Vittoria Tognozzi cittadina onoraria di Fucecchio: "Ai giovani dico di stare uniti, di lottare"
(foto gonews.it)
"Non sono felice, di più". Sorride, stringe la targa e un mazzo di fiori Vittoria Tognozzi, testimone e superstite dell'eccidio del Padule di Fucecchio alla quale oggi, nel giorno della memoria 27 gennaio, il Comune di Fucecchio ha conferito la cittadinanza onoraria. "Non voglio fare programmi, ho sempre paura che mi succeda qualcosa, ma giorni belli come oggi e come quello di Mattarella, per me non ne tornano altri". Il ricordo va all'invito, del febbraio 2025, al Quirinale dove il Presidente della Repubblica ha insignito Tognozzi dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, insieme ad altri cittadini e cittadine che si sono distinti per atti di impegno civile. "È stato bellissimo e commovente. Fuori c'erano ad aspettarmi tutti i miei bambini - aggiunge parlando dei ragazzi di Fucecchio è libera, partiti per l'occasione insieme ai sindaci dell'Empolese e della provincia di Pistoia - erano venuti tutti a Roma e lui mi disse che era felice di questo".
Tognozzi: "La memoria resti accesa"
Il 23 agosto 1944 Vittoria era una bambina ma ricorda perfettamente l'orrore della strage, in cui furono uccisi 174 civili. Aveva sette anni, perse una decina di parenti, la madre e due sorelle, una di 13 mesi. Nell'ottantesimo anniversario Gonews.it ha intervistato Vittoria Tognozzi, raccogliendo in un video la sua testimonianza (Qui). Una voce passata in tante scuole che oggi è tornata a parlare a studenti e studentesse dell'Istituto Comprensivo di Fucecchio, in platea al Nuovo Teatro Pacini che ha ospitato l'evento.
"Parlo sempre ai giovani. Duro tanta fatica, sto male due giorni, ma non mi interessa" aggiunge. "Da dopo che scoprirono l'armadio della vergogna, con il centro del Padule di Fucecchio siamo sempre andati nelle scuole. Vorrei che questa memoria rimanesse accesa, per rispetto della mia mamma e delle mie sorelline, perché quando si perde la mamma a sette anni si perde la colonna principale della famiglia". A ragazzi e ragazze dice: "State uniti. L'unione fa la forza. Senza quella non si va avanti. Gli dico di essere bravi, che lottino e se vedono il nero davanti si girino e tornino indietro".
Nencioni: "Ai giovani dico di fare tesoro della memoria"
Alla mattinata presenti anche le associazioni e i familiari di Nedo Nencioni, uno dei deportati della vetreria Taddei di Empoli che riuscì a sopravvivere alla detenzione nei campi di concentramento per far ritorno poi in Toscana, a Fucecchio, dove ha vissuto fino alla scomparsa nel 2012. Il padre Giuseppe invece perse la vita a Ebensee. A entrambi il Comune di Fucecchio nel 2016 ha intitolato una via. "Lo presero che era un ragazzo di 16 anni che pesava 70 chili, tornò che era 38 chili" racconta il figlio di Nedo, Luciano Nencioni, dai racconti del babbo che custodisce e continua a tramandare. "Ora sono nell'Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti) anche io e faccio quello che lui voleva si facesse, ovvero raccontare e mantenere in vita la memoria, perché è costruttiva per tutti, sia giovani che anziani". E anche Nencioni parla alle nuove generazioni: "Gli vorrei dire che facessero un pochino più tesoro di queste cose, dei pellegrinaggi per far vedere quello che è stato il fascismo e il nazismo, le atrocità che hanno fatto, la cattiveria che hanno avuto verso i nostri familiari, i nostri compagni. Quello che è stato levato a loro, loro l'hanno subito per ridarcelo a noi. La libertà". Poi aggiunge "vedo che c'è troppa violenza. Non è la strada giusta. Io vorrei solo dirgli attenzione, perché se ci ritolgono la libertà non è una bella cosa".
La cerimonia. Donnini: "Valori da disseminare ogni giorno"
Musica e racconti hanno scandito la mattinata, durante la quale la sindaca Emma Donnini ha ricordato Stefania Falchi, insegnante ed ex assessora a politiche giovanili e pubblica istruzione a Fucecchio, scomparsa nel dicembre scorso. "Ha lottato tutta la sua vita proprio per questi valori, in particolare perché la memoria diventi una memoria attiva. Se prima ero già motivata ora lo sono ancora di più, perché porto con me Stefania" ha detto Donnini. Poi il conferimento della cittadinanza onoraria a Vittoria Tognozzi, votata a favore all'unanimità dal Consiglio comunale. "Grazie a una lettera inviata insieme ai ragazzi di "Fucecchio è libera" lo scorso anno è stata insignita del titolo di Commendatrice dal nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella". Ora la cittadinanza, "riconoscimento che per noi è la condivisione di una serie di valori costituzionali, che sentiamo oggi più che mai in pericolo. È stata bellissima la reazione di molti degli alunni in sala, che alla fine della cerimonia hanno voluto abbracciare i superstiti. Sappiamo benissimo che questo non basta, che il lavoro che dobbiamo fare non è solo di un giorno, ma disseminare questi valori ogni giorno attraverso anche nuove modalità di essere comunità. La risposta sono momenti di questo tipo - conclude la sindaca - condivisione di testimonianze, mettere al centro il valore della persona umana".
Presenti anche i giovani di Fucecchio è libera: "Per noi la memoria è importantissima, - commenta la coordinatrice dell'associazione Cassandra Modesto - ci occupiamo di questo, non tanto come trasmissione di quelle che sono ovviamente le conoscenze della seconda guerra mondiale e della storia del Novecento, ma come trasmissione di valori per i ragazzi più giovani che devono conoscere, e saper riconoscere, quali sono i nostri diritti e le nostre libertà. Per rendere dei cittadini consapevoli, di ciò che è accaduto e di ciò che non deve più accadere".
Margherita Cecchin

