Risorse per il personale, la Rsu della Regione Toscana indice lo stato di agitazione

Prosegue la vertenza dei lavoratori di Regione Toscana, avviata ormai nel 2022, contro il taglio delle risorse dal fondo del personale


Prosegue la vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori di Regione Toscana, avviata ormai nel lontano 2022, contro il taglio delle risorse dal fondo del personale del comparto, fondo con il quale si finanzia il salario accessorio di chi lavora in Regione come operatore, istruttore o funzionario (la dirigenza non è stata toccata dai provvedimenti assunti) e vi ha avuto accesso con regolare concorso pubblico, in favore del pagamento dei compensi anche di livello dirigenziale del personale ad incarico fiduciario delle strutture di supporto agli organi politici. La situazione si è ulteriormente aggravata: ai 2 milioni tagliati nel 2022, a seguito del giudizio negativo della Corte dei Conti sezione Toscana sul bilancio 2021, si sono aggiunti ulteriori 2 milioni per il 2022.

Siamo così a 4 milioni sottratti alla contrattazione di secondo livello, per pagare i costi della politica. Soltanto i 12 responsabili delle segreterie politiche sono costati al fondo accessorio del personale 1 milione di euro. A rendere il quadro ancora più critico è il fatto che le promesse risolutive fatte dall’Amministrazione, sia sul piano giudiziale che sindacale, sono cadute nel vuoto. I Piani di Razionalizzazione, che avrebbero dovuto garantire il trasferimento al fondo del 50% delle somme risparmiate nell’ultimo triennio: nonostante ripetute rassicurazioni da parte del vertice dell’amministrazione sono stati giudicati incoerenti, e dunque non accettabili, dal Collegio dei Revisori, vanificando di fatto, ormai a fine anno, una delle poche misure previste a tutela del salario accessorio. La RSU ha presentato, già prima della fine del precedente mandato, ripetute richieste di confronto al Presidente Giani, che ricordiamo essersi tenuto di nuovo la delega al personale, e ha rinnovato formalmente la richiesta a lui e alla Presidente del Consiglio regionale prima delle festività.

A tutt’oggi non è giunta convocazione alcuna e ciò non ci stupisce visto che nel programma di mandato non è stata spesa una sola parola sull’emergenza salariale del personale regionale, ma si discute proprio in questi giorni la proposta di legge regionale che consentirà l’ampliamento del numero degli Assessori. La RSU a questo punto non può più attendere e chiede risposte immediate e soluzioni certe a scelte gravi e inaccettabili, che continuano a far ricadere sui dipendenti della Regione i costi della politica. Di fronte al silenzio dell’Amministrazione il tempo dell’attesa è finito. Non ci resta che assumere tutte le iniziative sindacali e legali, in ogni sede, a tutela del salario e dei diritti dei lavoratori: è stato proclamato lo stato di agitazione. La responsabilità delle conseguenze che ne deriveranno ricadrà quindi interamente su chi, pur avendone ruolo e potere, ha scelto consapevolmente di non intervenire e non rispondere.

 

Firmato: Rsu Regione Toscana

(testo approvato all’unanimità alla fine dell’assemblea di lavoratori e lavoratrici che si è svolta oggi a Firenze)

Ufficio Stampa Cgil Toscana e Firenze

Ufficio Stampa Cisl Toscana e Firenze

Ufficio Stampa Uil Toscana e Firenze

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