Keu, Lambertucci contro il PD: "Atteggiamento omertoso fin dall'inizio del caso"

Alessandro Lambertucci

Ho atteso l’esito del Consiglio Comunale di ieri 13.04.2026 perché non volevo sovrappormi o disturbare la risposta di coloro che sono stati direttamente chiamati in causa da un’interpellanza e da un’interrogazione consiliare promossa dai politicucci locali di certa sinistra riguardo al silenzio, da loro definito “assordante”, che sarebbe seguito all’adozione della sentenza di assoluzione della ex sindaca di Santa Croce nell’inchiesta Keu. Il nocciolo della recriminazione di lesa maestà starebbe per il Partito Democratico tutto nell’aver tenuto anni fa, all’indomani dell’enorme tsunami provocato dal sorgere dell’inchiesta Keu, una manifestazione in piazza del Popolo organizzata dalla Lega e svoltosi al grido di “non siamo tutti mafiosi” per ribadire il concetto che il nostro territorio non doveva essere terra di conquista di nessuna attività criminale. Durante il Consiglio Comunale di ieri poi sono stato addirittura chiamato in causa dal consigliere di opposizione Golfarini il quale ha sostenuto falsamente che il PD e gli indagati sarebbero stati accusati di colpevolezza senza mezzi termini dal sottoscritto e dall’allora consigliera Fanella per aver scritto che “le verità processuali saranno accertate ma il tenore delle intercettazioni pubblicate in questi giorni su tutti i quotidiani hanno destato uno sconquasso che non può rimanere politicamente senza conseguenze … ciò che più preoccupa è il silenzio” e ancora che “Santa Croce era stata tradita e vilipesa” oppure che avremmo associato l’immagine del nostro territorio produttivo, della nostra eccellenza conciaria e della nostra comunità a dinamiche criminali che non avevano niente a che fare con l’istituzione comunale e, quindi, ritengo di essere più che legittimato ad esprimermi su questa iniziativa bislacca e miserrima portata avanti da chi all’epoca si sottrasse all’obbligo morale di fare un po’ di chiarezza quando era un paese intero ed il suo tessuto produttivo a chiederglielo e decise, invece, di chiudersi in un mutismo imbarazzante. Mutismo che è stato confermato anche ieri sera prima dalla consigliera Ugolini, che ha parlato di linea coerente del Partito Democratico “perché sono stati zitti all’inizio, in fase preliminare …e lo sono stati anche alla fine”, e poi dalla Consigliera Ivetta Parentini la quale, incalzata dalla maggioranza, ha candidamente ammesso che il PD, in quelle prime fasi, ha mantenuto all’esterno “un clima di omertà perché non si sapeva bene o male come affrontare la situazione”. Dopo le parole che ho sentito profferire ieri sera rivendico, oggi più che mai, con forza la scelta di salire su quel palco allestito in piazza del Popolo perché, con la maggioranza suonata e inebetita dalla tranvata rappresentata dalla notizia dell’inchiesta Keu e del coinvolgimento di suoi eminenti esponenti locali e regionali, c’era da salvare con determinazione e senza perdere un minuto in più la credibilità di un intero comparto produttivo e l’onorabilità di un intero paese e chi se non la forza politica che non era stata minimamente toccata dall’inchiesta avrebbe potuto far questo con assoluta credibilità? Nonostante il PD oggi bolli di fatto come spregevole questa iniziativa è stato, quindi, eticamente e politicamente corretto che di fronte al nascondersi del PD, questa difesa d’ufficio di Santa Croce fosse raccolta e portata avanti da chi aveva tutte le carte in regola e la credibilità sufficiente per farlo. Nel momento peggiore per Santa Croce sarebbe bastato che coloro che erano stati raggiunti dall’inchiesta dichiarassero apertamente la loro completa innocenza ed estraneità ai fatti loro contestati e si dichiarassero fiduciosi nell’operato della magistratura invece di richiudersi nel mutismo, scappare per i meandri dei palazzi delle istituzioni rincorsi da certi giornalisti d’inchiesta e sbattuti in prima serata. Comportamenti che non hanno fatto altri che alimentare sospetti e sfiducia nella classe politica locale e hanno contribuito a moltiplicare il discredito mediatico per il nostro paese e la sua gente. Tutte cose che avevamo detto pure alla ex sindaca nel corso di un consiglio comunale di cinque anni fa: “Sig. Sindaco, voglio rassicuraLa, noi siamo garantisti per natura e, quindi, abbiamo ben impresso nel DNA la speranza che Lei possa chiarire nelle sedi competenti la Sua posizione; perché, ricordo a tutti che, l'essere indagato, è prima di tutto una garanzia per chi si trova ad essere sottoposto al vaglio degli inquirenti, in questo caso alla Direzione Investigativa Antimafia di Firenze. Lei sa che umanamente non possiamo che augurarLe che tutto per Lei si risolva e, se Lei ha l'onestà intellettuale di ammetterlo, sa benissimo che glielo abbiamo anche detto di persona a margine dei lavori della commissione bilancio….Vi sono però delle responsabilità e dei doveri politici a cui adempiere. Uno