Spdc Oblate, Cgil: “Ancora una notte di terrore"

Ancora un episodio di violenza a Firenze nei confronti degli operatori sanitari della SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) delle Oblate (zona Careggi). Nella notte del 4 febbraio, un utente inviato dal DEAS di Careggi ha preso in ostaggio per alcune ore tutto il personale sanitario, compresa la guardia giurata che opera nel presidio.

Un utente sconosciuto al servizio, con una richiesta di ricovero da parte dei medici del DEAS, inviato senza che sia chiaro se siano stati eseguiti tutti gli accertamenti previsti dai protocolli concordati per queste occasioni, ha aggredito il personale sanitario, sbattendo violentemente la testa di un operatrice contro il muro, impossessandosi di tutte le chiavi che aprono le porte del reparto, riuscendo infine a neutralizzare la guardia giurata, chiudendola a chiave dentro una stanza degenza. Alla fine il personale è riuscito a contenere l’utente e a dargli le cure necessarie.

Vane sono state tutte le richieste di aiuto del personale, in gran parte operatrici donne, alla centrale delle forze dell’ordine, che non hanno inviato una pattuglia, anche solo per controllare cosa stesse accadendo. Ancora una volta emerge, come più volte denunciato, che non ci sono procedure certe che definiscano le modalità di intervento delle forze dell’ordine e non è accettabile che la motivazione del mancato aiuto sia la mancata definizione di  un accordo fra Azienda sanitaria, questura e prefettura, di cui sempre sentiamo parlare e promettere ma che nessuno ancora ne ha visto anche una bozza.

“Da tempo si sente parlare di questo protocollo fra Azienda e Prefettura, di cui nessun è stato mai messo a conoscenza - dichiara Simone Baldacci Coordinatore della FP CGIL USL Toscana Centro -. A noi pare, invece, si tratti di un pericoloso scaricabarile, giocato tutto sulla pelle dei lavoratori, privi di ogni basilare forma di servizio di protezione aziendale, vittime di un vergognoso impasse istituzionale fra Prefetto e Azienda Sanitaria, a cui da più di 10 anni nessuno riesce a mettere la parola fine. Viene il sospetto che fino a quando non succederà una tragedia, che nessuno si augura avvenga, continuerà a mancare la volontà di intervenire: già nell’estate del 2024 la nostra Organizzazione aveva presentato al Prefetto un piano per la sicurezza aziendale, previsto tra l’altro da Decreto legge 113/2020, nel quale si chiedeva l’attuazione dei piani della sicurezza (art. 7 Dlsg 113/20) fra aziende sanitarie e forze dell’ordine previsti dalla normativa vigente”.

“E’ inutile che Governo e Regione continuino ad approvare Decreti, Delibere e linee guida sulla sicurezza, buone solo per fare della facile propaganda politica, e poi nessuno si preoccupi che queste norme vengano attuate, continuando a lasciare i lavoratori da soli, esposti a ogni sorta di violenza e aggressione, che continuano verificarsi - continua Baldacci -. Pretendiamo di sapere se questo protocollo esiste e se, come ogni tanto sentiamo parlare, impedisce l’intervento delle forze dell’ordine all’interno delle strutture sanitarie; non è possibile che ogni volta in cui è in corso un reato gli operatori non debbano avere la certezza di poter contare, per la propria protezione e degli utenti, di un intervento da parte delle forze dell’ordine”.

La FP CGIL continuerà a denunciare questo grave immobilismo istituzionale, attivandosi per denunciare in ogni sede le gravi mancanza dell’Azienda sanitaria, unica responsabile penalmente, in base alle norme vigenti, della sicurezza e dell’incolumità dei propri dipendenti.

Fonte: Cgil Toscana e Firenze - Ufficio stampa

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