
Le proposte di Cgil e Federconsumatori Toscana: “E’ necessaria una mobilitazione contro la speculazione”
Le prospettive per la stagione autunno/inverno 2026 confermano un quadro d’allarme per i bilanci familiari della nostra regione. L’instabilità dei mercati all’ingrosso di luce e gas, unita agli scatti tariffari definiti da ARERA, sta scaricando sui cittadini toscani rincari a doppia cifra. Secondo le stime ed elaborazioni di Federconsumatori Toscana, la spesa complessiva della famiglia-tipo per l’insieme delle utenze domestiche nel quadrimestre autunnale raggiungerà i 1.280,50 euro, con un incremento del +14,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello specifico, per la sola energia elettrica l’incremento medio annuo si attesta al +16,4%, con picchi fino al +37,3% per i mercati tutelati e vulnerabili nell’ultimo trimestre, mentre il gas naturale registra un aumento medio del +18,8%.
LA MAPPA DEI RINCARI NELLE DIECI PROVINCE TOSCANE
L’analisi di Federconsumatori Toscana sulla spesa stimata per luce e gas nel quadrimestre finale dell’anno (settembre–dicembre 2026) evidenzia come l’impatto colpisca in modo duro e capillare l’intero territorio regionale, pur con differenze legate alle caratteristiche climatiche e contrattuali dei singoli ambiti.
A Lucca, la spesa media stimata per il quadrimestre raggiunge i 1.019 euro, registrando il primato regionale in termini assoluti a causa dell’alta incidenza dei consumi e della composizione dei contratti sul mercato libero. Segue da vicino la provincia di Arezzo, con un esborso stimato di 1.010 euro e un rincaro del +37,4%, fortemente condizionato dall’elevato fabbisogno di gas per il riscaldamento nelle aree interne e montane.
Situazione analoga a Siena, dove la spesa per la famiglia-tipo si attesta a 998 euro (+37,2%), spinta dalla dispersione abitativa e dalle basse temperature invernali. La provincia di Pistoia registra invece la variazione percentuale più alta della regione, con un incremento del +37,5% e una spesa media stimata di 995 euro per i mesi autunnali.
Nel bacino di Firenze, l’aumento del +37,0% porta la spesa quadrimestrale a 954 euro, un impatto massiccio che va a colpire il più alto numero assoluto di famiglie, mettendo in grave difficoltà soprattutto la vasta platea di nuclei monocomponenti e pensionati. A Pisa, la stima si fissa a 911 euro (+36,7%), con ricadute pesanti sui bilanci delle famiglie a reddito medio-basso e della vasta popolazione studentesca in affitto.
Spostandosi a Prato, la spesa raggiunge gli 898 euro (+36,4%), concentrando la pressione sociale sui distretti ad alta densità abitativa. A Massa-Carrara, l’incremento del +36,4% comporta un costo medio di 889 euro, una cifra particolarmente critica in un territorio caratterizzato da un’elevata incidenza di fasce di reddito deboli.
Nelle zone rurali e periferiche della provincia di Grosseto, dove il peso dei costi fissi di rete e di gestione del contatore incide significativamente, la spesa media stimata è di 883 euro (+36,4%). Infine, a Livorno, pur beneficiando di un clima costiero più mite che fissa la spesa quadrimestrale a 806 euro (+35,6%), i rincari si traducono comunque in una grave sofferenza economica nei quartieri a maggiore fragilità sociale.
“Da Lucca ad Arezzo, da Firenze alla costa, non c’è provincia della Toscana che si salvi da questo salasso. Parliamo di aumenti che superano i 35-37 punti percentuali in soli quattro mesi e di una spesa che sfiora o supera i mille euro a famiglia solo per scaldarsi e illuminare casa. Non siamo di fronte a una sciagura inevitabile, ma al risultato di un mercato deregolamentato che tutela i profitti dei colossi energetici e scarica l’incertezza e i costi sui cittadini”, dice Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana.
“Il problema dei costi dell’energia è drammatico per migliaia di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati della nostra regione e rappresenta un elemento di forte difficoltà anche per il sistema industriale della Toscana, con ricadute pesantissime sull’occupazione nei settori strategici. Su questi aspetti le nostre richieste sono rivolte al Governo centrale, che finora ha introdotto soltanto misure tampone, temporanee e del tutto insufficienti, senza affrontare i nodi veri: il modello energetico, la riforma strutturale del prezzo dell’energia e il disaccoppiamento del costo dell’elettricità da quello del gas”, spiega Fabio Berni della segreteria Cgil Toscana.
Federconsumatori Toscana chiederà formale moratoria sui distacchi delle utenze a tutte le società di vendita per l’intero periodo invernale, e promuoverà l’organizzazione di assemblee pubbliche in tutti i capoluoghi di provincia per dare voce e forza alla protesta dei cittadini. Cgil Toscana e Federconsumatori Toscana hanno inoltre richiesto alla Regione Toscana l’istituzione di un tavolo regionale di confronto permanente e sulla transizione energetica.
LE RICHIESTE URGENTI E IL PIANO DI MOBILITAZIONE
Per contrastare l’avanzata della povertà energetica, la Cgil Toscana e Federconsumatori Toscana ritengono fondamentali i seguenti punti: efficientamento energetico, spinta alla diffusione delle innovabili e rafforzamento dell’economia circolare; interventi sul lavoro (smart working, organizzazione del lavoro, sostegni e incentivi ai pendolari) e sui trasporti pubblici (rafforzamento del Tpl); riforma strutturale del prezzo dell’energia e disaccoppiamento del costo dell’elettricità da quello del gas fossile (superando le misure puramente temporanee e compensative in essere).
Parallelamente, Federconsumatori Toscana promuove una piattaforma di rivendicazione articolata su quattro punti prioritari:
1- Tassazione al 100% degli Extraprofitti: Un prelievo effettivo e privo di scappatoie sui profitti record realizzati dalle multinazionali dell’energia, con la destinazione vincolata delle risorse al sostegno diretto delle famiglie e al rafforzamento dei bonus sociali.
2- Innalzamento della Soglia ISEE per il Bonus Sociale a 20.000 Euro: L’estensione immediata e automatica dell’accesso ai bonus luce e gas per includere la vasta fascia di lavoratori con stipendi medi o bassi e pensionati finora ingiustamente esclusi.
3- Misure Fiscali e Stretta sul Mercato Libero: L’azzeramento dell’IVA sui vettori energetici primari e sulle spese di trasporto, il taglio delle accise e il blocco per legge di tutte le variazioni contrattuali unilaterali al rialzo durante i mesi invernali.
4- Fondo Regionale Anti-Povertà Energetica: L’istituzione da parte della Regione Toscana di un fondo straordinario destinato ai Comuni per coprire le morosità incolpevoli ed evitare il distacco dei contatori ai nuclei familiari fragili.
Fonte: Cgil Toscana e Firenze
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