Gianluca Scafuro parte per la Race Around Rwanda, 1000 km di ultracycling

Scafuro Race Around Rwanda ultracycling
Foto di Matteo Neri

Il percorso si snoda per 1.000 chilometri attraverso terreni variabili, con 19.000 metri di dislivello positivo. Limite massimo: 163 ore.


Gianluca Scafuro, del Cykeln Team di Firenze, si prepara a una sfida che lo porterà nel cuore dell'Africa, partecipando alla RAR 2026, gara gravel ultracycling che parte il 1 febbraio e che attraverserà i paesaggi mozzafiato del Rwanda. La Race Around Rwanda è una delle gare gravel ultracycling più affascinanti del panorama internazionale. Il percorso si snoda per 1.000 chilometri attraverso terreni variabili, alternando tratti asfaltati (55%) a sezioni sterrate tecnicamente impegnative (45%), con 19.000 metri di dislivello positivo che mettono alla prova la resistenza fisica e mentale degli atleti. Il limite di tempo è fissato a 163 ore.

La gara è self-supported, il che significa che ogni atleta deve essere totalmente autonomo nella gestione logistica, nell'alimentazione e nella riparazione meccanica, rendendo la sfida ancora più complessa e richiedendo eccellenti capacità di pianificazione strategica. Un'avventura che rappresenta molto più di una gara: è un ponte tra culture, un'occasione di scambio e la dimostrazione di come lo sport possa aprire porte e creare connessioni anche nei luoghi più remoti del pianeta.

La Tommasini Impanga: artigianato italiano sulle strade africane

Per questa impresa, Gianluca, tesserato per il Cykeln Team di Firenze, è stato affiancato dall'eccellenza artigianale italiana. La sua compagna di viaggio sarà una Tommasini Impanga, bici mini cargo gravel prodotta nella storica azienda di Grosseto che da generazioni rappresenta il meglio della tradizione ciclistica toscana.

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Foto di Matteo Neri

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Foto di Matteo Neri

La Impanga è stata concepita proprio per sfide come questa: un telaio che unisce robustezza e leggerezza, una geometria studiata per il comfort su lunghe distanze e una versatilità che permette di passare dall'asfalto ai sentieri più tecnici. Sulle leggendarie "mille colline" rwandesi, tra salite ripide su strade sterrate e panorami che tolgono il fiato, questa bici rappresenterà l'alleato perfetto per affrontare ogni tipo di terreno. Con la possibilità futura di esportare il progetto nel paese delle mille colline e dotare quindi i lavoratori negli spostamenti quotidiani che per lavoro fanno adesso con bici da passeggio con cui portano i loro carichi inimmaginabili.

Un team di partner per il successo

Nessuna grande impresa si affronta da soli. Al fianco di Gianluca, un gruppo selezionato di partner tecnici che forniscono equipaggiamento di alto livello. Udog ha equipaggiato l'atleta con scarpe gravel specifiche per garantire aderenza e comfort anche sui percorsi più impervi. Rockbros ha fornito abbigliamento tecnico completo e il casco, elementi fondamentali per sicurezza e performance in ogni condizione climatica.

Un dettaglio che rende questa avventura ancora più speciale è il supporto del Ministero dello Sport Rwandese, che ha messo a disposizione fotografo e videomaker professionisti. Questa collaborazione istituzionale testimonia l'interesse del Rwanda per lo sport come strumento di promozione territoriale e culturale.

Una esperienza agonistica da raccontare

Tra poche ore Gianluca prenderà il volo verso Kigali, dove inizierà la Race Around Rwanda 2026 che promette di regalare emozioni straordinarie. Dai percorsi tecnici ai paesaggi mozzafiato agli incontri con le comunità locali, ogni momento verrà vissuto e condiviso con il pubblico, meraviglie di un paese che sta investendo fortemente nello sport e nel turismo sostenibile. La Race Around Rwanda 2026 si presenta con una starting list che riunisce circa 150 atleti provenienti da oltre 25 nazioni, confermando la crescente attrattiva internazionale di questa gara gravel ultracycling.

Il contingente italiano è rappresentato da una decina di atleti oltre Gianluca. Una presenza tricolore significativa che testimonia la crescita del movimento gravel italiano anche a livello internazionale.

Una storia di passione, determinazione e collaborazione internazionale che dimostra come il ciclismo possa essere molto più di uno sport: un linguaggio universale capace di unire persone, culture e continenti in un momento storico dove purtroppo la società sta andando nella direzione opposta.

Fonte: Pol. Cykeln Team ASD - Ufficio Stampa

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