Giani e Boni: "Variante di Rufina irrinunciabile, presentato ricorso"

La Regione Toscana ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale richiedendo l’annullamento del parere tecnico


La Regione Toscana ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale richiedendo l’annullamento del parere tecnico con il quale il Ministero per la Cultura – Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio, ha negato il proprio concerto al Ministero dell’Ambiente riguardo alla ‘Variante di Rufina’ sulla ss67 nel tratto tra le località San Francesco (Comune di Pelago) e Dicomano – Lotti 2A e 2B, andando così in contrasto con il parere positivo espresso dallo stesso Ministero dell’Ambiente in sede di Commissione di VIA statale. La decisione è stata presa dalla Giunta regionale toscana nel corso di una delle recenti sedute, ed è stato dato mandato all’Avvocatura di procedere con tutti gli strumenti necessari.

“La ‘Variante di Rufina’ è un’opera strategica, molto importante per il territorio e valutata positivamente da tutti gli enti locali coinvolti nella Conferenza dei servizi – spiegano il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore alle infrastrutture Filippo Boni – Il Ministero della Cultura nel suo parere tecnico evidenza un’incompatibilità tra l’opera e il Piano paesaggistico regionale, ma il Piano paesaggistico è uno strumento condiviso tra Ministero e Regione e gli uffici regionale, che pur hanno valutato attentamente la questione, non hanno assolutamente evidenziato questa incompatibilità”. “Abbiamo la certezza – aggiungono presidente ed assessore - che questa variante sia necessaria per la sicurezza dell’abitato di Rufina e per migliorare la viabilità dell’area, ed anche la consapevolezza che, se anche questa seconda ipotesi progettuale approvata da tutti i rappresentanti del territorio non venisse accettata, questo significherebbe rinunciare all’opera. E non possiamo accettare che succeda”

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