
Il sindaco Tommaso Triberti, Riccardo Nencini e Walter Scarpi scrivono a Regione, Comune di Scandicci e Diocesi di Firenze: "Liberare la memoria dallo stigma della malattia" e creare a Marradi un luogo di memoria, studio e poesia
Riportare le spoglie di Dino Campana a Marradi, il paese dove il poeta nacque e crebbe. È la richiesta contenuta nella lettera firmata dal sindaco Tommaso Triberti, dal presidente della Fondazione "Marradi Cultura – Dino Campana" Riccardo Nencini e dal presidente del Centro Studi Campaniani "Enrico Consolini" Walter Scarpi, sottoscritta simbolicamente il 20 agosto, nel giorno della nascita di Campana, e trasmessa al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, alla sindaca di Scandicci Claudia Sereni e al vescovo di Firenze Gherardo Gambelli.
Secondo i firmatari, la permanenza dei resti del poeta a Scandicci, nel luogo legato alla sua morte e alla sua permanenza nell'ospedale psichiatrico di Castelpulci, rischierebbe di mantenere un'associazione troppo stretta tra la figura di Campana e la sua malattia. "Più che alla storia della psichiatria, Dino Campana appartiene alla storia della poesia", si legge nella lettera.
L'iniziativa, precisano Comune, Fondazione e Centro Studi, non intende contrapporsi a Scandicci, riconoscendo il valore della memoria conservata nel territorio, ma mira a restituire centralità alla figura del poeta e alla sua opera.
Campana morì il 1° marzo 1932, a 46 anni, nell'ospedale psichiatrico di Castelpulci a causa di un'infezione. Non potendo la famiglia reclamarne il corpo, fu sepolto nel cimitero di San Colombano a Badia a Settimo e nel 1946 i resti furono trasferiti all'interno della chiesa locale, dove si trovano tuttora.
La richiesta di Marradi arriva quasi un secolo dopo la morte del poeta. I promotori ricordano il legame profondo tra Campana e il paese dell'Appennino tosco-romagnolo, dove nel 1914 furono stampati i "Canti Orfici", anche grazie a una colletta promossa tra 44 residenti.
"È il luogo che ancora oggi - scrivono - conserva una parte fondamentale della sua memoria e che, attraverso il Centro Studi Campaniani, continua a studiare e divulgarne l’opera come testimoniano le recenti, importanti scoperte documentarie. Per questo riteniamo che il ritorno delle sue spoglie a Marradi avrebbe un significato profondo".
L'idea è quella di collocare i resti in un luogo di memoria, studio e poesia, anche alla luce della recente acquisizione al patrimonio pubblico di Casa Campana, l'edificio dove il poeta trascorse parte della sua infanzia. A Marradi, inoltre, dal 1982 è presente un cenotafio destinato ad accogliere le spoglie di Campana.
"Dopo la recente acquisizione al patrimonio pubblico di casa Campana, il luogo dove crebbe, la possibilità per i visitatori di rendere omaggio qui anche alla sua tomba chiuderebbe il cerchio della sua intera vita", sostengono i firmatari.
Il Comune di Marradi, la Fondazione e il Centro Studi Campaniani hanno quindi manifestato la disponibilità ad avviare un confronto con la Regione Toscana, il Comune di Scandicci e la Diocesi di Firenze per individuare un percorso condiviso sul possibile trasferimento delle spoglie.
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