
La poca visione dell’attuale giunta è andata nuovamente in scena durante la Consulta del Centro Storico svoltasi Lunedì sera. Un appuntamento che avrebbe dovuto dare risposte concrete ai cittadini e che invece ha messo in evidenza, ancora una volta, l’incapacità dell’amministrazione di affrontare e risolvere le gravi problematiche che il nostro Comune sta vivendo.
Alle domande poste dai cittadini, le risposte sono apparse deboli, evasive e spesso improntate più alla giustificazione che alla progettualità.
Un atteggiamento che conferma una gestione basata sull’emergenza, senza una visione strategica di lungo periodo.
Emblematico è il caso dell’ascensore del Cencione, simbolo di una città lasciata progressivamente allo sfinimento negli ultimi vent’anni. Una struttura strategica per il centro storico, mai inserita in un serio e programmato piano di manutenzione, che avrebbe potuto evitare il blocco di oltre nove mesi. A confermarlo è stato lo stesso assessore ai lavori pubblici Marco Greco, ammettendo di fatto una responsabilità politica chiara.
Gli interventi di “abbellimento” della città non possono più nascondere la grande fragilità del territorio, soprattutto di fronte agli eventi atmosferici.
Già negli anni ’60 e ’70 San Miniato è stata classificata come area che necessita di un impegno costante in termini di prevenzione e contenimento del rischio idrogeologico. Eppure, le amministrazioni che si sono succedute hanno pensato ben poco a questo problema strutturale, oggi più che mai evidente.
Anche sul fronte delle opportunità mancate, il bilancio è pesantissimo.
Ancora oggi l’amministrazione continua a perdere occasioni importanti, come l’accesso a fondi utili per realizzare opere di cui il territorio ha bisogno da troppo tempo. La continuità amministrativa non ha prodotto soluzioni, ma solo ritardi. Emblematico il caso dell’asilo Pinocchio, dove è andata persa un’opportunità da circa 1,5 milioni di euro.
Continuare su questa strada significa distruggere definitivamente la nostra città.
Le proposte avanzate dal nostro gruppo di opposizione e da altre realtà vengono sistematicamente scartate senza valutarne il contenuto, dimostrando una gestione politica chiusa, autoreferenziale e inefficace. Una politica che appare sempre più totalitaria nei metodi e povera nei risultati.
I progetti del professor Cannuti fatto nel 2006 e profumatamente pagati sono completamente fermi e sembrano aver perso qualsiasi attualità.
Il centro storico oggi è letteralmente a pezzi: crisi commerciale, difficoltà residenziali, mancanza di servizi e assenza di una strategia complessiva.
Sconcertante l’intervento dell’assessore Greco sugli ascensori e sulla Sala del Bastione: i fondi inizialmente destinati alla sala verranno dirottati sull’ascensore, perché “negli ultimi vent’anni non è stato fatto nulla e adesso serve investire molto”. Una dichiarazione pubblica che ha lasciato sbalorditi molti presenti.
Secondo l’amministrazione, nel 2026 San Miniato sarà invasa dai cantieri, dal Cencione alla Catena, grazie ai vari bandi intercettati. Ma tra i cittadini la reazione è stata unanime: “Un’altra favola”.
Sul fronte liceo, è stato detto che verrà sistemato, senza però indicare tempi certi, ribadendo che la competenza è provinciale e che sarà a servizio del Cattaneo (affermazione accolta con più di un sorriso ironico).
Per quanto riguarda gli arredi di Piazza del Popolo, esisterebbe un disegno ancora da confrontare con la Sovrintendenza. L’unica certezza, al momento, è il cambio dei cestini, che saranno più capienti e chiusi.
L’unica vera novità annunciata riguarda Corso Garibaldi, che dovrebbe diventare a senso unico per ricavare circa 13 posti auto in più a lisca di pesce nei pressi del centro.
Troppo poco, troppo tardi.
San Miniato ha bisogno di visione, coraggio e programmazione.
Tutto ciò che, ad oggi, questa amministrazione continua a non dimostrare
Forza Italia San Miniato
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