Femminicidio Lorena Isceri, le Donne Democratiche e il PD dell'Empolese Valdelsa uniti contro la violenza maschile

Bandini e Cei: "La politica smetta di esitare, servono prevenzione e protezione"


La tragica uccisione di Lorena Isceri ha colpito profondamente la comunità dell’Empolese Valdelsa. Di fronte a questo ennesimo femminicidio, la Conferenza delle Donne Democratiche e il Partito Democratico scelgono di non limitarsi al cordoglio, ma di trasformare l’indignazione in una richiesta corale di cambiamento politico, culturale e sociale. Non si è trattato di un “raptus”, ma della tragica conseguenza di una cultura patriarcale che pretende di possedere il corpo e le scelte delle donne e che deve essere, finalmente, sradicata.

Irene Bandini, portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche dell’Empolese Valdelsa, che nei giorni scorsi ha partecipato alla fiaccolata per Lorena Isceri a Firenze, dichiara "La violenza contro le donne non nasce nel vuoto, ma è il frutto tossico di una struttura patriarcale ancora profondamente radicata, che alimenta il mito del possesso e della sopraffazione come strumenti di affermazione del potere. Sradicare questa mentalità richiede un'azione che deve partire dal primo presidio di democrazia e formazione: la scuola.

Non è più tempo di interventi sporadici. Gli insegnanti, figure cardine di questo cambiamento, devono essere messi nelle condizioni di agire non come singoli, ma supportati da una visione strutturale. Educare significa decostruire gli stereotipi di genere sin dai banchi della scuola dell’infanzia, promuovendo una cultura del consenso che sia, prima di tutto, rispetto per l’alterità. Contestiamo fermamente l'idea che la scuola debba limitarsi all'istruzione nozionistica: essa è il luogo dove si formano le coscienze. Formare le nuove generazioni al riconoscimento del limite, alla gestione sana delle emozioni e alla parità significa sottrarre terreno fertile alla cultura dello stupro e alla prevaricazione maschile. Per questo contestiamo con forza la legge Valditara: limitare il consenso e le attività di sensibilizzazione significa ostacolare percorsi educativi essenziali. Chiediamo al Ministero e alle istituzioni locali di investire massicciamente nella formazione del corpo docente e nell'introduzione di percorsi curricolari permanenti di educazione affettiva e relazionale, sottraendo questi temi fondamentali alla discrezionalità del singolo o alle polemiche ideologiche di parte.

Oggi ci sarà il funerale di Lorena Isceri, la sua morte è una ferita aperta che ci impone di chiamare le cose con il loro nome. Non accettiamo narrazioni che attenuano la responsabilità dei carnefici.

Chiediamo risposte strutturali: una rete antiviolenza capillare, formazione specifica per le forze dell'ordine e, soprattutto, un’educazione sessuo-affettiva universale nelle scuole.

La battaglia contro la violenza non è un compito delegabile alle sole donne, ma una responsabilità collettiva e politica che richiede il coinvolgimento attivo di tutti gli uomini delle istituzioni.

Il Partito Democratico dell’Empolese Valdelsa ribadisce la necessità di un impegno che superi le dichiarazioni di facciata, accogliendo l’appello alla mobilitazione delle istituzioni locali lanciato dalla Sindaca Funaro.

"Di fronte alla morte di Lorena- afferma Maurizio Cei, segretario del PD Empolese Valdelsa, -il Partito Democratico sente il dovere di trasformare l’indignazione in impegno concreto. Noi uomini, in particolare, abbiamo una responsabilità che non può essere rimandata: quella di riconoscere e contrastare quotidianamente gli stereotipi e quella cultura del possesso che ancora attraversa la nostra società. Non possiamo limitarci a commentare il dolore dopo che una vita è stata spezzata; dobbiamo costruire, ogni giorno, una cultura del rispetto, del consenso e della parità, con azioni politiche chiare a sostegno dei centri antiviolenza e percorsi educativi nelle scuole. È una scelta di campo: per Lorena e per tutte le donne che vivono nella paura, il nostro impegno deve essere costante e senza ambiguità".

Un appello dalla Conferenza delle Donne Democratiche e dal PD Empolese Valdelsa alla politica affinché si smetta di esitare: "Servono risorse certe, prevenzione e protezione. È necessario che nessuno si chiami fuori, perché la lotta contro la violenza maschile è la battaglia per la libertà di tutte e tutti".

Fonte: Pd Empolese Valdelsa - Ufficio Stampa

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