle, quali idee e progetti innovativi sono stati messi in campo e quindi finanziati da Regione e comuni per aiutare il comprensorio della pelle? Poco e nulla è stato fatto, e quel poco è risultato certamente insufficiente. Solo per amor di patria ci asteniamo dal ricordare cosa invece è stato fatto di concretamente negativo.
Nel comprensorio del cuoio le occasioni di contatti e lo scambio di informazioni tra il mondo imprenditoriale e gli Amministratori del PD non sono certo mancate in questi anni e la “caduta dal pero” di certi amministratori di fronte a prevedibili difficoltà conferma che il loro interessamento per il Comparto pelle non è andato oltre la consueta passerella elettorale durante le fiere del settore alla quale – ad onor del vero - si è sempre aggiunta una impegnativa partecipazione a cene e aperitivi a base di tartufo e tartine.
Lega - Sezione San Miniato
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