Due morti nei carceri toscani, Fanfani: "Una mattanza indegna"

Dopo le morti di un anziano malato e di un giovane di 26 anni, l'atto d'accusa del Garante: "Carcere luogo di segregazione e abbandono"


“Una vera e propria mattanza, indegna di un Paese civile”. Così il Garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, interviene duramente dopo gli ultimi, tragici eventi che hanno colpito gli istituti penitenziari della regione, delineando un quadro drammatico di emergenza e abbandono.

“Nel giro di pochi giorni, la cronaca registra altri due decessi evitabili. La settimana scorsa, a Sollicciano, è morto un uomo anziano, già gravemente debilitato da un precedente ictus e costretto a vivere in condizioni di salute precarie, aggravate dal caldo torrido di questi giorni. Questa mattina, nella struttura di Prato, un ragazzo di soli 26 anni è deceduto, dalle prime ricostruzioni, a causa di un arresto cardiaco durante il sonno”.

“Siamo di fronte ad una deriva inaccettabile” dichiara Fanfani che prosegue: “Questa striscia di morti è il frutto avvelenato di una concezione del carcere inteso unicamente como luogo di segregazione, di pura punizione e di totale abbandono, una realtà che si trova ad anni luce di distanza dal dettato dall'articolo 27 della nostra Costituzione”.

Il Garante richiama con forza le responsabilità delle Istituzioni: “Proprio perché la persona reclusa è privata della propria libertà e non è in grado di determinarsi liberamente né di muoversi per tutelarsi, lo Stato, nel momento in cui ne assume la custodia, contrae un debito assoluto. Ha il dovere inderogabile di garantire una custodia che rispetti la dignità umana e che sia orientata alla rieducazione. Oggi, invece, assistiamo a un silenzioso e sistematico smantellamento di questi principi, nell'indifferenza burocratica di un sistema inefficiente, sordo e ormai al collasso”.

“È drammatico dover constatare – conclude Fanfani – che per troppe persone recluse la morte stia diventando l’unica, dolorosa forma di liberazione da una sofferenza non più tollerabile. Le Istituzioni non possono continuare a voltarsi dall'altra parte”.

Fonte: Regione Toscana

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