Morte del caprone Muschio, il caso non viene archiviato e passa alla Procura di Firenze

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Muschio

A un mese dalla scomparsa dal rifugio Chico Mendes, proseguono gli accertamenti sulla morte del caprone Muschio. Le indagini della Polizia Municipale di Campi Bisenzio si sono concluse e il fascicolo è ora nelle mani della Procura della Repubblica di Firenze. La Procura ha deciso di proseguire autonomamente le verifiche, ritenendo necessario fare piena luce su quanto accaduto.

Intanto, il Consiglio comunale di Campi Bisenzio ha osservato un minuto di silenzio per Muschio, gesto definito dagli attivisti senza precedenti per un animale “da reddito”. Il santuario e l’avvocata Giada Bernardi chiedono ora massimo riserbo per non interferire con le indagini, ringraziando quanti hanno sostenuto la richiesta di verità e giustizia.

La nota completa del rifugio

È passato un mese dal giorno in cui Muschio è scomparso dal rifugio.

Dopo avervi dato la notizia del ritrovamento del corpo abbiamo scelto il massimo riserbo.

Non perché avessimo smesso di cercare risposte, ma perché abbiamo ritenuto che, di fronte a una morte così dolorosa e a indagini ancora in corso, fosse necessario lasciare che fossero le autorità a fare chiarezza.

Oggi possiamo raccontarvi qualcosa in più. Come vi abbiamo già raccontato, dopo il ritrovamento del suo corpo sono intervenute le autorità competenti e sono state avviate le indagini.

Le indagini della Polizia Municipale di Campi Bisenzio si sono concluse e il fascicolo è ora nelle mani della Procura della Repubblica di Firenze.

La Procura ha scelto di non archiviare il caso e di proseguire autonomamente gli accertamenti su quanto accaduto a Muschio perché, a detta della procuratrice, la giustizia vale per una persona quanto per un animale.

Questo per noi è il risultato più importante.

Non possiamo entrare nel merito di come si siano svolte le prime indagini e non vogliamo interferire con il lavoro della magistratura.

Possiamo però dirvi una cosa: per la prima volta un organo istituzionale manifesta l’intenzione di fare chiarezza sulla morte di un animale, seguendo gli stessi principi e le stesse procedure applicate alla scomparsa di un essere umano.

È questo che abbiamo chiesto sin dal primo momento e che stiamo cercando di ottenere con tutte le nostre forze.

C'è un altro fatto che per noi ha avuto un significato enorme.

La settimana successiva al ritrovamento del corpo, il Consiglio comunale di Campi Bisenzio ha osservato un minuto di silenzio per Muschio.

È stato un gesto senza precedenti per un animale rifugiato in un santuario di animali liberi e, per quanto ci risulta, per un animale cosiddetto "da reddito".

Tutto questo ci dice che qualcosa sta cambiando e che la vita di Muschio continua a fare la rivoluzione.

Questo risultato, però, non è solo frutto della nostra determinazione, ma di quella di tante persone.

Dell'avvocata Giada Bernardi, che ha scelto sin dall'inizio di seguire volontariamente il caso e di battersi perché fosse fatta chiarezza.

Della Procura di Firenze che ha scelto di non fermarsi al primo fascicolo e di proseguire le indagini.

E di tutte le persone che in queste settimane hanno fatto rumore, hanno chiesto verità, hanno condiviso la storia di Muschio e non hanno smesso di chiedere giustizia per lui.

Proprio perché le indagini stanno proseguendo come abbiamo chiesto dal primo momento, dobbiamo continuare a mantenere il massimo riserbo.

Non possiamo raccontarvi tutto e anticipare gli esiti dei primi accertamenti.

E non vogliamo farlo.

Vogliamo che chi sta indagando possa farlo con la massima serenità, attenzione e indipendenza.

Lasciamo che siano i fatti e la giustizia a parlare.

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