
Una scuola all’avanguardia non si limita a introdurre nuove tecnologie: ripensa il proprio modello a partire dagli studenti e dalle studentesse che incontrano maggiori ostacoli nel loro percorso scolastico. È questa consapevolezza che caratterizza la partecipazione di AID – Associazione Italiana Dislessia a Fiera Didacta Italia2026 – la più importante fiera dedicata alla formazione e all’innovazione nel mondo della scuola, con oltre 400 appuntamenti complessivi tra workshop e seminari – in programma dall’11 al 13 marzo a Firenze.
Un evento molto atteso che per AID rappresenta come sempre una grande opportunità: portare nel cuore del principale appuntamento nazionale dedicato alla scuola una visione chiara e ambiziosa. Il benessere e il successo formativo degli studenti e delle studentesse con DSA devono diventare un indicatore di qualità della didattica, un metro di misura per costruire una scuola migliore per tutti.
Parlare di Disturbi Specifici dell’Apprendimento oggi non significa concentrarsi su una minoranza con diagnosi, ma interrogarsi sulla capacità del sistema scolastico di essere realmente accessibile fin dalla progettazione. Se un ambiente di apprendimento funziona per uno studente con dislessia, funziona per l’intera classe. È questa la prospettiva che guiderà la presenza AID a Didacta: una didattica che non si limita a compensare ma progetta in modo universale; che non considera il PDP un adempimento formale ma uno strumento vivo di personalizzazione dei percorsi di studio e di crescita; che legge la diagnosi non come etichetta ma come leva di cambiamento.
Lo stand AID (K41 – Padiglione Spadolini) diventerà per tre giorni uno spazio di confronto continuo con oltre 25 incontri, dialoghi aperti e momenti di approfondimento rivolti a docenti, dirigenti, educatori e famiglie. Tra gli esperti e le esperte coinvolti: Luca Grandi, Christina Bachmann, Carlotta Bertini, Azzurra Morrocchesi, Iacopo Bertacchi, Manuela Zacchini, Cristiana Lachini, Emanuela Iacchia, Giovanna Gaeta, Lucia Iacopini, Barbara Urdanch, Roberta Rota, Rosa Stornaiuolo, Enrico Rialti, Enea Nottoli, Pamela Pelagalli, Alessandra Luci, Chiara Soldi, Simone Berti, Gloria Bellicchi, Valeria Raglianti, Angela Desideri, Laura Fantacci, Enrico Biagioni, insieme al Gruppo Giovani AID Nazionale con Elodie Borney e Camilla Veneziani. Un contributo corale che intreccia competenze pedagogiche, esperienze didattiche, ricerca, tecnologia e testimonianze dirette.
Tecnologia e IA: strumenti di equità. Uno dei fili conduttori della partecipazione sarà il rapporto tra DSA, tecnologia e intelligenza artificiale. L’IA sta modificando profondamente il modo di studiare: può sintetizzare testi complessi, riformulare contenuti in linguaggio più accessibile, generare mappe concettuali, supportare la produzione scritta e favorire l’autonomia nello studio. Per uno studente con dislessia, questi strumenti non rappresentano scorciatoie, ma condizioni di accesso al contenuto e opportunità di esprimere il proprio potenziale. AID porterà a Didacta una riflessione pedagogica sull’uso consapevole dell’intelligenza artificiale: non sostituzione del docente, ma alleanza educativa. La tecnologia diventa realmente inclusiva quando è inserita in una progettazione didattica solida, capace di promuovere metodo di studio, metacognizione, responsabilità e motivazione.
Dal PDP alla cultura dell’accessibilità. Il percorso proposto da AID affronterà alcuni dei nodi centrali della scuola contemporanea: la costruzione di PDP realmente personalizzati, l’uso dei mediatori didattici come mappe e strumenti visivi, l’alta leggibilità dei materiali, la promozione del metodo di studio in adolescenza, il riconoscimento delle doppie eccezionalità – come la plusdotazione associata a DSA – fino al ruolo della famiglia e alla lettura precoce dei segnali di difficoltà. Non un semplice calendario di incontri, ma un percorso culturale che accompagna la comunità scolastica dall’osservazione alla progettazione, dalla norma alla pratica quotidiana in classe.
"Essere a Didacta – dichiara Silvia Lanzafame, presidente nazionale di AID – significa portare una visione precisa di scuola. L’inclusione non è un progetto speciale né un capitolo aggiuntivo del programma: è una scelta quotidiana che ci impegna tutte e tutti. Mettere al centro studenti e studentesse con DSA significa progettare ambienti di apprendimento più chiari, accessibili, flessibili. Significa valorizzare le differenze come risorsa e non come problema. Oggi, anche grazie alla tecnologia e all’intelligenza artificiale, abbiamo strumenti straordinari per rendere la didattica più equa. Ma la vera innovazione resta culturale: riconoscere che ogni mente ha diritto di comprendere, di esprimersi e di avere successo. Se la scuola funziona per chi incontra più ostacoli, allora funziona davvero per tutti".
Scopri su www.aiditalia.org il programma completo di eventi AID a Didacta 2026:
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro





