
Lunedì 30 marzo durante la seduta del consiglio comunale di Empoli è stato votato il nuovo Regolamento sul commercio. L'atto è stato approvato da tutta la maggioranza. Prevede, tra le altre cose, una stretta su minimercati e degli obblighi di decoro anche per i fondi sfitti.
La politica empolese si è espressa a riguardo, tra commenti positivi e qualche critica. Ecco come hanno reagito i diversi partiti tra maggioranza e opposizione.
PD e QèE: "Passo importante per il centro storico"
"Un passo importante a protezione del nostro centro storico - commenta Raffaele Donati, consigliere del partito democratico-. Il decoro del centro lo si fa anche dalle attività commerciali che lo abitano e lo rendono vivo; affrontiamo il tema della sicurezza con maturità e attenzione, plaudendo alla stesura del regolamento insieme alle associazioni di categoria e ai negozianti e alla possibilità che sia rinnovato in base ai risultati che otterrà. Il tema della sicurezza urbana deve essere affrontato a 360 gradi sì con una presenza maggiore delle forze dell'ordine, ma allo stesso tempo portando avanti interventi di rigenerazione urbana, di inclusione e presidio sociale, come ad esempio fa il progetto Hugo. Il Centro storico ha necessità di essere tutelato e questo Regolamento risponde sulla parte del commercio a questa necessità".
Interviene anche Giulia Terreni, capogruppo di Questa è Empoli: "Il regolamento rappresenta uno strumento importante non solo per l’organizzazione delle attività economiche, ma anche per la qualità complessiva dello spazio urbano. In particolare, introduce elementi concreti legati al decoro – come la cura delle vetrine, delle insegne e la gestione dei fondi sfitti – che contribuiscono a migliorare la percezione e la vivibilità del centro storico. Allo stesso tempo, si inserisce in un percorso più ampio, basato su uno studio delle diverse aree del territorio, che consente di intervenire in modo mirato e coerente con le caratteristiche dei luoghi. Si tratta quindi di un regolamento equilibrato, che tiene insieme sviluppo economico, qualità urbana e attenzione ai residenti".
FdI si astiene: "Il regolamento arriva tardi"
Sul nuovo Regolamento per l’esercizio delle attività economiche nelle aree di valore e pregio del centro storico, Fratelli d’Italia Empoli esprime una valutazione chiara: meglio tardi che mai, ma non si può far passare per svolta tempestiva ciò che arriva dopo anni di inerzia, dopo la proliferazione di attività incompatibili con l’identità del centro e dopo un lungo susseguirsi di ordinanze emergenziali. Lo stesso Comune ammette che il regolamento recepisce alcune misure già introdotte con ordinanze e aggiunge nuovi divieti per categorie ritenute incompatibili, come money transfer, centri scommesse, negozi di articoli per adulti e commercio esclusivo tramite apparecchi automatici; introduce inoltre obblighi di decoro, regole per i fondi sfitti, requisiti più stringenti per i nuovi minimercati e sanzioni fino alla chiusura dell’esercizio.
Il punto politico, però, è un altro. Nelle dichiarazioni ufficiali dell’assessora alla sicurezza Torrini si legge che nel regolamento sono stati inseriti i contenuti delle ultime ordinanze “come ci ha richiesto giustamente la Prefettura”. È un passaggio che pesa. Perché significa che il Comune non sta presentando una scelta nata da una visione autonoma e lungimirante sul centro storico, ma un approdo arrivato anche sulla spinta di una sollecitazione esterna, mentre la città da tempo viveva criticità evidenti nelle aree della stazione e del centro.
Basta confrontare le date per capire il ritardo. Il 5 febbraio 2024 la stessa amministrazione Barnini definiva quelle ordinanze una misura mai assunta prima in città e collegava l’intervento anche alle esigenze emerse nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica svolto in Prefettura il 15 dicembre precedente. Già allora, quindi, era chiaro che il problema esisteva ed era serio. Eppure, il passaggio da una gestione emergenziale a una disciplina regolamentare stabile è arrivato soltanto con l’approvazione del 30 marzo 2026.
A rendere ancora più evidente questo ritardo politico e amministrativo è anche un dato che emerge dalle stesse dichiarazioni dell’assessora Torrini nel tempo. Il 30 gennaio 2025, parlando delle ordinanze restrittive sulla vendita di alcolici, spiegava che “è stata la Polizia a chiederci di prevedere una misura più restrittiva”. Oggi, nel presentare il regolamento approvato il 31 marzo 2026, afferma invece che il contenuto delle ultime ordinanze viene inserito nel regolamento “come ci ha richiesto giustamente la Prefettura”. Letti insieme, questi passaggi restituiscono l’immagine di un’amministrazione che non governa in anticipo i fenomeni, ma li rincorre dopo input esterni, quando il disagio urbano è ormai consolidato. E sul piano politico questo conferma un’evidente inadeguatezza rispetto alla delicatezza della delega ricoperta.
