
Nel Medioevo non c’erano né bus (ovviamente), ma nemmeno le stazioni di posta romane ma la “scafa”: un battello che, da sponda a sponda dell’Arno, spostava i pisani. “Un servizio a tutti gli effetti pubblico perché di proprietà del Comune di Pisa che era tenuto a garantirlo e a pagarlo a tutti” spiega la professoressa Enrica Salvatori.
È una delle curiosità che emergono da Torpedone, il nuovo viaggio ideato da at - autolinee toscane, per raccontare con un podcast, in 10 puntate, la Toscana meno da copertina, ma più vera. Quella che l’overtourism di solito non vede e quindi non tocca, ma che resta la vera natura di questa regione. Dopo le prime due puntate su Livorno e Prato, Torpedone fa tappa a Pisa.
Ma non quella, nota nel globo, della Torre che “pende pende e non casca mai”, bensì quella più nascosta e quindi più affascinante come, ad esempio, il Cimitero Monumentale che sta dietro alla Torre Pendente, ma che è quasi sconosciuto. Un tesoro, suggerisce la professoressa Salvatori (che all’Università di Pisa insegna Storia Medievale), da non lasciarsi scappare. “La Torre, lasciatela perdere, fatevi una foto e via. Andate al Cimitero Monumentale” è l’invito della professoressa.
Del resto, il Medioevo vada di moda e “tira” così tanto anche perché il cuore delle nostre città, come Pisa, sono un lascito del Medioevo, almeno dal punto di vista urbanistico e immobiliare, molto più delle impronte romano-latine che sono luoghi simboli, ma non palazzi o case che, ovviamente con le modifiche intercorse nei secoli, sono sempre quelle di mille anni fa. In pratica non è così lontano da noi.
Non a caso, ascoltando la professoressa Salvatori “interrogata” da Tommaso Rosa (Direttore Marketing & Comunicazione at) e Arzachena Leporatti (Responsabile Area Brand & Community at), si scopre che la condizione femminile medievale è assai più avanzata di quella che vivevano le donne nell’Italia unita post-risorgimentale. Le donne potevano gestire attività, essere proprietarie di case e beni immobili, e dato che i loro uomini erano in giro per il mondo a commerciare sulle navi, loro a Pisa, gestivano tutte le attività economiche e imprenditoriali familiari.
E così grazie al podcast di at Torpedone scopriamo che il Medioevo attira il pubblico, e non solo per merito del gettonatissimo Alessandro Barbero. La professoressa Salvatori è (assieme a Marco Della Croce) la creatrice di Historycast primo podcast italiano indipendente di storia, nato nel 2006 che fa a ogni uscita oltre 20mila ascolti. Il merito? Probabilmente, è della public history (Salvatori è presidente dell’Associazione Italiana Public History), cioè una comunità che racconta sé stessa e ricostruisce la propria storia. Per Salvatori: “la storia non si fa solo in un'aula universitaria o scolastica. I luoghi della storia sono molti e implicano, quindi, sempre un dialogo di metodo ed esperienza. Per cui muta anche la stessa idea di divulgazione, che diventa meno ingessata, più viva e partecipata, anche giocosa. Così si racconta la storia anche giocando assieme ai ragazzi agli urban games”. Anche quindi con questa strana invenzione di un’azienda di trasporto pubblico che si mette a fare un podcast di divulgazione culturale e sociale sulla Toscana.
Un’idea figlia anche di Ivan Carozzi, giornalista (ad esempio a ilPost), scrittore, autore televisivo, già caporedattore di Linus.
Torpedone è un podcast video (qui il link🎙️TORPEDONE🎙️🚍 - YouTube) che raccoglie voci, storie, memorie di local heroes. Una fermata per provincia, un ospite per puntata, un’intervista in cui un local hero racconta il suo territorio, un sacco di curiosità e i momenti più significativi del suo percorso.
Fonte: Autolinee Toscane - Ufficio stampa
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