Arpat, la Rsu denuncia il depotenziamento: "Invertire rotta o epilogo"

I rappresentanti dei lavoratori segnalano criticità su risorse, organico e strumentazione: "Arpat rischia di diventare un ente inutile"


La Rsu di Arpat denuncia una situazione di crescente difficoltà per l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, arrivata, secondo i rappresentanti dei lavoratori, a 30 anni dalla sua istituzione a un possibile punto di svolta. "Se non viene immediatamente invertita questa volontà di depotenziamento dell'agenzia, Arpat rischia di diventare un ente inutile perché non più in grado di assolvere ai suoi compiti istituzionali".

La Rsu attribuisce le criticità alla riduzione dei finanziamenti regionali, al blocco delle assunzioni e al mancato rinnovo della strumentazione. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, il contributo della Regione sarebbe rimasto invariato rispetto a dieci anni fa, a fronte di un'inflazione indicata nel 25% e di diversi rinnovi contrattuali.

La situazione, prosegue la nota, avrebbe prodotto difficoltà nel garantire il turnover e nel mantenere gli organici necessari, mentre pensionamenti, rinunce e trasferimenti tra i neoassunti avrebbero ulteriormente aggravato il quadro.

Secondo la Rsu, il calo delle risorse e delle capacità operative si tradurrebbe anche in minori controlli sul territorio e in una riduzione delle attività dei laboratori. "I nostri laboratori, senza strumentazioni adeguate e risorse, non riescono più a garantire la completezza delle analisi ed il rispetto dei requisiti di qualità", affermano i rappresentanti dei lavoratori.

La Rsu pone quindi una questione sulle prospettive dell'Agenzia e sulle politiche regionali in materia di tutela ambientale e della salute, chiedendo un'inversione di rotta.

Fonte: Ufficio Stampa

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