C’è poi un ulteriore elemento di doglianza che ha inciso sul giudizio politico complessivo di Fratelli d’Italia Empoli. Il Comune aveva annunciato, già nei mesi scorsi, un approfondito studio sulle dinamiche commerciali del centro, finalizzato a elaborare strategie future e a predisporre questo regolamento. Eppure, nonostante quanto richiesto in commissione dalle opposizioni, i risultati di quello studio non sono stati messi a disposizione dei consiglieri prima del voto. È un fatto politicamente grave, perché limita le prerogative dell’opposizione nella sua funzione di valutazione e di controllo delle misure messe in campo dalla stessa amministrazione.
In questi mesi e in questi anni Fratelli d’Italia Empoli ha denunciato proprio questo: un centro che perde identità, negozi storici che chiudono, fondi sfitti, attività di bassa qualità che prendono il posto di presìdi commerciali veri, amministratori troppo spesso assenti dai luoghi del disagio e una crisi del commercio cittadino che non può essere liquidata con slogan o operazioni di facciata. E tutto questo è ancora più grave se si considera che già nella stagione normativa del Governo Meloni, con la legge 30 dicembre 2023, n. 214, divenuta il nuovo quadro di riferimento dal 2024, è stato chiarito che Regioni, Città metropolitane e Comuni possono introdurre limitazioni all’insediamento di determinate attività commerciali per ragioni di sicurezza, decoro urbano e tutela delle caratteristiche commerciali specifiche dei centri storici o di delimitate aree commerciali. In altre parole, gli strumenti per intervenire c’erano già e l’amministrazione empolese avrebbe potuto utilizzarli prima e meglio, invece di arrivare oggi a inseguire fenomeni che si sono consolidati sotto gli occhi di tutti.
Per questo il giudizio di Fratelli d’Italia Empoli è netto: il regolamento contiene misure che in parte vanno nella direzione giusta, ma arriva quando il danno è già stato in larga parte prodotto. Non basta vietare per il futuro alcune tipologie se nel frattempo, per anni, si è consentito che intere porzioni del centro e della zona stazione perdessero equilibrio commerciale, qualità urbana e percezione di sicurezza. Non basta recepire in via regolamentare ciò che si è gestito a lungo con ordinanze tampone. Non basta rivendicare oggi il decoro, quando lo si è difeso tardi e solo dopo che il problema era diventato troppo evidente per essere negato.
Per tutte queste ragioni, il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Empoli si è astenuto dall’esprimere un voto favorevole sul regolamento approvato dal Consiglio comunale il 30 marzo 2026. Un’astensione che non nasce da una contrarietà pregiudiziale rispetto ad alcune misure contenute nel testo, ma dalla consapevolezza che questo provvedimento arriva in ritardo, dopo anni di sottovalutazioni, dopo il proliferare di attività incompatibili con il valore e la funzione del centro storico, dopo una lunga gestione affidata più a ordinanze emergenziali che a una vera programmazione politica e dopo il mancato pieno coinvolgimento delle opposizioni su elementi conoscitivi importanti, come lo studio richiamato in premessa al regolamento.
Ora, naturalmente, si attende la prova decisiva: quella della pratica attuazione. Perché i regolamenti, da soli, non cambiano il volto di una città se non sono accompagnati da controlli seri, applicazione rigorosa, verifiche costanti e dalla volontà politica di far rispettare davvero le regole appena approvate, strada per strada, fondo per fondo, attività per attività.
C’è poi un ultimo punto politico che il centrosinistra empolese, cioè la maggioranza che sostiene il sindaco, dovrebbe finalmente affrontare con un minimo di coerenza. Se oggi approva un regolamento che limita insediamenti commerciali incompatibili, disciplina orari, vieta vendite di alcolici in determinate fasce orarie e introduce obblighi stringenti per ragioni di decoro e sicurezza urbana, allora dovrebbe smetterla di accusare il Governo Meloni di varare provvedimenti che limitano la libertà dei cittadini, dato cha a quei provvedimenti deve fare riferimento per governare decoro e sicurezza in città. Perché la verità è semplice: quando degrado, insicurezza e perdita di qualità urbana avanzano, la buona politica non rinuncia alle regole; le usa, con equilibrio e responsabilità, per tutelare i cittadini perbene, i residenti, i commercianti onesti e l’identità stessa della città. Le restrizioni, quando sono motivate da sicurezza, decoro e interesse pubblico, non sono una negazione della libertà: sono una condizione necessaria per renderla concreta, ordinata e vivibile nello spazio urbano.
Masi (BE): "Necessità di azioni multisettoriali"
"Un atto che ha richiesto molto tempo è stato il regolamento proposto dalla Giunta: un provvedimento che intende disciplinare le future aperture, gli orari e le tipologie di merce venduta nelle attività del centro storico, in particolare nelle aree della stazione e di Porta Pisana. Si tratta di zone che negli ultimi tempi hanno vissuto situazioni difficili e spiacevoli.
Il regolamento dichiara apertamente l’obiettivo di contrastare fenomeni di degrado e disagio, spesso legati all’uso e all’abuso di sostanze. Tuttavia, la logica su cui si basa è quella del divieto e della limitazione. Una logica che, se non è preceduta, accompagnata e superata da interventi sociali — che affrontino le cause profonde dei problemi, come dipendenze, povertà, mancata integrazione e illegalità — rischia di essere inefficace e di spostare semplicemente il problema in altre zone della città.
