Beatrice Venezi contro tutti: "Fenice in mano ai sindacati. Sono così raccomandata che lavoro solo all'estero"

"Sono così raccomandata che lavoro praticamente esclusivamente all'estero", ha dichiarato Beatrice Venezi, rispondendo alle domande dei giornalisti. "Di questa vicenda parlerò a tempo debito: ora mi limito a una battuta calcistica che faceva spesso l'allenatore Boskov: la partita è chiusa solo quando l'arbitro fischia".

Impegnata professionalmente dall'altra parte del mondo, Beatrice Venezi rompe il silenzio sulle polemiche che l'hanno investita riguardo alla Fenice di Venezia. Lo fa a margine della conferenza stampa per la Carmen di Bizet che dirigerà al Teatro Verdi di Pisa il 23 e 25 gennaio, alla guida dell'Orchestra da Camera Fiorentina.

Riguardo alla proposta degli orchestrali della Fenice di fare un passo indietro e ai presunti fraintendimenti, Venezi si è mostrata netta: "Quali fraintendimenti? Io non ho ancora messo piede a Venezia".

La direttrice ha spiegato che la tappa pisana rappresenta "un piacevole ritorno in Italia", inserito in un fitto calendario internazionale: due settimane a Trieste con "Ascesa e caduta della città di Mahagonny", poi Montevideo per un'altra Carmen e infine il Teatro Colón di Buenos Aires per l'inaugurazione della stagione con "Cavalleria rusticana" e "Pagliacci".

"Non ho parlato fino a questo momento e sto aspettando il momento giusto, che non è ancora arrivato", ha precisato. "Ci sono tanti elementi di cui parlare che ancora non sono entrati nella narrazione di questa vicenda, che sarà sicuramente da analizzare e sviluppare, però a tempo debito".

Venezi ha però commentato il contesto della polemica: "Le polemiche si commentano da sole. Ciò che avrei potuto commentare è il danno di immagine che il teatro La Fenice ha ricevuto a livello internazionale". La direttrice ha poi aggiunto una riflessione critica: "Quello che è mancato finora nella narrazione è ciò che si dice all'estero, dove ci si chiede perché una fondazione finanziata con fondi pubblici dallo Stato sia sostanzialmente gestita dai sindacati, in un contesto, mi si passi il termine, totalmente anarchico".

Non è mancata una chiosa sulle spille di protesta che potrebbero comparire anche a Pisa: "Le avrei fatte più stilizzate e magari con degli Swarovski per renderle più eleganti".

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