Il Teatro Politeama di Poggibonsi celebra il Giorno della Memoria

Il teatro Politeama di Poggibonsi

Con due date della Stagione e un film per le scuole


Tre appuntamenti a teatro per celebrare il Giorno della Memoria, nei giorni che precedono e seguono il 27 gennaio, riconosciuto a livello internazionale come il momento dedicato alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto.

Il Politeama di Poggibonsi quest’anno offre ben due spettacoli della Stagione Teatrale 2025-26, più un evento cinematografico rivolto alle scuole, per approfondire le tematiche relative alla Seconda Guerra Mondiale, all’ascesa di Hitler e al nazismo, e alla Shoah. Si tratta di tre punti di vista diversi ma che riconducono alla stessa tragedia del Novecento, offrendo ognuno un approfondimento da un’angolatura non usuale.

La mattina del 26 gennaio, lunedì, la Fondazione Elsa mette a disposizione la Sala Maggiore del Teatro Politeama a trecento studentesse e studenti delle classi quarte e quinte dell’istituto tecnico Roncalli, che assisteranno alla proiezione di “Norimberga”, il film di James Vanderbilt, dedicato ai processi celebrati nella città tedesca nei confronti dei responsabili dei crimini nazisti. L’iniziativa, parte anche del programma del Festival della Pedagogia Lef, si deve al Comune di Poggibonsi, in collaborazione con Fondazione Elsa-Teatro Politeama, Anpi Poggibonsi e Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “Vittorio Meoni”.

Un'occasione unica per tutti i giovanissimi presenti per poter riflettere su uno dei periodi storici più terribili del nostro passato recente, aiutati anche dal contributo scientifico del docente Riccardo Bardotti dell’Istituto Storico, che ricostruirà l’inquadramento storico delle vicende narrate nel film, prima di aprire lo spazio al dibattito.

Martedì 27 gennaio, alle ore 21, Cristiana Capotondi è l’interprete del monologo “La Vittoria è la balia dei vinti”, scritto e diretto da Marco Bonini, prodotto da Stefano Francioni.

Il testo racconta un episodio specifico, rievocando i drammatici momenti che vissero Firenze e i fiorentini sotto le bombe del 25 settembre 1943. Ma in realtà apre a numerose riflessioni e approfondimenti su temi diversi tra loro, dalla guerra che è in grado di unire al di là delle differenze di classe, alla maternità, al significato della cura del più debole e tanto altro.

Cristiana Capotondi regge la scena da sola per due ore interpretando con passione, precisione e bravura, tutti i personaggi, sia maschili che femminili, di una storia portatrice di un carattere universale.

Capotondi, apprezzata interprete di ruoli televisivi e cinematografici, è alla sua prima esperienza con il teatro. Un ruolo che sta riscuotendo enorme successo, tanto che la tournée è quest’anno alla sua seconda stagione.

Mercoledì 4 febbraio, alle 21, un altro spettacolo della Stagione Teatrale, porta a Poggibonsi Stefano Massini, apprezzato autore e interprete su diversi tipi di palcoscenico, compreso quello televisivo.

Massini mette in scena il Mein Kampf di Adolf Hitler, il testo giovanile che il futuro dittatore dettò mentre si trovava recluso nel carcere di Landsberg, e che racchiudeva già tutta la sua ideologia malata che fu però in grado di cambiare il corso della Storia.

Un testo nato un secolo fa, nel 1924, quando il giovane Hitler era prigioniero nel carcere di Landsberg, e del quale la Germania ha consentito la diffusione solo dieci anni fa dopo un lungo periodo di divieto, ritenendo che solo la conoscenza potesse evitare il ripetersi della catastrofe. Stefano Massini, unico italiano vincitore di un Tony Award, porta in scena un’indagine lucidissima e spietata sul potere delle parole e le loro conseguenze. Per anni Massini ha lavorato, incrociando la prima stesura del libro-manifesto con i testi e i comizi del Führer, oltre che con gli immensi materiali delle Conversazioni con Hitler a tavola raccolte da Picker, Heim e Bormann. Uno spettacolo duro ma necessario, prodotto da Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana.

Massini, che dello spettacolo è autore, interprete e regista, si chiede perché quelle parole abbiano potuto ipnotizzare le masse, costringendo la Storia a mutare direzione.

“E noi, spettatori di oggi - continua - saremmo stati impermeabili all’ascesa dal basso di questo profeta della rabbia?”

Fonte: Comune di Poggibonsi - Ufficio Stampa

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