
A Palazzo Vecchio un momento di confronto tra le sindache e i sindaci della Toscana e le istituzioni regionali
“Credo nella Toscana dei Comuni e credo che ci debba essere questa bella alleanza che abbiamo visto anche stamani, per creare sempre più, attraverso l'utilizzo delle risorse disponibili, una Toscana capace di esaltare quella qualità della vita che serve ai cittadini e serve anche alla nostra regione per essere attrattiva verso l'esterno”.
Lo ha detto il presidente Eugenio Giani intervenuto in Palazzo Vecchio all'iniziativa di Anci “Prospettive Comuni”, un momento di confronto tra le sindache e i sindaci della Toscana e le istituzioni regionali, per condividere visioni, priorità e strategie di sviluppo dei territori, rafforzando la sinergia tra Regione e autonomie locali.
“Siamo chiamati ad affrontare insieme almeno tre sfide fondamentali”, ha detto sempre Giani. “Sicuramente quella dei cambiamenti climatici che inducono una fragilità del territorio e quindi ecco la discussione con i Comuni sul piano di adattamento ai cambiamenti climatici, la legge sui Pacc che come Regione stiamo elaborando. In secondo luogo massima attenzione sui temi dell'abitare, a questo proposito abbiamo proprio ieri approvato in Giunta la rimodulazione dei Fondi Europei che nelle maglie del Fesr ci portano a prevedere un fondo di 58 milioni. Vorrei destinare queste risorse al sostegno di quella fascia di persone che hanno un reddito tale da non rientrare immediatamente nelle graduatorie Erp, ma che sono in grave difficoltà di fronte ai prezzi del mercato. E poi la sfida della sanità territoriale che ho lanciato ai sindaci con i quali è importante fare squadra su questo punto. Occorre infatti dare un'anima, con i servizi anche previsti dai Comuni, alle oltre 70 Case di Comunità che noi inaugureremo alla fine dei procedimenti previsti dal Pnrr”.
Sempre a proposito del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dei tempi stringenti che in alcuni casi mettono a rischio il completamento delle opere, il presidente è tornato a fare appello al Governo: “Applicare procedure e tempi burocratici ordinari per un finanziamento a tempo è ingiusto - ha detto - bisogna consentire di terminare le opere già ben attivate, ma che magari necessitano di due o tre mesi in più per il loro completamento”.
Fonte: Regione Toscana
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