
Sul progetto, al quale negli anni si sono opposti gruppi di residenti, avviato "procedimento di revoca di dichiarazione di pubblico interesse"
Sul tempio crematorio di Cambiano, per anni oggetto di dibattito e osteggiato anche da gruppi di residenti riuniti in comitati e da una parte della politica, il Comune ad oggi fa marcia indietro dopo che negli anni le circostanze sono mutate, in maniera "non prevedibile" rispetto anche alle valutazioni della Regione sulla realizzazione di questo tipo di impianti. Con una delibera datata 8 aprile la giunta di Castelfiorentino guidata dalla sindaca Francesca Giannì ha avviato il "procedimento di revoca della dichiarazione di pubblico interesse ed atti connessi" al progetto.
Il progetto del tempio crematorio di Cambiano
L’iter fu avviato nel 2019 dalla precedente amministrazione, per realizzare il tempio crematorio nel cimitero della frazione. Nel 2020 la giunta valutò la proposta di project financing "coerente con gli obiettivi strategici dell’amministrazione e in grado di soddisfare l’esigenza di aumentare l’offerta di servizi a favore della cittadinanza, senza ulteriori costi, ma anche assicurando al Comune la riscossione di un canone" e di interesse pubblico la proposta di partenariato pubblico privato presentata da un raggruppamento di imprese per la realizzazione del tempio crematorio. Il progetto definitivo tra le altre cose prevedeva un investimento complessivo stimato in oltre 3 milioni e 800mila euro, royalties a beneficio del Comune del 6% sul fatturato, con minimo garantito di 35mila euro annui e sconti del 40% sulle tariffe ai residenti.
La svolta con la delibera regionale
Agli sviluppi al progetto che si sono susseguiti negli anni, un’inversione di rotta sembra essere arrivata da una delibera della giunta regionale dell’aprile 2024 avente ad oggetto l’approvazione del "piano regionale di coordinamento per la realizzazione dei crematori" approvata dal consiglio regionale nel febbraio 2025. Il piano presenta "elementi conoscitivi" e "linee di indirizzo, utili ai Comuni per orientarsi nelle scelte relative alla realizzazione di nuovi impianti crematori": nell’atto, tramite un’indagine conoscitiva, veniva affermato che gli impianti esistenti in Toscana, 11 con 14 linee, risultavano sufficienti a soddisfare l’attuale richiesta e che la realizzazione di nuovi impianti ed eventuale ristrutturazione degli esistenti "deve avvenire secondo criteri di razionalizzazione e compatibilità ambientale". Nella valutazione di sostenibilità degli impianti di cremazione era indicato di dover tenere conto oltre alla tutela ambientale della viabilità, della "necessità di promuovere il potenziamento degli impianti esistenti piuttosto che realizzare di nuovi" di "un’accurata valutazione di sostenibilità finanziaria, tenendo conto dell’effettiva domanda di cremazione, della presenza di altri crematori in zone limitrofe e di un eventuale loro potenziamento".
Le criticità
Da successivi e ulteriori approfondimenti sulla documentazione presentata dal proponente, con richieste di modifiche e aggiornamenti da parte dell’amministrazione, come riportato nella delibera di giunta sono rimasti "aspetti di criticità legati alla viabilità di accesso che non sono stati risolti dalla proposta progettuale". In particolare il progetto, a fronte dell’incremento di traffico veicolare conseguente all’attività di cremazione previsto sulla strada comunale via di Cambiano alto, "non prevede la possibilità di allargare la carreggiata stradale" ritenuta necessaria per garantire lo scambio dei veicoli. Tra gli altri punti indicati dal piano regionale, sulla necessità di potenziare impianti esistenti piuttosto che realizzarne di nuovi "l’impianto in esame non soddisfa questo criterio, trattandosi di nuovo impianto".
Castelfiorentino può fare riferimento ad altri 5 impianti
In merito alla domanda di cremazione, secondo quanto evidenziato dal piano regionale, in Toscana risulterebbe una dotazione già sufficiente di impianti: Castelfiorentino risultando in posizione baricentrica tra Pisa, Livorno, Firenze e Siena prosegue la delibera, può fare riferimento ai 5 impianti presenti in questi territori, tra cui due nella Città Metropolitana di Firenze. Ritenuto inoltre che l’impianto proposto "prevede per il suo funzionamento l’esecuzione di cremazione in larga parte provenienti fuori dal territorio di Castelfiorentino" e che "l’incremento di servizi alla popolazione che ne consegue sia tale da non compensare i disagi che la popolazione residente" deve sostenere, alla luce delle risultanze del piano regionale "l’esigenza che nel 2020 appariva strategica per l’amministrazione, risulta oggi sovradimensionata rispetto al fabbisogno regionale, rendendo l’opera non più rispondente a un preminente interesse pubblico".
"Progetto non più di interesse pubblico"
In considerazione del decreto del consiglio regionale e le nuove circostanze "non prevedibili" che hanno richiesto una nuova valutazione della proposta di project financing la delibera della giunta, tenuto conto delle criticità infrastrutturali e delle verifiche di sostenibilità del progetto già citate, ritiene "non più sussistente il pubblico interesse" della proposta e di avviare "il procedimento di revoca in autotutela" della deliberazione del 2020 con cui era stata dichiarata la proposta di pubblico interesse. Oltre all'apparente volontà della giunta di uno stop al progetto, sono attesi ulteriori sviluppi: il procedimento si concluderà entro 60 giorni e i soggetti interessati potranno rispondere con le proprie osservazioni entro 15 giorni dalla data di ricezione dell'avvio del procedimento.
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