
Ci dovrà essere un secondo voto. La riforma introduce anche principi nello Statuto regionale, dal "diritto al perseguimento della felicità" al diritto alla connettività
Dopo un lungo dibattito iniziato nel pomeriggio e proseguito fino a dopo la mezzanotte, il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza, in prima lettura, la proposta di legge statutaria per introdurre la possibilità di nomina del nono assessore della Regione Toscana. Il primo via libera ha visto 23 voti favorevoli (Pd, Avs, Cr, M5S) 12 contrari (FdI, FI) Lega assente: il testo dovrà ora essere approvato in seconda lettura, tra almeno 60 giorni.
La riforma
La proposta di legge interviene sull'articolo 35 dello Statuto della Toscana, che fissa a massimo otto gli assessori regionali (come l'attuale Giunta, rinnovata dopo le elezioni di ottobre e ufficializzata da Giani nel novembre scorso). Come spiegato si tratta di una riforma che adegua la norma toscana a quella nazionale, che prevede che "il numero massimo degli assessori regionali sia pari o inferiore a un quinto del numero dei componenti del Consiglio regionale, con arrotondamento all'unità superiore". Introduce inoltre il principio dell'identità toscana, il "diritto al perseguimento della felicità nell'interesse generale", l'impegno della Regione per la "diffusione omogenea della connettività della massima qualità in tutto il territorio regionale" per sviluppo economico dei territori e attuazione dei diritti di cittadinanza digitale. È stato anche approvato a maggioranza un emendamento del M5S che chiede un confronto sul testo dello Statuto regionale coinvolgendo sistema universitario e diverse componenti della società toscana, per la valutazione dell'eventuale opportunità "di interventi di aggiornamento".
Nono assessore Toscana. Il dibattito
Numerosi gli interventi delle opposizioni. Alessandro Tomasi (FdI) ha affermato che l'aumento del numero degli assessori "non l'ha detto in campagna elettorale" rivolgendosi a Giani, "non era un tema chiaro e trasparente" e che "il nono assessore non serve, perché vediamo una giunta in cui alcuni assessori e la vicepresidente non hanno deleghe pesanti e un presidente che continua a tenerle per sé". Poi, sulle dichiarazioni di Giani in merito al fatto che il nono assessore non sarà nominato subito, ha aggiunto Tomasi: "Ha detto che forse lo faremo nel 2027 contestualmente al voto nazionale, allora il nono assessore serve per governare meglio o diventa una merce di scambio all'interno della maggioranza?". Simone Bezzini, capogruppo Pd, ha spiegato che l'operazione "allinea lo Statuto della Toscana alle norme nazionali" e sulle disapprovazioni alla modifica dello Statuto "vorrei ricordare che l'attuale maggioranza in Parlamento l'estate scorsa ha prodotto una novità nell'ordinamento che consente alle Regioni più piccole di aumentare il numero degli assessori".
Giani: "Previsto dalla legge nazionale. Confermo che non lo farò subito"
La modifica statuaria da otto assessori a nove "non è niente di più che corrispondere a quello che è un quadro di ordinamento che è previsto dalla legge nazionale", ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani. "Confermo che non lo farò subito" ha aggiunto, "è solo un principio statuario in cui volevo marcare il senso di uguaglianza con le altre Regioni".
Sulle altre modifiche Giani ha parlato di "principi fondamentali che integrano quello che è la carta statuaria, ma che sono quantomai attuali": tra questi l'identità toscana "valorizzazione di quello che è il suo profilo e caratteristica di regione che ha una grande cultura", il diritto al perseguimento della felicità "accanto a diritti e doveri ci deve essere uno spirito umanistico, di valorizzazione dell'uomo" di raggiungere "le condizioni che fanno evolvere sempre più in positivo la società", e la connettività "la possibilità che tutti si possano connettere a internet".
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