
Il deputato e responsabile organizzazione Fratelli d'Italia: "L'area individuata è quella di Aulla" ma tra le ipotesi alternative "potremmo prendere in considerazione la Piana di Firenze"
Sul Cpr (Centro di permanenza per i rimpatri) in Toscana, pochi giorni fa a Firenze il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito la posizione dell’esecutivo: "Non siamo disponibili a fare un passo indietro, per la sua utilità". Posizione sottolineata anche oggi dal deputato e responsabile organizzazione Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli in un'intervista a Tvr Teleitalia 7 Gold: il governo vuole realizzare il Cpr in Toscana "il prima possibile" e "l'area individuata è quella di Aulla. Però ci sono altre ipotesi alternative: potremmo prendere in considerazione anche qualcosa sulla Piana di Firenze" ha detto Donzelli.
Intanto continua la discussione e il confronto politico, iniziato da mesi, sulla possibile realizzazione: ad Aulla, nell'area ex Cimeco di Pallerone indicata tra le possibili sedi nella regione per la realizzazione di un Cpr, è partita una mobilitazione di cittadini e rappresentanti di associazioni contrari al progetto. Contrarietà espressa fin da subito dal presidente della Regione Eugenio Giani. Nelle settimane scorse il gruppo consiliare di Forza Italia in Regione ha presentato una mozione per la realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio in Toscana, indicando Sesto Fiorentino come possibile sede. Allo stesso tempo il sindaco Sforzi ha annunciato la propria contrarietà, supportata dal Pd e dall'assessora alla sanità e politiche sociali della Toscana Monia Monni.
"La logica del dire "L'importante è che sia lontano da casa mia" è sbagliata in questo caso perché chi ha il Cpr vicino non avrà più i Cas (Centro di accoglienza straordinaria), quindi avrà meno immigrati per strada e avrà la possibilità di avere più sicurezza" ha aggiunto Donzelli, secondo cui "il Cpr non porta disagio perché gli immigrati, a differenza dei Cas, sono dentro il Cpr, non possono uscire, non sarebbero per le strade" dunque, secondo il deputato "non porta disagio, toglie il disagio". Per il coordinatore nazionale di FdI la sinistra è contraria "perché quando gli immigrati sono per i territori, sono liberi, sono nei Cas, ci lucrano le cooperative rosse. Quindi noi togliamo il business dell'immigrazione alle cooperative rosse per rimandare gli immigrati nel proprio Paese d'origine".
Fossi (Pd): "Non permetteremo che vengano imposti alla Toscana"
"L’onorevole Donzelli mente sapendo di mentire: la sua è la solita propaganda per coprire i fallimenti del governo Meloni". Così il segretario del PD Toscana Emiliano Fossi replica duramente all’esponente di Fratelli d’Italia. "I Cpr non portano sicurezza: sono buchi neri dei diritti umani, disumani, costosi e fallimentari. Non permetteremo che vengano imposti alla Toscana calpestando territori e comunità, e le farneticazioni sulle ‘cooperative rosse’ sono solo un vecchio disco rotto per nascondere l’incapacità della destra di gestire i flussi migratori" aggiunge il segretario dem.
Logli e Spinelli (Pd): "La Toscana ribadisce il suo no ai Cpr. Bieca strumentalizzazione"
"Di fronte alle recenti parole dell’onorevole Giovanni Donzelli, che insiste sulla volontà del Governo di realizzare un Centro di permanenza per i rimpatri in Toscana, ad Aulla o nella Piana fiorentina, la nostra risposta resta netta e inamovibile: totale contrarietà all'apertura di queste strutture sul nostro territorio. Una posizione che le comunità locali interessate condividono pienamente. Le dichiarazioni dell'esponente di Fratelli d'Italia sono intrise di demagogia. Sostenere che i Cpr "tolgono il disagio" dalle strade è solo propaganda. I Cpr non sono una risposta in termini di sicurezza, ma veri e propri buchi neri dei diritti, luoghi di detenzione disumani che certificano unicamente il totale fallimento delle politiche governative sull’immigrazione.
Ancora più grave e inaccettabile è la bieca strumentalizzazione messa in atto da Donzelli. Il suo tentativo di giustificare l'opposizione ai Cpr costruendo un grottesco teorema contro le cooperative è offensivo. Attaccare la rete dell’accoglienza diffusa, riducendola a un presunto "business", significa infangare il lavoro quotidiano di chi opera con fatica sui territori per garantire dignità, assistenza e veri percorsi di integrazione. La verità è che la destra al Governo non sa come gestire i flussi migratori e cerca di nascondere la propria incapacità dietro la propaganda e la criminalizzazione di chi fa solidarietà. La Toscana ha una profonda tradizione civica e continuerà a difendere un modello basato sull'inclusione, sul rispetto dei diritti e della dignità umana, respingendo con forza la logica cieca e crudele della reclusione", dichiarano in una nota congiunta le consigliere regionali del Partito Democratico della Toscana Marta Logli e Serena Spinelli.
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