Dipinto di Vasari venduto per errore resterà all’estero

il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del venditore, un architetto che aveva ceduto l’opera per 65mila euro, dopo nullaosta Ministero


Un dipinto attribuito a Giorgio Vasari venduto inconsapevolmente all’estero nel 2015 non tornerà in Italia. Si è conclusa così una lunga vicenda giudiziaria: il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del venditore, un architetto veronese che aveva ceduto l’opera per 65mila euro dopo aver ottenuto il nulla osta alla libera circolazione dal ministero della Cultura.

All’epoca né il proprietario né gli organi competenti avevano riconosciuto il reale valore del quadro, un olio su tela raffigurante una figura femminile e attribuito genericamente alla scuola italiana del XVI secolo. Solo nel 2021 il ministero ha scoperto che si trattava di una seconda “Allegoria della pazienza” di Giorgio Vasari, mentre la prima è conservata a Palazzo Pitti a Firenze, entrambe parte del lascito mediceo. A quel punto l’amministrazione ha tentato di revocare il nulla osta per far rientrare l’opera, ormai esposta alla London Gallery, esponendo però il venditore al rischio di sanzioni senza possibilità di recuperare il dipinto.

La controversia è arrivata fino alla Corte Costituzionale, che ha confermato la legittimità del limite di 12 mesi per il ritiro del nulla osta. Di conseguenza, i giudici di Palazzo Spada hanno dichiarato tardivo e illegittimo il provvedimento ministeriale, sancendo che il dipinto di Vasari resterà all’estero

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