Non voglio negare il problema né tantomeno affermare che un regolamento come questo, anche se non del tutto condivisibile, non possa avere effetti positivi, ma ribadire la necessità di azioni multisettoriali."
Poggianti (Centrodestra per Empoli): "Astenuti. Intervento tardivo"
"Come gruppo consiliare ci siamo astenuti sul regolamento del commercio, apprezzando da una parte la volontà di intervento, sebbene tardivo, sulla realtà del centro storico e apprezzando il lavoro fatto dalla società Simur che ha diviso in zone le varie parti del centro storico e della città. Tardivo, ma soprattutto incapace di rispondere di fatto alle esigenze di un centro storico di fatto abbandonato, perché il vero intervento per il rilancio del centro storico deve essere in un effettivo controllo delle residenze, le residenze che non sono più qualificate non vi è un controllo di chi vi abita realmente, anche tramite un incrocio dei dati con Alia, quindi con i conferimenti dei rifiuti per portare alla luce tutto l'abusivismo residenziale presente e che dà atto a sacche di illegalità.
E poi il problema vero del centro storico che è direttamente connesso alla questione dei parcheggi. Se non si aumentano parcheggi, non si mette allo studio anche un parcheggio sotterraneo a due piani in piazza Gramsci o un'ulteriore soluzione, i fondi commerciali avranno questa difficoltà del numero di avventori ma anche del caro affitti. Quindi il fatto di avere delle belle insegne, delle belle vetrine, mantenere la manutenzione delle stesse per le attività future è sicuramente un buon segnale. Ma è di fatto un corollario rispetto a provvedimenti draconiani che ancora non sono stati assunti per il centro storico.
Sicuramente questo nuovo regolamento si pone in continuità con il regolamento a tutela delle botteghe storiche che il nostro gruppo consiliare ha promosso e fece approvare nell'ultimo mandato amministrativo Barnini però non dubitiamo che possa avere una grande efficacia.
Perplessità, confermo, confermata anche dal fatto che non vi è, nella nell'aspetto della sua esecuzione, un potenziamento anche dell'organico della municipale per far sì che possa essere rispettato, quindi il timore che rimanga carta straccia".
Ghezzi (Empoli del Fare): "Da noi l'unico voto contrario"
"Sono orgogliosa, come Capogruppo di “Empoli del Fare” nonché Segretaria di Forza Italia Empoli, del voto contrario dato; l'unico voto contrario.
Questo regolamento è tardivo e incompleto. Sarebbe stato apprezzato un passaggio preliminare in Commissione per raccogliere le proposte dei gruppi consiliari. Oltre alle Aassociazioni di categoria avrebbero dovuto interpellare anche i residenti e sono certa che se anziché commissionare lo studio ad una società di Livorno avessero coinvolto qualche “empolese doc ben pensante” ne sarebbe sortito un lavoro migliore. Questa e la precedente Amministrazione avevano tutti gli appoggi legislativi per intervenire tempestivamente. Si sono mossi con 10 anni di ritardo ed il risultato è che determinate zone della nostra città hanno seri problemi di degrado e insicurezza.
Sul tema sicurezza a nostro avviso è necessaria un’anagrafica dettagliata del Centro: lo stato degli edifici; se le attività economiche sono attive o no; quanta è la popolazione, quante persone sono regolari eccetera.
Di principio siamo anche contro i divieti e le restrizioni come gli articoli 9 e 10 del Titolo IV che creano dei ghetti; bisogna avere un piano strategico ed intervenire in itinere. Questa Amministrazione dimostra ancora una volta di avere le idee molto confuse su come gestire la città".
Maccari (M5S): "Restano due criticità"
"È evidente che la situazione nel centro storico è in piena crisi e decadimento, quindi azioni anche importanti sono necessarie per ristabilire dignità e benessere sia per chi lo vive come cittadino e altrettanto per chi vi lavora come commerciante. Il centro storico è ed è sempre stato il fulcro del commercio non solo per Empoli ma per tutto il circondario Empolese Valdelsa ed è di importanza vitale per la città.
È apprezzabile lo studio che è stato fatto per zone del centro storico, come dissi in Consiglio, mi auguro che venga ulteriormente approfondito e arricchito di dettagli.
Premesso che gli strumenti in mano ad i Comuni sono molto limitati per interventi di questo tipo e la risoluzione completa ed efficace è molto complessa, il nuovo regolamento apporta degli obblighi per specifiche attività commerciali nelle zone più rischiose e degradate del centro che condivido in buona parte.
Tuttavia restano due criticità: il rischio con questi interventi colpiscano anche attività sane presenti in quelle aree e, soprattutto, che il problema non venga risolto ma solamente deviato altrove.
Ritengo quindi che, parallelamente al regolamento, debba essere ulteriormente potenziato il reparto di controllo e vigilanza che potrà far rispettare tali regole e che l’Unione dei Comuni ha contribuito ad assottigliare".
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