di questi è, non far finta di niente e aspettare che l'onda devastatrice di questa vicenda lenisca da sola i suoi effetti, ma dare trasparenza ai cittadini e informarli di cosa sta succedendo intorno a loro. Si, perché qui sono in ballo sia l'onorabilità dei cittadini santacrocesi, sia la credibilità di un comparto economico importantissimo, sia la salute pubblica. Non si può pensare di comunicare coi cittadini solo quando fa comodo o si intende dare notizie positive per l'amministrazione per tacere, invece, quelle negative che hanno un’incidenza e una ripercussione così pesante sul buon nome di un'intera comunità. Non si tenti di giocare a nascondino con il rispetto dei cittadini già, peraltro, molto indignati per tutto il clamore che, come uno tsunami, si è abbattuto sulla loro Santa Croce. Vede Sig.Sindaco, lei non risponde ed è una Sua facoltà quale indagata farlo ma questo, allo stesso tempo, certifica, se mai ve ne fosse bisogno, che ad oggi Lei si trascina dietro un pericoloso conflitto d'interessi che la pone e la porrà, nei prossimi tre anni, a dover scegliere per la difesa della Sua posizione personale a scapito dell'esclusivo interesse generale che Lei, all'inizio di questa consiliatura, aveva promesso di voler sempre perseguire giurando sulla Costituzione Italiana. Si tenga pure i Suoi silenzi comunicativi ma poi non si lamenti se il clima cittadino è a dir poco esasperato visto che il buon nome di Santa Croce è caduto così in basso". L’operazione che oggi tenta di fare il PD santacrocese è chiarissima ed è tutta strettamente legata al tentativo, dopo la riabilitazione giudiziaria, di voler reintegrare politicamente la figura della ex sindaca Deidda, non a caso presente di persona ieri sera tra gli spettatori del consiglio comunale per gustarsi la disputa politica. Il tentativo mosso ieri sera però è stato mal posto ed è mal riuscito perché se da un lato la sinistra ha taciuto per convenienza di comodo sul fatto che anche le forze che sedavano nei banchi della minoranza di allora auspicavano che gli interessati potessero fare chiarezza sulla loro posizione e dimostrare la loro piena innocenza dall’altra si illude che in seguito agli esiti della recente sentenza di assoluzione il giudizio politico espresso all’ora sull’operato della ex sindaca dalle forze di centrodestra debba venir necessariamente cambiato da chi allora chiese un passo indietro dell’interessata solo per allontanare possibili ombre e sospetti sul paese mentre questa era intenta ad approntare le sue difese. Il clima di omertà che fu poi adottato non aiutò l’opinione pubblica ed i media nazionali e locali con una tradizione storicamente vicina al partito democratico a placare il loro interesse sulla vicenda tanto che questo fu interpretato come irricevibile arroganza politica che determinò un vero e proprio assedio mediatico. Il tutto però fu unicamente frutto del solo atteggiamento politico della maggioranza di allora e non certo delle forze di opposizione che, al contrario, sono sempre rimaste ipergarantiste sulla vicenda pur mettendo in campo iniziative politiche pensate e realizzate per pretendere chiarezza, tutelare il buon nome di una cittadinanza e difendere il comparto sano ed onesto di fronte a un quadro di inchiesta che gettava ombre pesantissime sull’intera area. Non è certo cercando oggi di ergersi a censore morale dell’operato del centrodestra di allora e di oggi che la sinistra santacrocese può pensare di riscattare uno dei più brutti periodi della sua storia locale nel quale ha scelto di fatto il silenzio e la latitanza politica su una vicenda dirompente come quella del Keu anche perché i piani giudiziari ed etico-politici, come erano divisi allora, continuano ad esserlo tutt’ora. Le mire politiche di ritornare in auge da leader della ex sindaca, mai del tutto sopite anche caratterialmente, si sono già fatte sentire al consiglio di ieri sera dove i comunicati della minoranza, a differenza degli interventi a braccio, sono apparsi subito diretti da una nuova regia e, ne sono certo, non mancheranno certo di farsi sentire sulla scena politica nei prossimi anni, anche perché l’attuale segretaria del PD santacrocese, esponente della cordata che fino all’altro ieri risultava maggioritaria all’interno del partito, mostra oggi chiari segnali di genuflessa subalternità e di una resa incondizionata all’avversata ex prima cittadina; tuttavia la strada per l’ex prima cittadina è lunga ed impervia anche perché i cittadini di questo paese hanno ormai toccato con mano i vari cambiamenti sostanziali e un approccio meno conflittuale e più attento alla gestione della cosa pubblica e difficilmente preferiranno tornare all’approssimazione e al caos amministrativo che vigeva sotto le giunte di sinistra per pura simpatia personale.

Alessandro Lambertucci - Capogruppo “Per un’altra Santa Croce” Consigliere comunale nella passata consiliatura

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