
Avrebbero preso di mira soprattutto anziani intenti a prelevare denaro agli sportelli bancomat, osservandone il codice segreto e poi sostituendo la tessera con un’altra identica. È il modus operandi ricostruito dai carabinieri di Firenze Oltrarno, che nella mattinata del 24 settembre, con il supporto dei militari di Genova, hanno eseguito nel capoluogo ligure un decreto di fermo emesso dalla Procura di Firenze nei confronti di tre uomini di origini venezuelane, senza fissa dimora.
I tre sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, di ricettazione, furto aggravato e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2 e il 5 settembre a Firenze.
Le indagini sono partite dalle denunce presentate da tre donne ultrasettantenni, alle quali erano state sottratte le tessere bancomat. Dopo i furti, sui conti delle vittime sarebbero stati effettuati prelievi e operazioni per un totale di circa 4.750 euro.
Gli accertamenti, condotti anche attraverso l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e il riconoscimento fotografico da parte delle vittime, avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire una dinamica analoga nei tre episodi. I furti sarebbero avvenuti nelle vicinanze di uno sportello bancomat dello stesso istituto bancario fiorentino.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i tre uomini avrebbero osservato le vittime mentre effettuavano il prelievo, memorizzandone il codice Pin. Al termine dell'operazione, avrebbero quindi provocato la comparsa sullo schermo dello sportello di un messaggio di errore, facendo credere all'utente che il prelievo non fosse andato a buon fine.
A quel punto, con la scusa di aiutare la vittima, si sarebbero fatti consegnare la tessera per reinserirla nello sportello. Sarebbe stato proprio in quel momento che sarebbe avvenuta la sostituzione: il bancomat della vittima sarebbe stato scambiato rapidamente con un'altra tessera dello stesso colore e dello stesso istituto bancario, già risultata oggetto di un precedente furto.
Gli accertamenti hanno portato gli investigatori sulle tracce dei tre sospettati a Genova, dove sono stati rintracciati e sottoposti a fermo. Nel corso delle successive perquisizioni personali e locali, i carabinieri hanno sequestrato 10mila euro in contanti, ritenuti dagli investigatori provento di attività illecita. I tre sono in carcere a Marassi, Genova.
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