
Un museo, una grande casa della fotografia e un sistema integrato di archivi e ricerca tra Firenze e Montecatini. La Regione Toscana accelera sul futuro del patrimonio Alinari, uno dei più importanti archivi fotografici al mondo, tracciando una nuova fase di sviluppo dopo il salvataggio pubblico.
Il punto è stato fatto questa mattina a Firenze dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani insieme all’assessora alla cultura Cristina Manetti, all’assessore del Comune di Firenze Giovanni Bettarini, al presidente della Fondazione Alinari per la Fotografia Giorgio Van Straten e alla vice presidente di Fondazione CR Firenze Maria Oliva Scaramuzzi
Il futuro assetto sarà articolato su due sedi complementari. A Firenze nascerà il Museo Alinari nel complesso di Santa Maria Novella, negli spazi dell’ex Scuola Marescialli: circa 1.800 metri quadrati dedicati all’esposizione, alla biblioteca, agli spazi di ricerca e alle attività educative.
A Montecatini, invece, nell’edificio delle Terme Excelsior rilevato dalla Regione insieme ad altri immobili con un investimento di circa 16 milioni prenderà forma la “Casa della fotografia”: un grande polo dedicato alla conservazione, ai depositi, alla digitalizzazione e alla formazione, destinato a diventare un riferimento nazionale e internazionale.
“Siamo di fronte ad una svolta – ha detto il presidente Giani- dalla conservazione si passa a una fase più attiva, quella di fare di questo straordinario patrimonio un volano culturale capace di parlare al mondo. Con un investimento di oltre 12 milioni di euro la Regione ha evitato la frammentazione dell’archivio Alinari. Ora entriamo in una nuova fase: non solo conservazione, ma produzione culturale, ricerca e valorizzazione internazionale”. Il presidente ha sottolineato la chiarezza della strategia: “Firenze sarà il cuore espositivo e identitario, legato alla storia della fotografia Alinari. Montecatini diventerà invece la casa della fotografia in Toscana, con depositi, mostre permanenti e attività di respiro nazionale e internazionale”.
Per l’assessora Cristina Manetti il progetto rappresenta un passaggio chiave per le politiche culturali regionali. “Questi primi anni dimostrano che la Toscana sa coniugare tutela, ricerca e innovazione. La fotografia, linguaggio universale, torna al centro della nostra visione culturale”. Manetti ha evidenziato anche il valore territoriale dell’intervento: “Firenze e Montecatini non sono due sedi separate ma parti di un unico sistema. Se a Firenze si svilupperà la dimensione museale, Montecatini potrà costruire una nuova identità proprio attorno alla fotografia, diventando un polo di ricerca, formazione e innovazione, anche sul fronte del digitale”.“La Fondazione Alinari – ha aggiunto- sarà il motore di un vero sistema regionale della fotografia, capace di coordinare archivi, promuovere progetti e attivare nuove iniziative culturali”.
Il progetto architettonico del museo fiorentino sarà completato entro il 2026, con l’obiettivo di aprire al pubblico nel 2029. L’intervento è finanziato dalla Regione Toscana, con il supporto della Fondazione CR Firenze per la parte museologica e bibliotecaria.
Parallelamente, la sede di Montecatini ospiterà circa due terzi degli archivi, inclusi i materiali più delicati come i negativi, in ambienti a controllo microclimatico, oltre a laboratori di restauro e digitalizzazione e attività di alta formazione.
Intanto prosegue il lavoro di valorizzazione: tra i risultati più rilevanti, la digitalizzazione di circa 80.000 lastre fotografiche – tra cui i celebri “Giganti di Vetro” – nell’ambito del più ampio progetto realizzato in Italia con fondi PNRR.
La Fondazione ha inoltre avviato il censimento degli archivi fotografici toscani e la costruzione della Rete regionale della fotografia, rafforzando il proprio ruolo di coordinamento. Il programma espositivo guarda già oltre i confini regionali, con mostre e collaborazioni in Italia e all’estero, tra Parigi e Londra, confermando la vocazione internazionale del patrimonio Alinari.
Dalla messa in sicurezza alla progettazione strategica, il percorso compiuto segna un cambio di passo: il patrimonio Alinari diventa infrastruttura culturale diffusa, capace di generare ricerca, formazione e sviluppo.
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