Aeroporto militare di Pisa: 6 milioni di euro per due nuovi depositi di esplosivi da 20 tonnellate previsti nel quartiere di San Giusto

Diritti in Comune: "Affidati i lavori per realizzare nuove infrastrutture militari per i Fucilieri dell'Aria, depositi per munizioni e movimentazione di carichi esplosivi. Questo progetto va fermato: la città ha il diritto di conoscere. Assemblea pubblica il 14 novembre"


Due nuovi depositi per esplosivi e munizionamento, dimensionati nel progetto per stoccare indicativamente fino a 20 tonnellate complessive di esplosivo netto equivalente (10 tonnellate per ciascuna riservetta), con la possibilità di costruirne in futuro altre quattro strutture analoghe per 60 tonnellate complessive. È quanto emerge dalla documentazione ufficiale del Ministero della Difesa che abbiamo trovato e analizzato nell’ambito dell’inchiesta permanente che conduciamo da tempo sulle trasformazioni delle infrastrutture militari nel nostro territorio.

Il progetto esecutivo dell’Aeronautica Militare prevede la costruzione di due riservette di tipo igloo, strutture protette in cemento armato destinate allo stoccaggio di esplosivi e munizionamento, oltre a bastionature di protezione, un’area coperta per lo stoccaggio temporaneo, recinzioni e locali di servizio. Il 28 ottobre 2026 l’appalto è stato aggiudicato al raggruppamento Celi Energia e Costruzioni S.p.A./Giambalvo Giuseppe, con un impegno complessivo di spesa indicato nell’atto pari a oltre 6,1 milioni di euro. Non risulta ancora documentato l’avvio dei lavori.

Riteniamo che questo progetto debba essere subito fermato e che tutte le istituzioni debbano immediatamente fare chiarezza. La questione riguarda in primo luogo la realizzazione – novità assoluta per l’aeroporto militare di Pisa – di ben due depositi di esplosivi. Oltre alle più basilari questioni di sicurezza, non solo per la presenza del materiale altamente pericoloso, ma di tutta la movimentazione connessa sulle infrastrutture di collegamento, strade, ferrovie e canali che saranno attraversati con molta più frequenza da bombe, missili e quant’altro di esplosivo possa essere contenuto in questi nuovi magazzini che andranno appunto svuotati e riforniti. Siamo di fronte ad un ulteriore salto di qualità rispetto alla trasformazione delle funzioni che andrà a ricoprire l’aeroporto militare di Pisa e a come cambia il suo ruolo dal punto di vista strategico e logistico rispetto agli aspetti di guerra e di conflitto globale che stiamo vivendo.

Il capitolato relativo ai depositi aggiunge un elemento particolarmente significativo. La necessità delle nuove infrastrutture viene collegata esplicitamente alle attività di volo e alla presenza di un Air Terminal Operation Centre (ATOC) e della Joint Multimodal Operational Unit (JMOU) Italia, richiamando la capacità di stoccare munizionamento e materiali esplosivi definiti HOT CARGO (per essere estremamente espliciti: l’espressione “Hot Cargo” indica il trasporto o la movimentazione di merci pericolose, altamente esplosive, munizionamento speciale o materiali sensibili che richiedono procedure di sicurezza, manipolazione e stoccaggio prioritarie, urgenti e altamente protette). Questi riferimenti richiedono ulteriori approfondimenti e collocano l’intervento in un quadro operativo più ampio della semplice realizzazione di due magazzini militari.

A Pisa è già presente la 46ª Brigata Aerea, uno dei principali reparti italiani dedicati al trasporto militare. Abbiamo inoltre recentemente documentato il programma di supporto logistico alla flotta C-130J per il periodo 2027-2032, stimato in almeno 900 milioni di euro, che individua Pisa come principale base operativa. Si tratta di un programma distinto da quello dei depositi, ma questi investimenti e le nuove infrastrutture rendono necessario comprendere quale assetto militare dello scalo si stia delineando.

C’è poi una questione che riguarda direttamente la città, e in particolare i quartieri di San Marco e San Giusto.

L’aeroporto Galilei è un’infrastruttura militare ad uso civile che nello scorso anno ha visto quasi 6 milioni di passeggeri. Intorno allo scalo, inoltre, vivono migliaia di cittadini e lavorano centinaia di persone. San Marco e San Giusto convivono da decenni con l’attività aeroportuale e con le sue conseguenze sul territorio.

La costruzione di nuove infrastrutture per esplosivi e munizionamento impone quindi domande precise: dove saranno collocati esattamente i depositi? Quali tipologie di materiali potranno essere immagazzinate? Quali valutazioni sono state effettuate sulle distanze di sicurezza? Quali possibili interferenze sono state esaminate rispetto all’aeroporto civile e alle attività che vi si svolgono? Quali procedure di emergenza sono previste?

Vogliamo sapere se il Comune di Pisa e la Regione Toscana siano stati informati di questo programma infrastrutturale, quali interlocuzioni abbiano avuto con le autorità militari e quali valutazioni siano state svolte sulle sue implicazioni territoriali.

La militarizzazione del territorio prende forma attraverso nuove infrastrutture, trasferimenti di reparti, programmi di investimento e decisioni che incidono sull’uso dello spazio pubblico e sulle prospettive di sviluppo delle città.

Per questo abbiamo deciso di rendere pubblica la documentazione raccolta e di avviare una campagna di informazione e confronto che porteremo anche nei quartieri di San Marco e San Giusto, coinvolgendo cittadini, lavoratori e realtà del territorio. L’appuntamento è al Circolo Arci Alberone sabato 14 novembre alle ore 17:30.

Per noi questo progetto deve essere subito bloccato e come sempre la nostra contrarietà all’espansione delle infrastrutture militari si accompagna a una richiesta precisa di trasparenza, conoscenza e partecipazione democratica, che è un tassello nella lotta contro l’economia di guerra. Vogliamo essere parte del grande ingranaggio della pace e della smilitarizzazione che i territori devono costruire e imporre ai governi tagliando la spesa militare e investendo sul welfare.

Fonte: Diritti in Comune - Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa


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