Terzo settore, sono oltre 300.000 le persone che si rivolgono in un anno alle associazioni di Firenze

La fotografia scattata dall’indagine Cesvot – Regione Toscana “Identità in movimento” curata da Università di Pisa e Simurg ricerche


Sono 303.850 le persone che si rivolgono in un anno alle associazioni del Terzo settore di Firenze: famiglie, anziani, giovani, studenti, donne, persone con disabilità o in difficoltà economiche. È il quadro che emerge dallo studio condotto da Andrea Salvini, professore di Sociologia generale al Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Pisa, che verrà presentato durante l'iniziativa “Lo Stato di salute del terzo settore nella provincia di Firenze”, in programma il 9 ottobre alle 15.30 nella Sala Blu del Fuligno (via Faenza, 48), organizzato dalla Delegazione Cesvot di Firenze.

Il pomeriggio, moderato da Elisa Giannini operatrice Cesvot Area Centro si aprirà con i saluti di Marco Esposito, presidente della Delegazione Cesvot fiorentina. Sono stati invitati a partecipare Sara Funaro sindaca di Firenze e un rappresentante della Regione Toscana.

Salvini illustrerà la “Fotografia del terzo settore nella Delegazione Cesvot di Firenze”, poi seguirà una tavola rotonda dal titolo “Il terzo settore fra continuità e cambiamento” coordinata dalla giornalista Lisa Ciardi, a cui parteciperanno Barbara Zoppi, presidente associazione Sale in Zucca, Gabriella Bruschi, presidente Uisp Comitato territoriale di Firenze, Delia Comeni, presidente Humanitas Scandicci, Marco Sabadini coordinatore progetto “DesTEENazione” Società della Salute Firenze.

Le conclusioni saranno affidate a Marco Esposito:

“Il terzo settore è una risorsa per la comunità, per chi è impegnato negli ets, e per chi usufruisce dei servizi. Permette di garantire il welfare per i cittadini, in collaborazione con le istituzioni. Questo è possibile grazie anche alle collaborazioni e alle sinergie virtuose che si creano tra le varie realtà del territorio”.

L'iniziativa si aprirà con un caffè di benvenuto a cura di Pasticceria Laquale

Per informazioni: 055 2654558 – area.centro@cesvot.it

Dati

Poco più di un terzo degli ets opera prevalentemente nel settore “cultura, sport ricreazione” (34,9%), in “sanità” (15,6%) per “assistenza sociale e protezione civile” (15,9%), l’8,6% svolge attività di tutela e promozione dei diritti.

I principali destinatari delle attività sono le famiglie (32,8%), gli anziani (20,6%), i giovani (30,9%), ma soprattutto la collettività in generale (35,7%); seguono, poi, gli studenti (17,6%), le persone con disabilità (16,4%) e le donne (9,7%). Complessivamente la stima del numero totale di utenti in un anno è di 303.850.

Nella Delegazione di Firenze, la percezione del calo nel numero dei volontari, segnalato lo scorso anno da Istat, è leggermente più bassa rispetto a quella rilevata nelle altre Delegazioni: il 65,1% dichiara di essere d’accordo con la tendenza al calo nella propria esperienza quotidiana, il 18% si dichiara in disaccordo e il 16,9% non sa rispondere. Per il 26,1% degli ets, i volontari della propria organizzazione sono aumentati e per il 29,6% sono diminuiti, mentre per il 44,4% sono rimasti immutati.

I lavoratori dipendenti sono circa 1.400, i volontari attuali circa 28.900, i volontari occasionali 89.400 mentre i soci sono 558.000.

Meno della metà degli ets (46,7%) ha adottato, nel 2024, strategie per facilitare il coinvolgimento di nuovi volontari, finalizzato anche al turnover e al ricambio generazionale: la strategia più adottata è stata l’utilizzo dei social network (35,2%).

Gli ets utilizzano le tecnologie digitali prevalentemente in modo basic, ossia secondo modalità tipiche dell’uso personale o familiare. Solo il 3,8% ha familiarità con l’IA.

Quasi la metà delle associazioni (il 44,7%) ha convenzioni con enti pubblici, poco superiore è la percentuale degli ets che dichiarano di aver realizzato progetti in rete con altri soggetti (il 46,8%).

Il 38,1% degli ets ha partecipato, nel 2024, a attività di formazione organizzate da Cesvot, e il 60,5% conosce Cesvot “molto bene”: tra questi l’85,6% ha usufruito di almeno un servizio offerto.

Fonte: Cesvot - Centro Servizi Volontariato Toscana

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