Dieci Vigili del fuoco toscani richiamati dal Ministero dell'Interno per le proteste pro-Palestina

Usb Pisa vigili del fuoco
Fonte: Fb Usb Pisa

Richiamati anche alcuni delegati sindacali dell'Usb. Il sindacato denuncia un attacco alla libertà di espressione e al diritto di sciopero


Il Ministero dell'Interno ha richiamato 10 vigili del fuoco toscani per aver partecipato a manifestazioni e scioperi in sostegno e solidarietà al popolo palestinese. Secondo quanto denunciato dall'Usb di Pisa, il ministero contesta ai pompieri di essersi pronunciati pubblicamente sulle ragioni della protesta, nonostante l'obbligo di non manifestare con l'uniforme, "senza farsi riconoscere in quanto vigili del fuoco che stanno protestando, né tantomeno parlare in pubblico per difendere le ragioni per le quali stanno manifestando". Questo quanto riportato dal sindacato su Facebook.

Tra i destinatari delle contestazioni ci sono anche delegati sindacali dell'Usb, tra cui Claudio Mariotti di Pisa, insieme ad altri nove colleghi e singoli lavoratori. Secondo il sindacato, "l'obiettivo è intimidire un'intera categoria, anche in vista del riordino del settore, la riforma del Corpo dei Vigili del Fuoco con la quale questo governo vuole equiparare i pompieri ad operatori di pubblica sicurezza".

Questa "aggressione", secondo l'Usb, rappresenta "un attacco alla libertà di espressione, al diritto di sciopero e al diritto di organizzazione sindacale, diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione. È un ulteriore segnale dell’indirizzo militarista del governo e della volontà di reprimere il dissenso. Difendere i vigili del fuoco sotto attacco significa difendere la libertà di tutti noi".

In risposta alle contestazioni, e in solidarietà ai vigili del fuoco, per il 28 gennaio è stata convocata a Roma un'assemblea-dibattito presso la sala Aci di via Marsala, "contro la militarizzazione del corpo e per il rilancio della categoria al servizio dei cittadini e del territorio".

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