"Sulla collocazione delle panchine in Piazza del Popolo ci sarebbe da sorridere, se non fosse che dietro l’ennesima scelta discutibile dell’amministrazione guidata dal sindaco Giglioli si intravede un problema ben più serio: un modo di governare confuso, autoreferenziale, inadatto ed incapace di rispettare persino i progetti che essa stessa approva.
Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezze ricostruendo i fatti, perché la memoria – a differenza di chi governa – a noi non difetta.
Esiste un progetto di riqualificazione di Piazza del Popolo, finanziato con fondi PNRR, oggi alla quasi completa realizzazione dopo i cronici ritardi ormai diventati una cifra distintiva di questa amministrazione. Esistono, inoltre, due autorizzazioni della Soprintendenza: una per la ripavimentazione della piazza e di via Conti, l’altra relativa agli arredi urbani e i corpi illuminanti. Un progetto essenziale e soprattutto rispettoso dell’architettura rinascimentale della piazza e della ridefinizione armonica ed equilibrata degli spazi.
E qui arriva il punto. L’amministrazione Giglioli e l’assessore Greco decidono invece di stralciare dall’appalto proprio quegli arredi e quei corpi illuminanti già finanziati e autorizzati. Non per migliorare il progetto, non per elevarne la qualità, ma per sostituirli con una scelta estemporanea ed alquanto discutibile: una proliferazione di fioriere in corten, finanziate con risorse comunali per circa 100.000 euro, collocate senza una visione, senza un disegno complessivo, senza un criterio riconoscibile.
Non è questione di gusto, come qualcuno proverà a dire per liquidare la vicenda. Qui il problema è politico oltrechè amministrativo: si cancella un progetto pubblico approvato e finanziato, per sostituirlo con interventi improvvisati, utili forse a delimitare spazi carrabili, ma incapaci di restituire dignità e coerenza al luogo simbolo del centro storico.
Viene allora spontanea una domanda, che non è polemica ma di buon senso: l’amministrazione Giglioli ha piena consapevolezza del ruolo che ricopre? Perché Piazza del Popolo non è un cortile privato, né uno spazio su cui esercitare sperimentazioni senza responsabilità. È il cuore della città, un bene collettivo che meriterebbe rispetto, competenza e visione.
Noi non ci accodiamo alle indignazioni di maniera, né partecipiamo al teatrino delle polemiche fini a se stesse. Ma proprio per questo riteniamo necessario chiedere conto, con fermezza: perché non è stato portato a termine il progetto originario autorizzato e finanziato con fondi PNRR? Chi ha deciso questo cambio di rotta? Con quali motivazioni?
Domande semplici, che in un’amministrazione normale troverebbero risposte altrettanto semplici.
Temiamo invece che anche questa volta prevarrà quel silenzio altezzoso a cui questa giunta ci ha ormai abituati: un modo di governare che confonde l’autonomia con l’arbitrio e l’autorità con la mancanza di trasparenza.
I cittadini meritano di più. E noi continueremo a pretenderlo".
Fonte: Riformisti per San Miniato
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